ANNO XVI Ottobre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 25 Luglio 2015 16:17

Taranto - Sulla tariffa rifiuti arriva la stangata del Comune: " una proposta da cambiare" secondo Noi Democratici

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A firma del consigliere comunale Dante Capriulo riceviamo e pubblichiamo questa nota.

Nella proposta depositata al Consiglio Comunale, per la prossima discussione fissata il 28 luglio p.v., emergono spiacevoli sorprese sulla TARI - tariffa rifiuti - per i circa 85.000 contribuenti tarantini (di cui circa 10.000 attività produttive o commerciali).

 

Complessivamente il costo del servizio aumenta dai circa 43 mln di euro del 2014 ai 50 mln previsti per il 2015. A cui va aggiunta la addizionale provinciale pari al 3%. Cioè 7 mln di euro in più che corrisponde ad aumento complessivo della tassazione di poco meno del 17%.

Risorse che servono per pagare il costo dell’azienda comunale AMIU (per i servizi legati ai rifiuti) ed il costo dello smaltimento rifiuti in una discarica privata (che ha raggiunto la somma record di oltre 11 mln di €uro).


Questo dato certifica la sostanziale incapacità dell’amministrazione comunale nel tenere sotto controllo la principale spesa comunale: pagando le inefficienze di un sistema di raccolta smaltimento dei rifiuti mai realmente e radicalmente  riformato.

Ricordando, tra l’altro, che l’amministrazione ha dovuto stanziare di recente - extra tari - circa 20 mln di €uro per coprire le perdite dell’AMIU. Manovra finanziaria (c.d. ricapitalizzazione) finita sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti.

Anche la raccolta differenziata, che interessa oramai migliaia di famiglie e la stragrande maggioranza delle attività produttive, non sembra portare significativi benefici.

Per cui i cittadini diligenti saranno doppiamente penalizzati.


Tra l’altro la proposta rivede in larga parte le tariffe delle categorie produttive.

Se per quelle domestiche l’aumento è stimabile mediamente intorno al 3% (con punte sino al 20,5 % per le famiglie più numerose), una rivisitazione sostanziale viene proposta per le altre.

Per alcune categorie la tariffa si riduce anche del 30 % (come ad esempio per gli uffici), per altre si arriva anche ad aumenti record del 300% (ristoranti, pizzerie, etc.).

Con un saldo complessivo in aumento, per le categorie commerciali e produttive, del 26%.

Una mazzata per un settore già in crisi.

Tutto questo senza partecipazione e confronto.


Speriamo ora che l’amministrazione riveda questa proposta, per non gravare ulteriormente sulle famiglie, sul commercio e sulle attività produttive, già particolarmente provate.

 

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