ANNO XIII Settembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 27 Agosto 2017 00:00

La scuola nelle mani dei barbari

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La mia polemica sulla riforma della scuola ripete il titolo dell’articolo di Alberto Asor Rosa di oggi, 26 agosto 2017, per la Repubblica.

Pur eccelso critico d’arte parla solo da insegnante ed omette qualsiasi riferimento personale con la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli per un normale doveroso rispetto di ruolo.

Io ho fatto la maturità esattamente cinquant’anni fa, sedici dopo Asor Rosa. Decisi di non insegnare dopo aver sperimentato il ruolo in una settimana di supplenza di inglese. Fu una delle decisioni migliori della mia vita. Io non ho l’amore e la pazienza necessaria per insegnare, cose di mia nipote, fresca vincitrice di una cattedra.

Farò il contrario di Asor Rosa polemizzando direttamente con la ministra, libero da legami di ruolo, ma accorato dallo stato dell’insegnamento attuale.

Lei, ministra, è priva di un titolo di studio decente. Direi che fa il ministro per meriti burocratici. Lei mostra a chi va a scuola che può benissimo farne a meno: basta ripetere la sua strada. Ma andrebbe nel suo stesso destino: fare il male dell’Italia.

-Temo i politici anche quando portano doni-  ho pensato l’altro giorno quando l’ho vista consegnar la medaglia all’undicenne Ciro di Casamicciola. Intendiamoci! Lei ha fatto un gesto meritevole. Tuttavia, io temo che abbia voluto prendere personalmente un po’ di luce come protagonista dell’accorciamento da 5 a 4 anni della scuola media superiore in fase di avviamento. Ciò che Asor Rosa boccia.Come lui io non vedo nessun vantaggio da questo accorciamento, ma tanto impoverimento: meno tempo di apprendimento più ignoranza risultante. Da buro-politico Lei dice alla gente: meno tempo per maturare, meno denaro pubblico per il frutto, più tempo per lavorare. È un inganno!

Si dia da fare, invece, per abolire i concorsi pubblici che premiano l’insegnamento a vita, completamente fuori dal XXI secolo. Sono fiere di illusioni che spingono migliaia di giovani a correre per il posto fisso [in tempi che possono assegnare una guida scolastica quinquennale al più] e restar delusi per decenni anche con più concorsi vinti. Lo Stato abiliti per cinque anni chi vince un concorso perché è preparato in quel tempo. Poi, scaduti i cinque anni, potrà fare un altro lavoro oppure concorrere di nuovo perché sa di essere ancora preparato ed aggiornato.

I barbari con la scuola in mano meritano lo sterminio politico che nascerebbe con la legge sui partiti che non vuol proprio nascere. 

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