ANNO XV Marzo 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 29 Agosto 2016 17:46

Sul dopo terremoto, la possibile corruzione nasce dall’assenza della legge sui partiti

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Pubblichiamo un intervento congelato di un nostro articolista della redazione diffusa dopo le aspre polemiche insorte sull'infelice frase di Bruno Vespa sul terremoto che ha arricchito il Friuli che fa pensare al mondo affaristico che si muove sempre di fronte alle grandi calamità per l'ingente mole di risorse che nascono anche grazie alla solidarietà degli italiani. Lo pubblichiamo non perchè sia occasione alcuna questa tragedia per parlare di altro, ma tema legato alla trasparenza che pure il Presidente Renzi ha garantito.

 

I 281 morti contati nel terremoto del 24 agosto meritano che il popolo italiano reagisca alla grande.

Io ho memoria dei terremoti a partire da quello del Belice (1968) con l’Università di Trento sociologia occupata, so di quello dell’Irpinia, di quello del Friuli e via via fino a quello precedente de L’Aquila, con i corruttori che ridevano progettando gli affari che stavano nascendo.

Quest’ultimo ha fatto il massimo numero di morti nella culla della pasta all’amatriciana dando l’occasione a Petrini di lanciare una sottoscrizione mondiale nella quale i ristoranti aderenti daranno un euro per ogni porzione di cibo che avrà avuto la decisione del commensale di partecipare. Mi pare una buona idea. Le buone idee figliano. Che cosa potremmo fare di più, con un miracolo laico, come ha detto il ministro Alfano dell’organizzazione di soccorso?

A me sembra evidente: Matteo Renzi onori i morti unendo ai 50 milioni stanziati per l’emergenza dei sopravvissuti la legge per il partito legale, che ora si strascina stanca in Parlamento; dia modo, finalmente, di colpire ogni intreccio corruttivo nascente. Lasciamo perdere ogni reprimenda sui 68 anni di ritardo nel farla. Diamo ai giudici lo strumento per colpire subito, in radice, la corruzione. Diamo ai cittadini, che hanno già provato il loro altruismo con i primi soccorsi, lo strumento per denunciare ogni azione perversa.

La Costituzione, che andremo a votare mutata, dice chiarissimo ciò che va fatto:

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Il metodo democratico è stato praticato in partiti non regolati da una legge. Perciò i rappresentanti politici hanno evitato di dare ai giudici lo strumento per distinguere ogni determinazione.

Con la legge, perfino il commissario anticorruzione potrebbe agire immediatamente. Il controllo dei rivoli dei 50 milioni lo porterebbe subito ai centri decisionali con l’individuazione dei responsabili che resteranno soli in giudizio, privi dei soccorsi conniventi.

Lo so: i giudici non vorrebbero il peso della responsabilità di colpire personaggi diventati importanti. Non amano diventare onorati troppo. È una mia illazione? Come potrei raccontare diversamente il fatto che nessuno di loro mai gridi: la corruzione nasce dall’assenza della legge?

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Read 896 times Last modified on Giovedì, 16 Marzo 2017 13:46

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