ANNO XIII Settembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 10 Settembre 2017 00:00

Roma - La dignità dell'uomo e un nuovo welfare le priorità per CONFIMPRESEITALIA e RETEMICROIMPRESE

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Al centro Antonio De Padova presidente di retemicroimprese, a sinistra vedendo la foto Guido D'Amico presidente nazionale di Confimpreseitalia a destra Mino Dinoi membro dell'ufficio di presidenza di Confimpreseitalia nazionale Al centro Antonio De Padova presidente di retemicroimprese, a sinistra vedendo la foto Guido D'Amico presidente nazionale di Confimpreseitalia a destra Mino Dinoi membro dell'ufficio di presidenza di Confimpreseitalia nazionale

Accordo stipulato a Roma tra Confederazione italiana Lavoratori Autonomi – CONFIMPRESEITALIA e la Associazione Nazionale RETEMICROIMPRESE, la prima rappresentata dal presidente nazionale Guido D’Amico e la seconda dal presidente nazionale Antonio De Padova

Antonio De Padova, lo conosciamo a Taranto per il suo impegno in Impretal, ovvero quell'insieme di talento e capacità imprenditoriale che si sugella nell'area imprese dove c'è Cubolab. In questo accordo romano ci sono cose interessenti che abbiamo cercato di sintetizzare. 

La premessa in sintesi affronta la questione sociale che gioca su parole quali salute, miseria, occupazione, partecipazione e responsabilità che diventano cartina al tornasole per misurare ogni moderna economia cosi come nello stesso documento è riportato laddove dice espressamente qualcosa che non abbiamo mai ascoltato dalle imprese: “lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica e quindi per essere autentico sviluppo deve essere integrale, volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l'uomo perché non può essere separato l'economico dall'umano…”

Una nutrita premessa per traguardare un impegno a mettere sempre in primo piano la persona e il progresso sociale come punto di riferimento del Welfare utilizzando la pluralità degli strumenti e le stesse organizzazioni come ricchezza della democrazia, con un salto di qualità che esca fuori da gelosie e da visioni corporative.

Il fatto di porre l’attenzione sulla dignità umana nasce anche dalle profonde modificazioni avvenute nella globalizzazione dell’economia che sta facendo scomparire il lavoro autonomo tradizionale anche come campanello d’allarme che annuncia a sua volta la scomparsa del ceto medio, ciò anche per lo sviluppo tecnologico, e quindi disoccupazione come spettro comune.

Per questo le due organizzazioni professionali delle imprese chiedono politiche e riforme adeguate del paese, per un nuovo welfare che affronti queste epocali trasformazioni  sia con un impegno nazionale che comunitarie e internazionali. Questo presuppone non aver timore a mettere mano a un riforma dello statuto dei lavoratori a prescindere dalle caratteristiche dei lavori e speculare a questo il varo dello statuto della piccola e media impresa. Qui assume forza il dialogo sociale coinvolgendo gli interessi dell’imprenditorialità, interfacciata col terzo settore. Una sorta di rapporto a 360 gradi.

L’azione sindacale deve in pratica superare la sussidiarietà prevista per la costituzione europea puntando alla realizzazione di una solidarietà comunitaria. In tal senso tutto quello che è pratica sindacale: partecipazione, coinvolgimento del lavoratore può prevedere anche la flessibilità con una previsione normativa che impegni Europa e paese.

Sulla politica dei redditi, per le due organizzazioni professionali del mondo imprenditoriale,  si deve puntare alla perequazione a livello europeo - vedi la protesta degli insegnanti italiani -  e questo rappresenta un obiettivo per l'azione sindacale avviando un livellamento verso l'alto delle condizioni della concorrenza; ciò anche al fine di garantire la piccola e media impresa da possibili strangolanti competizioni sui costi da parte dei grandi aggregati economici. Questo impone infine alla europeizzazione delle relazioni industriali in quanto la loro istituzionalizzazione e il loro consolidamento possono offrire uno status garantito pubblicamente a sindacati confederali indipendenti, siano essi dei lavoratori subordinati che datoriali anche ai fini di percorsi formativi professionali in forte evoluzione. Un programma ambizioso sul quale questa parte del mondo imprenditoriale ha le idee chiare.

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