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Martedì, 29 Marzo 2022 17:27

Locatelli avverte: "La pandemia non è finita, serve attenzione"

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Franco Locatelli presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts per l'emergenza Covid Franco Locatelli presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts per l'emergenza Covid

Il messaggio del coordinatore del Cts è di non sottovalutare la capacità diffusiva di Omicron 2. Se ci sarà una nuova ondata "dipenderà dai nostri comportamenti".

"La pandemia non è mai finita, e quindi pur essendo l'Italia in una situazione decisamente favorevole per quanto riguarda il livello di copertura vaccinale non deve venire mai meno all'attenzione e alla responsabilità dei comportamenti, soprattutto in questo periodo in cui circola il sotto lignaggio della variante Omicron, il cosiddetto sotto-lignaggio BA.2 che è caratterizzato da particolare contagiosità". Lo ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts per l'emergenza Covid, parlando con i giornalisti a Catanzaro, a margine di un seminario di carattere scientifico all'Università Magna Graecia.

"Quindi - ha proseguito Locatelli - il messaggio è non sottovalutare la capacità diffusiva di questo sotto-lignaggio, e per chi non ha ancora ricevuto la dose booster andare a farsi vaccinare con la dose di richiamo oltre che vaccinare quei pochissimi - ma dò per scontato che siano un numero assai limitato - che non hanno ricevuto neanche il ciclo primario. Non pensiamo che la variante Omicron sia un banale raffreddore. Lo può essere per i soggetti coperti da un ciclo di vaccinazione, certamente non lo è - ha concluso il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts per chi non è adeguatamente immunizzato".

"E' compito di ciascuno cercare di non disperdere il patrimonio che abbiamo avuto la capacità di ottenere" ha detto ancora Locatelli. "La scelta che ha fatto il governo - ha rilevato - è di procedere in maniera progressiva e graduale lungo la strada delle riaperture, non dimenticandoci però che il Paese è già largamente aperto e che noi abbiamo affrontato la quarta ondata senza dover chiudere come è accaduto in altri Paesi, Austria e Olanda su tutti. è stato anche detto in maniera molto netta sia dal ministro Speranza sia dal presidente del Consiglio che il sistema modulerà quelle che sono le aperture o il rilascio di restrizioni piuttosto che andare sulle chiusure in funzione della curva epidemiologia, ecco perchè - ha concluso il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts - è un compito di ciascuno di noi quello cercare di non disperdere il patrimonio che abbiamo avuto la capacità di ottenere". 

Riflessione su quarta dose ai fragili

Intanto, ha fatto sapere Locatelli, "in questo momento la quarta dose è raccomandata per i soggetti immunocompromessi. Come ha anche ripetutamente dichiarato il ministro Speranza, c'è in corso una riflessione se andare ad ampliare la platea per la quarta dose anche ai soggetti fragili per ragioni anagrafiche e decidere quando semmai questa quarta dose possa essere somministrata, anche tenendo conto dell'evoluzione stagionale".

La nuova ondata dipenderà da noi

Se ci sarà o meno una quarta ondata "dipenderà molto dalla sobrietà dei nostri comportamenti individuali e dall'adesione alla campagna vaccinale", ha osservato Locatelli. "Ribadisco - ha aggiunto - l'opportunità di completare la terza dose, quindi la dose di richiamo o dose booster, prima ancora di ipotizzare riflessioni sulla quarta dose. E poi c'è un variabile che non dipende da noi, che fa riferimento all'emergenza di eventuali nuove varianti, e questo - ha rilevato il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts - è il motivo per cui raccomandiamo continuamente di cercare di incrementare sempre di più la copertura vaccinale in tutte le aree del globo".

"Agevolare l'accesso ai farmaci antivirali"

"Esistono oggi due farmaci, che sono il Paxlovid e Mulnopiravir, che hanno significativa efficacia, soprattutto il primo negli studi clinici controllati si e' dimostrato essere in grado di prevenire la progressione in forme gravi di Sars-Cov 2 in quasi il 90% dei casi. Va forse reso più agile il meccanismo di accesso per incrementare la percentuale dei soggetti che volgono a essere trattati", ha osservato Locatelli.

"Sui farmaci antivirali - ha aggiunto - ho già detto che, ovviamente, seguendo le indicazioni di appropriato uso, va aumentato l'utilizzo. Gli anticorpi monoclonali possono essere un'altra strategia, anche se ricordiamo che l'emergenza della variante ha dimostrato un perdita di efficacia per alcuni di essi. E c'è in prossimità di approvazione anche - ha sostenuto il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts - l'uso di una combinazione di anticorpi monoclinali per la prevenzione dell'infezione di soggetti fragili per ragioni di immunodepressione". AGI

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