ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 07 Settembre 2020 14:48

Di Maio: non penso di tornare capo M5S. Dl semplificazioni, ancora caos M5S: c'è chi vuole affondare decreto

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"Io non sto pensando di tornare a fare il capo politico" del M5S". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al programma Non stop news su Rtl. E' ancora tensione all'interno del Movimento 5 Stelle sul decreto Semplificazioni, che domani approderà alla Camera dopo l'ok incassato al Senato la scorsa settimana. Non accennano a placarsi i malumori per alcune norme - particolarmente indigeste a una parte del gruppo parlamentare grillino - di carattere ambientale, tra qui quella che elimina l'obbligo del dibattito pubblico per le grandi opere infrastrutturali.

"Quando parlo di leadership parlo del fatto che il Movimento si deve strutturare e organizzare, Vito Crimi sta facendo l'impossibile ma forse è arrivato il momento di eleggere leadership forte", ha aggiunto Di Maio, spiegando che si può trattare di una leadership "singolare o plurale".

 

È ancora tensione all'interno del Movimento 5 Stelle sul decreto Semplificazioni, che domani approderà alla Camera dopo l'ok incassato al Senato la scorsa settimana. Non accennano a placarsi i malumori per alcune norme - particolarmente indigeste a una parte del gruppo parlamentare grillino - di carattere ambientale, tra qui quella che elimina l'obbligo del dibattito pubblico per le grandi opere infrastrutturali.

Le chat pentastellate si confermano lo sfogatoio perfetto in questi casi. Alcuni deputati, come Andrea Colletti e Jessica Costanzo, chiedono di poter intervenire con emendamenti ad hoc per modificare il testo e sbianchettare così i punti più critici, ma viene fatto notare che i tempi per una terza lettura non ci sono. E così partono i 'j'accuse' contro "chi sta al governo", come quello di Davide Zanchelli, per il quale è sbagliato tiare troppo la corda: così - è il senso del suo ragionamento - si rischia di mandare a quel paese i ruoli di lealtà e fiducia. Lealtà che secondo la collega Patrizia Terzoni sarebbe già venuta meno.

Giuseppe D'Ippolito non usa mezzi termini e chiede: "Perché il governo ha dato parere favorevole a questo e ad altri emendamenti schifezza?". Nel mirino dei malpancisti, infatti, non c'è solo lo stop al dibattito pubblico ma anche altri provvedimenti, come la riduzione dei termini per la concessione delle autorizzazioni ambientali o la norma sullo stoccaggio del gas. Troppi i punti di frizione, e così c'è chi accarezza l'idea di 'affondare' il decreto che scade tra una settimana esatta.

"Non si tratta di fare un emendamento, perché non ci sono i tempi - osserva il deputato tarantino Giovanni Vianello - si tratta di capire se il decreto deve decadere o meno. Avevo chiesto una riunione urgente con il gruppo parlamentare". Pur essendo presente nella chat, non prende la parola il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà, che la scorsa settimana è stato accusato da alcuni senatori di non tutelare il lavoro dei parlamentari.

Ad ogni modo, nonostante la il testo 'blindato', alcuni grillini hanno presentato ugualmente le loro proposte di modifica. Portano la firma di Colletti emendamenti per il ripristino del dibattito pubblico sulle grandi opere e su altri temi come codice degli appalti (art. 1 e 2), abuso d'ufficio e responsabilità erariale.

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