ANNO XIII  Aprile 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 13 Febbraio 2017 09:00

Il Pd mette mani alla legge regionale su Canili e Rifugi in favore dei privati, preoccupati gli animalisti

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La gestione dei canili e gattili sono il cuore del tema di questo articolo che parte dall’esperienza più volte raccontata su questa testata - delle volontarie del canile di San Giorgio Jonico legate all’Onlus Amici di Spino.

Il casus nasce da un’iniziativa del Partito democratico della Regione Puglia che rende pubblica una proposta di legge regionale che modifica la legge pugliese del 1995 “Interventi per la tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo” In sostanza la proposta del Pd nell’art 8 di questa legge al primo comma – dove si fa riferimento al ruolo del Comune singolo o associato – inserisce questo comma: “1 bis. I canili sanitari, oltre che dai Comuni possono essere costruiti da enti e associazioni riconosciute e iscritte all'Albo di cui all'articolo 13 e dai privati di cui all'articolo 4, comma 1, della legge 14.08.1991, n. 281".

 In sostanza vengono inserite associazioni e privati che prima non venivano citati nella norma per cui la prassi della costruzione dei canili era esclusiva dei sindaci che internavano la propria gestione affidandola al volontariato. Ora se la norma sarà approvata sia il mondo associativo che quello imprenditoriale sono indicati come soggetti pienamente operativi. 

Per quanto riguarda l’affidamento, croce e delizia delle associazioni, il comma 3 dello stesso art 8 della legge regionale diceva: 3. La gestione dei canili sanitari è affidata ai Comuni. E' fatto obbligo ai Servizi veterinari delle USL di garantire adeguata assistenza sanitaria ai suddetti canili, ricorrendo al Servizio di pronta disponibilità. Come si legge la norma indicava solo il Comune. 

Tale comma – nella proposta – è cancellato e sostituito da: 3. La gestione dei canili sanitari, oltre che ai comuni, è affidata ad enti e associazioni riconosciute e iscritte all'Albo di cui all'articolo 13 e ai privati di cui all'articolo 4, comma l, della legge 281/1991. 1 comuni, per l'affidamento della progettazione, costruzione e gestione dei canili sanitari, possono ricorrere agli strumenti di partenariato pubblico privato di cui al titolo 1. parte IV, del Codice dei Contralti Pubblici approvato con decreto legislativo 18.04.2016, n. 50. E' fatto obbligo ai Servizi veterinari delle ASL di garantire adeguata assistenza sanitaria ai suddetti canili, ricorrendo al Servizio di pronta disponibilità.

 In sostanza la norma cosi riscritta pone in risalto la presenza delle associazioni al pari dei comuni che prima la legge del 1995 non citava inserendo i privati e come possibilità, il ricorso al partenariato pubblico-privati la progettazione, costruzione e gestione dei canili sanitari.  

Per quanto riguarda i rifugi di animali al vecchio art 9 – sempre di quella legge regionale,  dopo il comma 4 che recita: I rifugi, oltre che dai Comuni in cui ricadono territorialmente, possono essere gestiti da enti e associazioni riconosciute e iscritte all' Albo di cui all' art. 13 della presente legge.  Viene aggiunto: "4 bis. I comuni, per l'affidamento della progettazione, costruzione e gestione dei canili rifugio, possono ricorrere agli strumenti di partenariato pubblico-privato di cui al titolo I, parte IV, del Codice dei Contratti Pubblici approvato con decreto legislativo 18.04.2016, n. 50. ".  Infine, dal momento in cui si introduce il mondo degli affari la proposta di legge regionale del Partito Democratico cancella il comma 2 bis dell’art 14  Il ricovero e la custodia dei cani sono assicurati dai comuni mediante apposite strutture; la gestione è esercitata in proprio o affidata in concessione, previa formale convenzione, alle associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’albo regionale depositato presso l’Assessorato alle politiche della salute.  

La solerzia del partito democratico è legata alle questioni nazionali, ovverola Corte Costituzionale con una sentenza (n. 285 del 18/10/2016.) chiedeva di cassare proprio il comma 2 bis dell’art. 14 della legge regionale. Nella parte in cui riserva che gli affidamenti per la gestione dei canili esclusivamente alle associazioni iscritte nell'Albo Regionale siano palesemente incostituzionali.

Questo scrivono i piddini nella premessa: “In attesa che le proposte di legge già presentate in Parlamento per la modifica della legge 281/91 approdino all’approvazione di una normativa più organica ed utile alla risoluzione dei macroscopici problemi che il fenomeno del randagismo pone, si ritiene indispensabile modificare la legge regionale pugliese n. 12/1995 per renderla conforme ai principi dettati dalla Corte Costituzionale, prevedendo l’apertura della costruzione e gestione dei canili ai privati ed individuando nel partenariato pubblico-privato, lo strumento utile a coniugare da un lato l’esigenza di introdurre il privato in tale ambito, dall’altro l’esigenza dei comuni di scegliere l’operatore economico migliore non solo in termini puramente economici, ma soprattutto in termini di garanzia di benessere degli animali”.

Ora per parlare del benessere animale la vicenda ci porta alla cronaca romana dove, dopo continue proroghe e quasi mai un bando regolare, il commissario capitolino, prima dell’avvento della Raggi, ha promosso una gara europea al ribasso per cui la gestione dei canili  è passata da una Onlus a una Srl campana creando sconcerto e dissapori.

Ma diciamo come stanno le cose. A Roma c’erano due associazioni una prendeva 13 euro al giorno per cane e un' altra 3,4 – 4,0 secondo le indicazioni del Ministero della Salute per una buona gestione dei canili. Sulla vicenda romana è intervenuta l’anti corruzione di Cantone mostrando la solita, confusa e complicata gestione della capitale. Ma osserviamo le cose con obiettività. Il benessere animale deve essere al primo posto. Allora, se associazioni e privati devono partecipare ai bandi di affidamento vanno messi in chiaro i paletti che le norme debbono indicare come necessari parametri dei capitolati, non esagerare sulle capacità finanziarie ed esaltare invece le capacità tecniche, nonché la predisposizioni alle adozioni che possono essere mostrate come curricula dei partecipanti al bando ivi compreso l’uso del diffuso volontariato che esalta la comunità. Non ultimo non transigere in alcun modo al ribasso tenendo fisso l’importo del Ministero della Salute (4 euro al giorno per cane) se si vuole davvero il benessere degli animali e non quello dell’imprenditore.  O no?

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