ANNO XV Aprile 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 09 Maggio 2017 00:00

Africa, l’entusiasmo dei leader per Macron all’Eliseo

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ROMA – I francesi hanno scelto: è Emmanuel Macron il nuovo Presidente della Francia, che ha vinto di misura sull’avversaria del ‘Front National’ Marine Le Pen, rimasta al 33% circa dei consensi.

L’esito di queste elezioni avrà un certo impatto non solo sul futuro dell’Esagono e dell’Europa – Le Pen sarebbe stata la fautrice della ‘Frexit’ – ma anche su quello dell’Africa. I paesi africani sono stati coinvolti nel duello tra i due candidati all’Eliseo proprio per via dei loro rispettivi programmi politici verso un’area-chiave della politica estera del paese. Macron si è dimostrato più conciliante nel riconfermare gli impegni del predecessore, Francois Hollande, in Africa, rispetto all’intransigenza di Le Pen verso l’afflusso di migranti in Francia, alla volontà di rimettere in discussione lo ‘ius soli’ e la cittadinanza per matrimonio “per ragioni di sicurezza nazionale”, nonchè abbracciare un certo disimpegno verso i paesi più tradizionalmente legati a Parigi. Per questo subito dopo l’annuncio della vittoria del leader di ‘En Marche!’ (Ema), i principali politici africani su Twitter hanno espresso soddisfazione per il risultato: Macky Sallil Presidente del Senegal – uno dei paesi che intrattengono rapporti particolarmente stretti con la Francia – ha scritto: “Mi rallegra l’idea di proseguire e rafforzare legami privilegiati tra i nostri due paesi”. Anche il re del Marocco, Mohammad VI, si è complimentato col nuovo capo di Stato e coi francesi per aver scelto “il progresso, l’apertura e la fiducia nel futuro”. Entusiasmo anche dal Presidente del Niger, Issa Garba, da quello del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, e da quello della Guinea Alpha Condé, che riveste anche il ruolo di capo dell’Unione Africana: “In quanto presidente dell’Ua- ha scritto- non posso in alcun modo condividere la posizione di Marine Le Pen, quindi sono molto contento che Macron sia il nuovo Presidente”.

Entusiasta anche il leader dell’opposizione del Ciad, unico paese ad aver ricevuto la visita ufficiale della candidata del Front National, il 22 marzo scorso. Saleh Kebzabo, secondo ‘Radio France internationale’, si è augurato che Macron “sappia rompere coi demoni del passato che hanno danneggiato le relazioni franco-africane. Questo deve cominciare con dei gesti forti sin dai primi giorni del suo mandato- ha spiegato- eliminando dal suo entourage o dal Governo tutti i vecchi fautori della politica africana, che hanno minato tutto quello che Hollande ha fatto, e che ci hanno riporto in un modo o nell’altro alla Franceafrique”. Ovvero, una forma di neocolonialismo sulla falsa riga dei possedimenti francesi degli anni passati. Macron in campagna elettorale ha riconfermato il percorso di Hollande: proseguire il sostegno alla lotta al terrorismo di matrice jihadista, soprattutto nel Sahel, dove Parigi conduce varie operazioni militari di concerto con l’Unione Africana. Sono quasi 3.500 ad oggi i militari francesi distribuiti tra Mali, Ciad, Niger e Burkina Faso. Dal punto di vista economico, il leader social liberale ha confermato lo 0,7% del Prodotto interno lordo francese in aiuti allo sviluppo. All’epoca in cui è stato ministro dell’Economia – tra il 2014 e il 2016 – Macron visitò alcuni paesi africani tra cui la Costa D’Avorio e il Senegal: per questo Alassane Ouattara e Macky Sall lo conoscono e si sentono rassicurati dalla sua investitura. In un’intervista rilasciata al quotidiano francese ‘Le Monde’ di fine aprile, tuttavia Marine Le Pen sul dossier Africa non aveva illustrato una linea molto diversa: “Gli aiuti allo sviluppo sono l’unica risposta ai flussi migratori”, aveva detto, riconfermando a sua volta lo 0,7% del Pil alla cooperazione, e apprezzato l’operazione Serval lanciata da Hollande in Mali nel 2013, per contrastare il jihadismo. “Mi rammarica però il fatto che al successo militare non sia seguita una strategia coerente per la stabilizzazione del paese”, ha aggiunto, evidenziando che “gli investimenti impiegati per lo sviluppo della regione sono stati irrisori. L’azione militare non è sufficiente”. Quindi ha criticato Hollande che come l’ex Presidente Sarkozy, non ha saputo tener fede alla promesso di porre fine della Franceafrique: “adotteremo una politica chiara verso l’Africa- aveva aggiunto- di respiro internazionale”. Per questo stando ad un editoriale di ‘Jeune Afrique’ di qualche giorno fa, tenuto conto delle promesse mancate dai presidenti di sinistra o della destra più moderata degli anni passati, forse Le Pen alla guida dell’Eliseo non avrebbe significato un grande cambiamento per il continente. Ciò non toglie che ieri centinaia di giovani siano scesi per le strade delle principali capitali africane – tra cui Dakar, Libreville e Brazzaville – per festeggiare la vittoria del nuovo Presidente di Francia. (agenzia Dire di Alessandra Fabbretti, giornalista)

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Read 1026 times Last modified on Lunedì, 08 Maggio 2017 20:13

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