ANNO XVIII Febbraio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 08 Novembre 2023 06:24

Battaglia nel cuore di Gaza City. Netanyahu: possibili brevi pause umanitarie

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Bambini tra le macerie a Gaza Bambini tra le macerie a Gaza

Dieci anni di guerra. L'assedio nella Striscia, la catastrofe umanitaria. La fuga con le bandiere bianche in mano. Intanto secondo le autorità dell'enclave  il conteggio dei morti supera i 10 mila . E secondo l' Onu è strage di bambini . Tajani a Tokyo per il G7: "Aiutare i palestinesi, colpire Hamas. Obiettivo 2 Stati con un periodo di transizione modello Unifil in Libano". 

"Per la prima volta da decenni, l'IDF sta combattendo nel cuore di Gaza City, nel cuore del terrore. È una guerra complessa e difficile, e purtroppo ha anche avuto un prezzo elevato". Lo ha detto il capo del Comando Sud di Israele, il maggior generale Yaron Finkelman. "Continuiamo con tutte le nostre forze, con l'obiettivo di sconfiggere lo spregevole gruppo di Hamas.

Traiamo il nostro spirito combattivo dalla forza della nazione di Israele. Non ci fermeremo, non ci fermeremo finché non adempiremo la nostra missione, fino alla vittoria" ha aggiunto, "stiamo colpendo il cuore delle attività di Hamas. Abbiamo eliminato decine di comandanti e scoperto molti tunnel. Il generale Finkelman riconosce il fallimento dell'esercito nel prevenire l'assalto del gruppo terroristico del 7 ottobre, ma dice che le truppe combattono avendo sempre in mente gli ostaggi e l'obiettivo di liberarli. 

Israele può prendere in considerazione brevi pause umanitarie a Gaza di un'ora, solo per permettere l'ingresso di aiuti o il rilascio di ostaggi. È la timida apertura del premier israeliano Benjamin Netanyahu alle sempre più insistenti richieste internazionali di pause umanitarie. "Per quanto riguarda piccole pause tattiche, un'ora qui, un'ora là, le abbiamo già avute prima", ha ricordato il capo di governo, assicurando che verranno prese in considerazione "le circostanze per consentire l'arrivo di beni umanitari o il rilascio di singoli ostaggi".

Biden ha chiesto a Netanyhau tre giorni di pausa

Il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha chiesto al premier israeliano, Benjamin Netanyahu, di accettare una pausa di tre giorni nei combattimenti per permettere passi avanti nel rilascio degli ostaggi in mano ad Hamas. Lo riporta l'agenzia americana Axios. La richiesta sarebbe stata fatta nel corso della telefonata tra i due leader avvenuta ieri. Secondo la proposta discussa da Stati Uniti, Israele e Qatar, Hamas rilascerebbe 10-15 ostaggi e userebbe i tre giorni di pausa per verificare l'identita' di tutti gli ostaggi e consegnare un elenco dei nomi.

A un mese esatto dal sanguinoso attacco di Hamas a Israele, la guerra dello Stato ebraico al movimento islamista ha causato undicimila morti, un disastro umanitario senza precedenti e non mostra alcun segno di svolta e neanche di prospettiva futura. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, resiste alle richieste di un cessate il fuoco e ha anche avvertito che Israele si incaricherà della sicurezza del territorio palestinese una volta terminata la guerra.

Nell'enclave controllato da Hamas, i servizi sanitari aggiornano un bollettino di vittime che appare sempre più drammatico strage dopo strage: secondo l'ultimo bilancio sono 10.022 i palestinesi morti, la gran parte donne e minorenni. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha detto che Gaza sta diventando "un cimitero di bambini" ma il Consiglio di Sicurezza al Palazzo di Vetro non riesce a trovare alcuna via di uscita.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è a Tokyo per la ministeriale del G7. "Siamo tutti d'accordo all'interno del G7: è necessario aiutare il popolo palestinese, ma Hamas è una organizzazione terroristica e fa bene Israele a colpire Hamas", ha detto al termine della cena con i ministri degli Esteri. "Israele- ha aggiunto - è un Paese in guerra, ma io credo che si debba continuare a lavorare per la stabilità e la de-escalation, l'obiettivo finale è due popoli e due Stati, ma ovviamente ci dovrà essere una fase di transizione.

Può esserci ad esempio una presenza come quella di Unifil in Libano, da questo punto di vista si può trovare un accordo. Ne abbiamo parlato e continueremo a parlarne, l'obiettivo è la pace". 

