ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 26 Ottobre 2016 05:18

Su Goro e Gorino il disappunto della Regione, Gualmini: "Grave episodio. Assurdo alzare barriere"

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"Quanto successo è molto grave. Abbiamo chiesto al Governo di inserire le quote vincolanti per legge, in modo che ognuno faccia la propria parte" 

“L'episodio di Goro e Gorino è molto grave e molto triste. E' la prima volta che capita in Emilia-Romagna, regione la cui storia e tradizione, oltre che il presente, sono fatte di accoglienza e integrazione. E’ assurdo arrivare a tanto, ad alzare barriere. E trovo tragico e incomprensibile che lo si faccia contro 12 donne e i loro figli in un paese in cui a oggi non vi sono profughi. Così come è del tutto inaccettabile che alcune forze politiche tendano a strumentalizzare e cavalcare queste manifestazioni di intolleranza alimentando paure, timori e ulteriori divisioni”. 
La vicepresidente della Giunta regionale, Elisabetta Gualmini, interviene condannando la protesta di alcuni abitanti dei due paesi in provincia di Ferrara che hanno piazzato barriere nelle strade d’accesso per evitare l’ingresso di 12 donne migranti e dei loro figli, così come stabilito dal prefetto.

“Sia chiaro- prosegue- che né a Goro né in Sicilia riusciremo a fermare flussi di immigrazione globale che continueranno per i prossimi 30-50 anni. Chi pensa il contrario vende illusioni e utopie. L'unica soluzione, dunque, al di là delle divisioni politiche, è gestire al meglio questi fenomeni, come chi occupa posizioni di governo prova a fare”. 
“La tensione cresce soprattutto là dove non si rispetta una ripartizione bilanciata di profughi e richiedenti asilo- sottolinea la vicepresidente della Regione-. Non intendiamo sottovalutare o banalizzare i segnali di disagio di alcuni nostri concittadini, senza, lo ribadisco, che si raggiungano gli eccessi di oggi, inaccettabili e totalmente da respingere. Da tutte le forze politiche arrivano segnali di sofferenza quando le strutture di accoglienza sono piene e quando non rimane ai prefetti che l'ultimo strumento - la requisizione di strutture - che non passa attraverso la concertazione con gli enti locali e la Regione”.

Ma “per evitare tutto ciò occorre lavorare a una ripartizione bilanciata dei richiedenti asilo. In Emilia-Romagna solo il 50 per cento dei Comuni accoglie, dunque l'altro 50 per cento non lo fa. Come Regione abbiamo formalmente richiesto al Governo di inserire le quote di assegnazioni vincolanti per legge, in modo che ognuno faccia la propria parte. Se tutti fanno la loro parte- chiude Gualmini- se ognuno fa il proprio pezzo, e se non ci si dimentica che la vita umana ha lo stesso valore ovunque ci si trovi, le situazioni si gestiscono, e con esse le tensioni, nel nome dell’accoglienza e del rispetto dei diritti umani”.

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