ANNO XIV Dicembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 29 Ottobre 2020 13:04

La lirica non si arrende al Covid

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L'Ansfols chiede a Franceschini di rivedere  la decisione di chiudere i teatri. Assemblea riunita d'urgenza per valutare la situazione.

Siamo consapevoli della gravità e della delicatezza della situazione generale in cui versa il Paese e non possiamo non prendere atto delle parole del Presidente del Consiglio e del Ministro Franceschini con riferimento alle recenti decisioni del Governo”. Lo affermano Francesco Giambrone e Fulvio Macciardi, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche (Anfols) la cui assemblea si è riunita in via d’urgenza per valutare le conseguenze del Dpcm che ha disposto la sospensione degli spettacoli.

Governo riduca al minimo questa fase

 “Compatibilmente con la gravità della situazione nella quale ci troviamo e con l’evoluzione del quadro epidemiologico – proseguono Giambrone e Macciardi - sollecitiamo, laddove possibile, di ripensare la decisione di chiudere i teatri e in ogni caso confidiamo nella volontà manifestata dal Governo di ridurre al minimo questa fase di dolorosa chiusura. Abbiamo dimostrato in questi mesi che i teatri sono luoghi che possono essere messi in sicurezza in maniera da garantire la salute del pubblico e dei dipendenti. Anche se ci rendiamo conto che in questo drammatico momento la prima priorità è la salute pubblica”.  

Tenere vivo il rapporto col pubblico

 L’Anfols ha deciso di darsi l'orizzonte temporale stabilito dal Dpcm e di valutare cosa fare fino al 24 novembre. “Abbiamo condiviso l’esigenza di rispondere alla paradossale situazione in cui ci troveremo da oggi e fino al 24 novembre di non poter accogliere il pubblico nei nostri teatri – dichiarano ancora il presidente ed il vicepresidente - utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione con l’obiettivo di scongiurare il blocco totale di tutte le attività e, soprattutto, di tenere vivo il rapporto con il pubblico e tutelare l’occupazione e il lavoro di centinaia di artisti e tecnici che operano nei nostri teatri". AGI

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