Intanto l'esercito israeliano avanza nel cuore dell'enclave. Dopo aver circondato Gaza City, le truppe nelle ultime ore sono avanzate all'interno della città da Nord e da Sud. Hamas, che insieme a Hezbollah continua a lanciare missili contro Israele, non sembra avere la forza di resistere all'avanzare delle colonne di blindati.

L'esercito ha detto che le sue operazioni di terra a Gaza, protette dai raid dall'alto e dal mare, sono progredite considerevolmente: l'obiettivo è quello di aumentare la pressione sulle roccaforti di Hamas, tra cui il campo profughi di al-Shati, anche noto come Beach Camp, lungo la costa di Gaza City; e smantellarne i centri di controllo e ai tunnel.

Israele continua anche a lanciare attacchi aerei in tutta la Striscia, compreso il Sud. Secondo fonti palestinesi, nelle ultime ore ci sono state esplosioni a Khan Younis, che è a Sud di Gaza, e in un attacco a Rafah, la località dove sono rifugiate centinaia di migliaia di palestinesi fuggiti dal Nord dopo che Israele ha ordinato l'evacuazione da Gaza City, sono morte 20 persone. Le agenzie di stampa palestinesi hanno anche riferito di soldati israeliani che sono entrati nelle città della Cisgiordania occupata, Jenin e Tulkarem.

La violenza in Cisgiordania è aumentata bruscamente da quando Hamas ha lanciato l'attacco del 7 ottobre, costato la vita a 1.400 persone e la sparizione di oltre 240, trascinate nell'enclave. Proprio Netanyahu ieri ha nuovamente chiarito che un cessate il fuoco nella Striscia dipende dal rilascio di tutti gli israeliani tenuti in ostaggio da Hamas, anche se ha ventilato la possibilità che Israele possa consentire "pause tattiche" per scopi umanitari. In queste ore i ministri degli Esteri del G7 iniziano a Tokyo un incontro da cui potrebbe emergere una richiesta congiunta per applicare una pausa umanitaria nella martoriata Striscia.

Israele apre il corridoio, via da Gaza City con la bandiera bianca 

Centinaia di residenti del quartiere di Zeitoun, a Sud di Gaza City, hanno lasciato le loro case, issando bandiere bianche, diretti verso il Sud dell'enclave. Il filmato è stato diffuso dal portavoce in arabo dell'esercito israeliano, Avichay Adraee. Israele ha aperto un altro corridoio 'sicuro' sulla strada Salah a-Din, l'arteria che collega il Nord e il Sud della Striscia: i residenti potranno approfittarne per trasferirsi verso il Sud, dalle 10 ora locali fino alle 14:00 odierne.
"Approfittate dell'opportunità di spostarvi a Sud, oltre il fiume Gaza, state certi che gli uomini di Hamas si sono già preoccupati di mettersi al sicuro", ha detto Adraee
Secondo Hamas, nella notte Israele ha compiuto 250 raid in tutta la Striscia di Gaza; attacchi che - secondo il movimento islamista - hanno colpito obiettivi anche nel Sud di Gaza, in particolare Khan Yunis e Rafah. 

Un minuto di silenzio in Israele per le vittime del 7/10

In Israele, alle 11 ora locali, molte località hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell'attacco di Hamas, esattamente un mese fa.

Oggi altri 2 voli umanitari con 45 tonnellate per Gaza

"Il ponte umanitario dell'Ue per Gaza ha organizzato finora sei voli e oggi ci saranno il settimo e l'ottavo. Porteranno 45 tonnellate di forniture umanitarie, perlopiù farmaci, strumenti medici e alcuni alimenti". Lo ha annunciato il commissario europeo per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic, in un punto stampa dall'aeroporto di Ostenda. "Continueremo a fornire gli aiuti umanitari per tutto il tempo necessario", ha assicurato. "La cosa più impellente ora è consentire l'accesso di questi aiuti umanitari. C'è ad esempio una assoluta necessita' di carburanti a Gaza", ha aggiunto. 

Hamas, attacco a Rafah ha provocato 20 morti

I servizi di soccorso a Gaza, l'enclave palestinese governata da Hamas, hanno reso noto una ventina di persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano a Rafah, la localita' nel Sud della Striscia dove sono raccolti i palestinesi in fuga da Gaza City. AGI

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