ANNO XIV Novembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 10 Agosto 2016 01:11

A San Lorenzo tutti con il naso all'insù, sarà pioggia eccezionale di stelle cadenti

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Romantici e appassionati astrofili siete avvisati: quest'anno le popolari 'Lacrime di San Lorenzo', meglio note come Perseidi, si mostreranno con sorprendente intensità, complice la Luna al primo quarto, dunque poco invadente.

E' "prevista un'attività eccezionale" dice l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario e Museo Astronomico di Roma e fondatore del progetto Virtual Telescope, di cui è il responsabile scientifico. Immancabile, in particolare, sarà la notte tra l’11 e il 12 agosto.

Nella sua Guida pratica all’Osservazione, con i suggerimenti per la visione del fenomeno, Masi spiega: "D’accordo con alcuni modelli, è possibile che le Perseidi quest’anno ci regalino un picco particolarmente generoso (outburst) tra l’11 e il 12 agosto, con una previsione di circa 200 meteore per ora. Questo è dovuto all’effetto gravitazionale di Giove sulle nubi di polvere della cometa madre (la Swift-Tuttle), che se spostate in direzione dell’orbita terrestre produrrebbero un incremento di attività. Per quest’anno, secondo gli studiosi, si potrebbe ricadere proprio in una di queste circostanze. La durata prevista di tale outburst è di circa mezza giornata, il momento del massimo previsto è intorno alle 02:30 estive del 12 agosto. La notte tra l’11 e il 12 agosto è dunque immancabile", informa Adnkronos.

"La tradizione - ricorda Masi - collega il fenomeno al martirio di San Lorenzo, che secondo la tradizione arse sulla graticola nel 258, la cui ricorrenza si celebra proprio il 10 agosto e da cui deriva il nome popolare dello sciame; tuttavia, esso è attivo per molti giorni intorno al vero picco di visibilità, che cade al giorno d’oggi tra il 12 e 13 agosto. Al massimo si possono osservare mediamente fino a 100 meteore per ora, a patto di osservare nella seconda parte della notte".

Lo sciame delle Perseidi è originato dalla cometa Swift-Tuttle. Il fenomeno, spiega l'astrofisico, "si verifica proprio quando la Terra passa in prossimità dell’incrocio tra la sua orbita e quella della cometa in questione, 'tuffandosi' così nella nube di polveri seminata da quest’ultima lungo il proprio percorso attorno al Sole. Questi grani di polvere, penetrando a gran velocità nell’atmosfera terrestre, bruciano per attrito, lasciando così nel cielo la caratteristica scia. Questo svela perciò che a 'cadere' non sono affatto le stelle, piuttosto le briciole della cometa".

Le osservazioni "vanno condotte da un luogo buio, poiché la luce artificiale abbatte drasticamente il numero di meteore visibili. Non sono necessari telescopi o altri dispositivi, poiché l’occhio nudo è senza dubbio ideale per cogliere il guizzo improvviso di tali scie luminose, grazie alla visione panoramica naturale".

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