ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 29 Maggio 2020 18:55

Coronavirus, altri 87 morti in Italia. Fase 2: 'Trend incoraggiante', calano i casi ma il 68% è in Lombardia

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232.248 casi, 33.229 morti, 152.844 guariti, 46.175 malati. Dati Protezione Civile del 29 maggio 2020. 516 nuovi casi, 354 in Lombardia. In leggero calo i nuovi positivi secondo il bilancio della Protezione Civile, ma la maggioranza dei casi si concentra in Lombardia. In aumento le vittime, oggi 87 contro le 70 di ieri.  Sette regioni con zero decessi e 5 con nessun nuovo positivo. 'I dati fanno prevedere una seconda ondata di Covid', ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità Brusaferro durante l'audizione in Commissione Bilancio della Camera. 'Fase di discesa ma serve attenzione. Monitoraggio e capacità di risposta'.

Altri 87 morti in Italia per coronavirus. In totale, dall'inizio dell'emergenza, le vittime sono 33.229 secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. I casi attualmente positivi sono 46.175, con un calo di 1811 rispetto a ieri. In isolamento domiciliare 38.606 persone. Quelle ricoverate con sintomi sono 7094, mentre i pazienti in terapia intensiva sono 475 (-14 rispetto a ieri).

Nell'ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del coronavirus sul nostro territorio, a oggi, riportano i dati della Protezione Civile, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 232.248, con un incremento rispetto a ieri di 516 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 46.175, con una decrescita di 1.811 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 475 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 14 pazienti rispetto a ieri. 7.094 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 285 pazienti rispetto a ieri. 38.606 persone, pari all'84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 152.844, con un incremento di 2.240 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 22.683 in Lombardia, 5.658 in Piemonte, 3.564 in Emilia-Romagna, 1.849 in Veneto, 1.255 in Toscana, 994 in Liguria, 3.163 nel Lazio, 1.352 nelle Marche, 986 in Campania, 1.283 in Puglia, 410 nella Provincia autonoma di Trento, 1.137 in Sicilia, 323 in Friuli Venezia Giulia, 770 in Abruzzo, 154 nella Provincia autonoma di Bolzano, 31 in Umbria, 190 in Sardegna, 19 in Valle d'Aosta, 159 in Calabria, 162 in Molise e 33 in Basilicata. Si segnala, inoltre, che la Regione Marche ha effettuato un ricalcolo del numero dei deceduti decurtandone 11 che non risultano classificabili come Covid-19.

"Continua il trend incoraggiante". E' questo, secondo quanto apprende l'ANSA, il risultato del monitoraggio condotto da Ministero della Salute e Iss relativo al periodo delle ulteriori riaperture delle attività commerciali dal 18 maggio. Il monitoraggio tiene conto di 21 indicatori, tra cui l'indice di contagiosità R0, ma anche parametri di tenuta del sistema sanitario, a partire dalle terapie intensive.

Secondo il monitoraggio quotidiano della Protezione civile lieve calo dei nuovi positivi in Italia: sono ora 232.248 i contagiati totali, 516 più di ieri, quando se ne erano registrato 593. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 354 in più (ieri 382) pari al 68,6% dell'aumento odierno in Italia. Ci sono 5 regioni a zero contagi: Abruzzo, Umbria, Valle d'Aosta, Calabria e Basilicata, oltre alla provincia di Bolzano.

Sono 87 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, in aumento rispetto alle 70 di ieri. In Lombardia nell'ultima giornata se ne sono registrate 38, mentre ieri erano state 20. I morti a livello nazionale salgono così a 33.229. I dati sono stati resi noti dalla Protezione Civile. Sette regioni - Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Molise, Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige - non fanno registrare vittime.

Sono saliti a 152.844 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.240. Giovedì l'aumento era stato di 3.503. Sono 475 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus, 14 meno di ieri. Di questi, 173 sono in Lombardia, lo stesso numero di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 7.094, con un calo di 285 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 38.606, con un calo di 1.512 rispetto a ieri. Sono 46.175 i malati di coronavirus in Italia, 1.811 meno di ieri, quando il calo era stato di 2.980.

"Abbiamo superato la curva di picco dell'infezione, siamo nella parte di discesa e in una fase di controllo della situazione, ma richiede un'attenzione particolare" nell'identificare ed isolare precocemente i casi sospetti. Questo significa "sistemi di monitoraggio e capacità di risposta sanitaria ad eventuali focolai". Così il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante l'audizione in Commissione Bilancio della Camera.

"Con la prossima settimana ci avviamo a una sfida sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai", ha detto Brusaferro in vista della ripresa degli spostamenti tra regioni e stati dell'Ue prevista per il 3 giugno.

"Per gli scenari che immaginiamo, in autunno, una patologia come il Sars-cov-2, che è trasmessa da droplet, si può maggiormente diffondere e si può confondere con altre sintomatologie di tipo respiratorio" e "la famosa ipotesi della seconda ondata è collegata a questo, che, dal punto di vista tecnico scientifico è un dato obiettivo". "In autunno, si diffondono le infezioni respiratorie, meno ore di sole e attività all'aperto e più la circolazione aumenta".

"Il virus è ancora presente e i comportamenti dei singoli sono le misure più efficaci per ridurne la circolazione. Questo è importante perché il numero di persone entrate a contatto con il virus è limitato, anche se varia da regione a regione". E le "molte persone non entrate in contatto, e dunque suscettibili al virus, sono un serbatoio per la sua diffusione".

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