ANNO XV Gennaio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 23 Marzo 2017 18:34

Taranto - Appello, «salviamo la cappella di San Giuseppe»

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Riceviamo e Pubblichiamo - Salviamo la Cappella di San Giuseppe nella campagna Gennarini. L’Associazione di Promozione Sociale lancia, per interessamento del suo Presidente scultore Aldo Pupino un appello per la salvaguardia della chiesetta rurale.

Ferve a primavera la ricerca ai luoghi dimenticati da salvare, sconosciuti ai più; necessita di urgente intervento  edile e pittorico la chiesetta rurale di San Giuseppe a Talsano per il cui recupero l’Associazione di Promozione Sociale Kerameion  Onlus lancia l’appello a quanti si vogliano interessare rivolgendosi   al telefono dell’Associazione 0997771532 o 3285982458 o 3290944080 (Presidente scultore prof. Aldo Pupino). cappella sangiuseppe con gennariniRechiamoci  dunque a due passi dalla città, nella campagna, questa sconosciuta, verso Talsano appunto, in viale Unità d’Italia  contrada Gennarini e vi scopriamo un gioiellino dell’arte popolare devozionale tarantina con affreschi in onore del Santo. Sul lato Est, rivolto a via Campanella, una targa con la seguente iscrizione: 23 FEBBRAIO 1950 A DEVOZIONE DI TRONCELLITO  GIUSEPPE FU PIETRO D’AFFUSO LUCIA FU PIETRO. Troncellito sull’epigrafe sta per Truncellito per errore del marmista. Fu costruita da Giuseppe Truncellito  in onore di San Giuseppe, da cui aveva preso il suo nome mentre  a Santa  Lucia, il nome della moglie Lucia D’Affuso, aveva dedicato presso Masseria di Santa Chiara un’altra cappella, che ebbe la sfortuna di essere ubicata di fronte all’Italsider e per questo distrutta dall’industria, per far posto alla ferrovia della fabbrica. A pochi metri dalla  chiesetta di Gennarini c’era, fino a qualche anno fa, anche una centenaria la casa di campagna, anche questa espropriata e distrutta  per aprire la strada Taranto Avetrana. Peccato! Così si cancella la memoria contadina di Taranto nella terra dell’antica Satyrion e poi chora della spartana Taras.

Un tempo fiorita di mandorli ed ulivi qui la campagna di contrada Gennarini ci rivela un angolo dove il tempo sembra fermato e che profuma, nonostante il depuratore puzzolente ad un tiro di schioppo, di agrumi e dolcissime arance; il chicchirichì del gallo, all’alba in mezzo alle galline, e lo starnazzare dell’oca si fa fatica a sentire nel rumore del traffico confinante con l’orto. In un’oasi agraria che sa di arcaica Magna Grecia vecchie  famiglie contadine  si sono radicate man mano di fronte al sito che sarebbe stato occupato dalla chiesetta, intente all’allevamento bovino ed ovino; oggi è tutto cambiato: dove un tempo c’era un fecondo ovile un’officina meccanica, la lavorazione del legno;  il frantoio del pastore Nazzareno Epifani  è andato in disuso; altri greggi brucavano a Rapillo, passate oggi le colonne con le pigne. Agli anni ’50 risale la costruzione della Cappellina di San Giuseppe costruita dal muratore in Pulsano Mastro Pietro D’Ettorre; vi si diceva la Messa festiva anche perchè il devoto Giuseppe Truncellito andava a prendere ogni domenica mattina, col calessino, Don Rocco Ospidaliero dei Salesiani e lo portava a Gennarini.

Per il  Catechismo presso la chiesetta dal Convento Maria Immacolata arrivavano in corriera, le suore catechiste per i bambini della contrada; nel mese di maggio la chiesetta di san Giuseppe odorava di rose ed echeggiava dei canti mariani del Rosario. Spinti dal desiderio di scoperta di luoghi poco conosciuti meritevoli di valorizzazione, entriamo dal cancelletto arrugginito  e subito colpisce il senso di abbandono. E’ tutta da riprendere la decorazione pittorica naive del pittore Gino Lezzi : un cerchio, un quadrato, un rettangolo alla cupola; la Sacra Famiglia  dall’alto del soffitto protegge i suoi committenti ed i devoti; i dipinti risalgono al 1950: San Giuseppe, Maria, Il Bambino Gesù, Dio Padre; Angeli sull’altare ed ornati floreali; non mancano statue di Santi anche se proprio quella di San Giuseppe ha preso, si fa per dire, il volo.  La Cappella ha subito nel 1970 un brutto incendio diffuso dai covoni di paglia dette in dialetto “mèta” con cui erano state alimentate le mucche della stalla confinante. Hanno rubato dal piccolo campanile anche la campana di bronzo  fusa ad Agnone, antica città sannitica famosa per l'antichissima Fonderia Pontificia Marinelli, l’ azienda a conduzione familiare più antica d'Europa e seconda al mondo, fondata nell'anno 1000. La campana della Cappella di San Giuseppe, identica a quella dell’altra cappellina di S. Lucia, era stata comprata a Sava e portata da lì col traino a contrada Gennarini. Da quel brutto incendio  la Cappella di San Giuseppe di Contrada Gennarini (nella Circoscrizione di Taranto) non si è più ripresa. Salviamola!

 Scultore prof Aldo Pupino Presidente  Kerameion Onlus –Testo comunicato stampa di Giovanna Bonivento

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