ANNO XIV Novembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 27 Ottobre 2020 17:00

Tornabuoni Art espone a Parigi il Minimalismo italiano

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Dal 22 ottobre, nei nuovi spazi di avenue Matignon, 'Italia minimal'

Tornabuoni Art inaugura i nuovi spazi di avenue Matignon a Parigi con 'Italia minimal', un omaggio agli artisti italiani che nel dopoguerra hanno lavorato sulle infinite possibilità di un nuovo inizio facendo tabula rasa di colore, disegno, bidimensionalità e dell'annosa divisione fra pittura e scultura. Dal 22 ottobre fino al 22 dicembre saranno esposti dei veri e propri capolavori realizzati da indiscussi protagonisti della sperimentazione visuale tra la fine anni '50 e l'inizio degli anni '60, alcune opere in mostra sono di più recente realizzazione, ma si legano in quel periodo per la loro provenienza teorica.

Tra i protagonisti Vincenzo Agnetti, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Gianni Colombo, Dadamaino, Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Piero Manzoni, Paolo Scheggi, Giuseppe Uncini. "L'arte 'minimal' nasce in Italia proprio come risposta al caos del contesto sociale e politico di questi anni e si materializza in forme rigorose ed essenziali, in un ritorno al grado zero dell'arte - si legge in una nota della mostra - I materiali richiamano la rinascita industriale e culturale che caratterizza in quegli anni la penisola italiana e Milano in particolare".

"Questa tendenza 'alla riduzione minimale' del contenuto artistico ha rappresentato la convergenza di tutte le possibilità di linguaggio - si legge ancora - capaci di riunire arcaismo e modernità, materiali e tecniche tipiche della complessità e della diversità di un’eredità culturale mediterranea ed italiana. Un desiderio di rinascita - si legge ancora - che coincide con il rifiuto di un’arte tradizionale, del modo di fare ed esporre le opere, ma anche con la necessità di rimettere in discussione la fruizione dell'arte da parte dello spettatore. Gli artisti invitano ad entrare in rapporto diretto con l'opera - conclude la nota - non più unicamente osservata, ma vissuta attraverso un’attiva partecipazione fisica". Adnkronos

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