ANNO XV Dicembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 18 Dicembre 2016 07:49

La nostra voce in Europa per il riuso delle acque

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Gli sprechi, compresi quelli alimentari, non dovrebbero essere alimentati in nome di un consumismo che si autoperpetua come nella spettrale città di Leonida.

Sembra quasi apocalittica la visione di Italo Calvino: montagne di rifiuti generate dall’ingordo e inesauribile desiderio di prodotti nuovi di breve durata, è solo un problema identitario? Il modello di economia è lineare: le risorse non avendo il tempo di rigenerarsi escono immediatamente dal circuito produttivo e gli sprechi si accumulano senza possibilità di riutilizzo né tecnico né biologico, questa è la realtà a noi ancora vicina. 

Un anno fa, il 2 dicembre 2015, la Commissione Europea ha presentato il nuovo pacchetto di misure per l’economia circolare. In un’economia non lineare ma circolare, il riuso e il recupero sono oggetto di reingegnerizzazione dei processi produttivi. Il pacchetto prevede misure sul ciclo di vita dei prodotti/servizi in termini di aumento delle percentuali di riuso/riciclo, con ricadute misurabili: risparmi per circa 600 miliardi di euro per le imprese europee (equivalenti all’8% circa del loro fatturato annuale), la creazione di 580.000 posti di lavoro, la riduzione delle emissioni europee di carbonio per 450 milioni di tonnellate l’anno.

Obiettivo del pacchetto è l’eco-innovazione, cioè qualsiasi innovazione di prodotto, processo, del sistema di gestione, dei servizi o delle procedure, finalizzata alla riduzione del flusso dei materiali, del consumo di energia, dell’inquinamento e di altri fattori che generino pressioni sull’ambiente e la società. L’eco-innovazione dovrà essere applicata non solo al settore delle eco-industrie ma all’intera catena di produzione di beni e servizi, il che implica, anche, una riflessione sugli stili di vita.

In particolare è previsto l’impegno a sviluppare una serie di azioni per promuovere ulteriormente l'assorbimento e il riutilizzo delle acque nell’UE. Lo squilibrio fra la domanda di risorse idriche e la loro disponibilità nello spazio e nel tempo è preoccupante, occorre quindi superare i principali ostacoli al potenziale riutilizzo non sfruttato, qualora sia economicamente efficiente e sicuro per la salute e per l'ambiente. Occorre quindi integrarlo già nella pianificazione della gestione dell’acqua, inoltre bisogna sopperire alle carenze nei requisiti minimi di qualità, definendo un quadro legislativo coerente e globale nell’UE sul riutilizzo delle acque reflue. Per il riutilizzo di acqua nelle attività industriali la Commissione integrerà, nel campo di applicazione della direttiva sulle emissioni industriali (2010/75 / UE), la revisione e l’elaborazione dei documenti di riferimento delle migliori tecniche disponibili (BREF) per i settori industriali più importanti, dando sostegno alla ricerca e all'innovazione(1).

 Inoltre, nel programma REFIT, per il controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione della Commissione europea, è stata lanciata una “Consultazione pubblica sulle opzioni strategiche per stabilire requisiti minimi di qualità per le acque riutilizzate nell’Unione europea” dal 28 Ottobre 2016 fino al 27 gennaio 2017.

L’obiettivo di rendere la legislazione dell’UE più semplice e ridurre i costi della regolamentazione, è stato attuato in diversi settori: fatturazione elettronica dell’IVA, contabilità e informazioni finanziarie, legislazione sui prodotti chimici, brevetti, appalti pubblici, trasporto su strada. Nell’ambito del programma REFIT, la Commissione ritira le proposte divenute obsolete o che non godano un sostegno del legislatore, dal 2006 sono state ritirate quasi 400 proposte, nel 2015 riguardano i sistemi di indennizzo degli investitori, lo statuto della fondazione europea e i principi europei di qualità per il turismo.

Per la consultazione in oggetto tutti i cittadini e le organizzazioni sono invitati a far sentire la propria voce a proposito dei vantaggi e degli ostacoli a un ulteriore sviluppo del riutilizzo delle acque all’interno dell’Unione europea, quindi potranno contribuire per raccogliere informazioni e dati che non possano essere ottenuti mediante ricerche su documentazione e altre fonti, esprimendo pareri, commenti e percezioni sui requisiti minimi di qualità per le acque riutilizzate nell’Unione europea.

È possibile partecipare alla consultazione pubblica rispondendo al questionario online al seguente link https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/WaterReusepublicconsult?surveylanguage=IT. Le informazioni personali sono obbligatorie per permettere il trattamento della risposta, che può comunque essere pubblicata in forma anonima. La Commissione fornirà i risultati della consultazione, pubblicando una sintesi descrittiva e una relazione riassuntiva sul sito dedicato alla valutazione.

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(1)L'innovazione nel riutilizzo delle acque può essere finanziata da LIFE (programma per azioni sull'ambiente e sul clima), che offre la possibilità di indagare in profondità e sviluppare progetti pilota in questo settore. Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) offre anche opportunità di finanziamento per le innovazioni nel riutilizzo delle acque, se queste sono in linea con le strategie degli Stati membri e delle regioni. La Commissione ha inoltre avviato delle chiamate specifiche sulle questioni idriche nel quadro del nuovo programma di lavoro Orizzonte 2020, che prevede il riutilizzo delle acque, nei temi dell’economia circolare.

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