ANNO XII  Dicembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 28 Luglio 2016 05:48

Nova Siri (Matera) - Sul lungomare va in scena l'orgoglio dei diversamente abili

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Cesare Natale di Falanthra lo diceva alla fine del dibattito "guardate quanta gente ha assistito a questa serata su un tema così particolare".

Io andandomene gli parlavo, con la bocca impastata dall'arsura estiva di doppio e non mi veniva il senso della doppiezza; poi ho pensato come fosse andata la serata a tutta birra, ed allora è un doppio malto, quello che il giornalista che ha partecipato diceva: "parla di più " rispetto alla diversamente abile che ha presentato il suo libro. Una serata dove lo spettacolo ha fatto da contorno con due adolescenti che ci lasciavano, a turno, una canzone.

La scena è stata interamente occupata dal dibattito, con la conduzione di Pinuccia Sassone che ha presentato il libro “VIVI E VEDRAI”  & “AMORE E SOFFERENZA” Audiolibri di Roberta CammisaRelatore: Pino Suriano (giornalista). Il secondo appuntamento affrontava il tema su “La DISABILITA” e l'importanza delle attività occupazionali con un intervento di Eleonora Gentile (psicologa) e un'intervista a Lorena Vetromile e un intervento di Salvatore Scarpato. Grande attenzione alle storie raccontate da Roberta Cammisa tutte incentrate sul diritto al sesso e all'amore del diversamente abile e che partono da esperienze di delusioni amorose travolgenti che pungevano sull'handicap personale. Pino Suriano parla del punto di vista da cambiare, nel senso proprio del termine, in sostanza un approccio che non deve essere quello di rispettare le differenze, nè di ignorarle, ma di accettarle come un normale porsi della persona, come di ogni altra persona. Normalità, questa è la parola che è risuonata perentoria. E questo vale più di ogni altro simposio, ragionamento, tavola rotonda o quadrata.13612160 10206160760972020 6672287263587151484 n

E quel segno più che richiameremo sempre in questo articolo. A partire dallo straordinario intervento di Salvatore Scarpato che ha puntato il dito contro i muri alzati da chi detiene il potere del fare e non fa oppure sbaglia: un disastro! Secondo Scarpato, che su queste cose fa quotidiane battaglie, non occorre pensare alla disabilità per mettere una passerella pubblica per la spiaggia, perchè quella passerella è anche per il nonno che porta il passeggino del nipotino, per tutti. E' proprio il relegare l'handicap come tema a sé quel muro da abbattere. Salvatore ha fatto un esempio calzante che ripropongo ai lettori: "in un bagno pubblico c'è quello per gli uomini, quello per le donne e poi quello per i disabili con la carrozzella disegnata. E' quella carrozzella da eliminare. Costa molto meno fare bagni per donne e per uomini un poco più grandi, finendola di considerare i diversamente abili asessuati".  

E questo, sottolinia Scarpato, significa molta attenzione per tutti coloro che sono destinati a costruire le cosiddette città intelligenti, i condomini del terzo millennio. La serata, grazie a questi interventi, compreso quella di Lorena, supportata dalla psicologa Gentile, che è felice del suo impegno di lavoro nel Servizio Civile Nazionale, si è chiusa in quest'alone di bellezza, di fratellanza, di amore. Come quello per i bambini contenuti nelle composizioni poetiche e nei testi che sono stati premiati. Vincitore assoluto è stato Vincenzo De Marco che ha avuto più voti nella sua sezione e in assoluto per la sua poesia, che pubblicheremo a parte, "Barconi Avorio Speranza".  

In chiusa un ricordo personale per la vicenda che mi vide protagonista - storia riportata nel libro "Una Storia Invisibile"-  di lavoratrici e lavoratori espulsi dal lavoro in uno spallinificio delocalizzatosi in Albania, che in un corso di formazione affidatomi riuscii a portare a fare impresa cooperativa. Ricordo che le lungaggini amministrative per l'iscrizione all'Albo Regionale delle sociali produsse una depressione nei lavoratori che avevano consumato la mobilità per la costituzione dell'impresa. La sera in cui si doveva cominciare io non riuscivo a tenere la rabbia dei lavoratori, delusi dalla burocrazia - erano passati sei mesi - e doveva arrivare anche Giuseppe un giovane spastico che aveva grosse difficoltà di movimento. Quando scese dalla macchina per salire su una scalinata alta e stretta qualcuno da sopra accorse per aiutarlo ma Giuseppe gridò: "salgo da solo" . Giuseppe rimotivò la cooperativa e la portò al lavoro. Ecco il segno più come quello di Alzheimer più.

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