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Giovedì, 13 Ottobre 2016 16:29

Taranto – Liviano presenta disegno di legge per la canapa industriale

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Solidarietà sociale, efficienza economica, responsabilità ecologica. Sono questi i tre pilastri alla base dell’iniziativa di legge regionale per la creazione di una filiera agro-industriale per l’avvio della produzione di canapa industriale depositata nei giorni scorsi dal consigliere regionale Gianni Liviano e firmata anche dai colleghi di Emiliano sindaco di Puglia, Sabino Zinni, Mario Pendinelli e Mauro Vizzino.

Proposta di legge presentata questa mattina alla stampa nella sede di Confcommercio Taranto dal presidente Leonardo Giangrande, da Massimo Di Giuseppe, delegato alle Pmi di Confcommercio, Alfonso Cavallo, presidente Coldiretti, e dallo stesso consigliere regionale Gianni Liviano.

“Attraverso la seguente proposta di legge regionale, - ha spiegato il consigliere Liviano - intendiamo promuovere e realizzare la filiera agro-industriale per consentire l’avvio della produzione e dello sviluppo della canapa industriale. In particolare  nella proposta abbiamo introdotto le novità del Marchio di qualità, da concedere ai produttori di canapa sativa in funzione di valutazione meramente etichette, e la creazione di apposite cinture verdi tra le aree intorno ai poli industriali fortemente inquinate, sperimentando l’utilizzo della canapa industriale ai fini di bonifica e rivalorizzazione dei terreni agricoli”.

La coltivazione della canapa è perfettamente integrabile con l’agricoltura poiché non necessita dell’impiego di prodotti diserbanti, nanizzanti o disseccanti. La filiera della canapa non produce rifiuti realmente inquinanti o difficili da smaltire, e non causa danni ecologici, apportando contemporaneamente un miglioramento nell’ambiente in cui viene coltivata. “Questa attenzione verso il miglioramento della qualità dell’ambiente - ha ribadito Gianni Liviano - è la motivazione forte di questa proposta di legge.

La coltivazione della canapa, è stato spiegato nel corso della conferenza stampa, si integra perfettamente con la tecnologia agricola già in uso nel territorio, tranne piccoli adattamenti in funzione delle caratteristiche vegetative della pianta. La canapa, infatti, offre ampie possibilità di utilizzo in campo industriale, come ad esempio il canapulo utilizzato nella bio-edilizia; il seme impiegato nel settore alimentare, cosmetico e farmaceutico; lo stelo destinato all’industria della cellulosa e nel settore energetico; le fibre per la produzione di bio-plastica, tessuti e abbigliamento.

“Siamo di fronte a un nuovo percorso per Taranto”, ha detto Massimo Di Giuseppe, “adesso dobbiamo crederci tutti quanti”. Consapevoli del fatto, gli ha fatto eco il presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, “che non siamo di fronte ad un toccasana ma ad un’opportunità in più per il territorio come lo è anche la sottoscrizione, avvenuta nei giorni scorsi, del distretto turistico”. Territorio, quello tarantino, la cui agricoltura “è riuscita a mantenere alto il suo nome pur nelle difficoltà legate alla pubblicità negativa per via dell’Ilva e dei problemi ambientali ad essa legati”, ha sottolineato il presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo, che ha aggiunto: “È necessario ridare vitalità e speranza di futuro a chi lavora in questa provincia”. E la proposta di legge sulla coltivazione e l’impiego della canapa industriale costituisce indubbiamente una delle tessere “di un puzzle più composito che spero - ha concluso Liviano - possa avere compimento nella legge speciale per Taranto cui stiamo lavorando”. 

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