ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 09 Agosto 2015 00:36

Migranti, Grillo e Lega attaccano "Meno permessi, piu' rimpatri"

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Roma - Dal blog di Beppe Grillo arriva la ricetta di vittorio Bertola, consigliere comunale di Torino: meno permessi umanitari e piu' rimpatri forzati.  Il grillino illustra sul blog le sue quattro proposte sull'immigrazione: si va dal "giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitari", alla "istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone a cui viene

respinta la domanda di asilo", passando per l'"istituzione di una procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell'asilo", fino alla "sorveglianza piu' stretta dei profughi nel sistema di accoglienza". - In partitolare, il consigliere pentastellato del comune di Torino, nel proporre un giro di vite sui permessi umanitari, osserva: "solo l'Italia li concede in massa. Da noi quasi un asilo politico su due viene dato a persone che non ne avrebbero diritto secondo i trattati internazionali sui rifugiati, ma che noi accogliamo comunque per 'gravi motivi umanitari'. Negli altri Paesi europei questo tipo di permessi non esiste o viene usato in misura molto minore, da noi invece con questa motivazione si fanno entrare persone che non dovrebbero, perche'? Proprio per alimentare l'industria dell'accoglienza".

     Quanto invece alla seconda proposta, relativa ai rimpatri forzati, Bertola spiega: "Non e' ammissibile che anche a quel 40-50% di domande che viene respinto corrisponda di fatto una ammissione in Italia, come clandestini, perche' ci si limita a consegnargli un foglio con scritto 'devi lasciare il Paese, fallo tu, ok?'. Questo non e' un comportamento serio, se uno deve essere espulso deve essere accompagnato alla frontiera e/o caricato su un aereo per il suo Paese di origine, a forza se necessario".

Salvini, li portano in Vaticano?

"Altri 800 clandestini sbarcati inItalia. Li staranno portando a Bruxelles o in Vaticano...?".

  Lo scrive su Facebook il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, oggimduramente attaccato dal quotidiano dei vescovi Avvenire per le sue parole di ieri al quotidiano online Affaritaliani.it ("Con tutto il dovuto rispetto per Papa Francesco, respingere i clandestini non e' un crimine ma, anzi, un dovere di qualunque buon amministratore, cattolico o no").

IL PD: "SCIACALLI A DESTRA" - "Dopo le proposte sull'immigrazione manca solo che Grillo si iscriva alla Lega. Perche' alla fine gli sciacalli si ritrovano sempre: a destra". Cosi' su twitter il presidente del Pd Matteo Orfini.

AVVENIRE - "Chi, in Italia come in qualunque altra parte d'Europa e del mondo, capovolge addirittura la disperazione di questi perseguitati in atto di 'invasione' e', e la storia lo marchiera' inesorabilmente cosi', di fatto un complice attivo di dittatori, sfruttatori, trafficanti e tagliagole". Lo scrive il direttore del quotidiano cattolico Avvenire, Marco Tarquinio, che non risparmia questa pesantissima accusa a Matteo Salvini, anche se il leader della Lega ieri aveva commentato "con tutto il dovuto rispetto" le forti parole di Bergoglio sui respingimenti come atti di guerra, alle quali ha risposto che non consentire il loro ingresso e' invece "un dovere".
  "Siamo stanchi - afferma Tarquinio dando voce ai sentimenti della comunita' ecclesiale italiana - di questa politica vuota di ideali e di sagge iniziative che gioca a svuotare il cuore della gente per riempirlo di risentimento.

Di questi politici che magari, come ieri Matteo Salvini, sembrano aver imparato un po' di formali buone maniere, ma continuano a chiamare sprezzantemente 'clandestini' altri essere umani, insistono a spacciare le favole false, feroci e tristi dei migranti trattati da 'signori' a scapito dei poveri di casa nostra e non si vergognano di presentarli, a giorni alterni, come sfaccendati assoluti o come pericolosi rubalavoro. Siedono in Parlamento, hanno diritto di parola e di voto in Europa, governano: si decidano a fare cio' che e' giusto e la smettano di parlare a vuoto". Secondo il direttore del quotidiano Cei, "per far finire affari e tragedie sulla pelle dei perseguitati e dei poveri non servono bombe, servono corridoi umanitari presidiati dall'Onu e, nel nostro caso, dalla Ue. Servono idee chiare e la consapevolezza che il cinismo uccide tanto quanto esplosivi, mitra e coltelli". (AGI)

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