ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 10 Ottobre 2017 00:00

Rassegna Stampa Forin - Sui 10 anni del PS - Il canone del Sessantotto

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Il Pd ha 10 anni e non è ancora legale.  Ilvo Diamanti ha scritto Il Pd ha 10 anni ma ne dimostra molti di più [su la Repubblica, lunedì 9 ottobre 2017: 7]: scissioni e poco appeal tra i giovani il partito sembra molto più vecchio.

Io osservo: il filo della legalità politica è assente da 69 anni, ovvero dalle origini della Repubblica Democratica italiana! Oggi, questo mio filo riceve l’attenzione di 529 followers alle 12,37. Immagino che la crisi della Catalonia desti preoccupazione. Vedremo come si pronuncerà il presidente della Generalitad de Catalunya Carles Puidgemont.

A breve (19 novembre), in Italia nascerà il partito dei demo-progressisti (Mpd) che hanno salutato il Pd l’anno scorso ed abbandonato il Pdr (Partito di Renzi, come lo chiama Diamanti); questa nuova combriccola di vecchi ‘saggi’ sta partendo abbandonando il Campo progressista, di Pisapia che ha scelto “Sinistra di governo”. Il M5S grida al ‘colpo di Stato’ non perché manchi la legalità politica (i banditi non praticano la legalità, la evadono), ma per via del Rosatellum, ovvero del patto per una legge elettorale dal quale sarebbero esclusi. Lasciamo queste cosuzze a coloro che non riescono più a diventar rossi di vergogna nel ‘perder tempo coi banditi dal web’.

L’Europa è il campo più vasto del crimine politico. Oggi propone: Prova di forza anti-indipendenza, a Barcellona un milione in piazza [: 12]. Bene! Riuscirà questa maggioranza di solito silenziosa a far sentire il buonsenso ai parlamentari catalani? Il nobel Vargas Llosa si è fatto sentire unionista: - Non permetteremo che il golpe cancelli cinquecento anni-. Bravo! Vuoi vedere che gli autonomisti contrari finiscono per riconoscere di essere in minoranza, riescono a preoccuparsi della fuga delle banche e cominciano a temere una riedizione della Guernica di Picasso e moderano la follìa separatista?

Io, che sono un Carletto, sono forse un visionario? La domanda è poco retorica. Il sangue non sembra lontano.

La ragione è invece totalmente assente. Anzitutto, manca ai leaders europei. Nessuno ha speso una parola in favore della cittadinanza unica europea! Nessuno.

Ed è evidente come il sole in un cielo terso di nubi: i Catalani resi cittadini europei non avrebbero più nessun motivo per rivendicare l’autonomia da Madrid rischiando la libertà e la vita.

Dopo 60 anni di unificazione alla Arlecchino, gli Stati sono sostanzialmente obsoleti ma burocraticamente vivi, perché inutili, impedimento a tutto: la sicurezza balla col terrorismo, l’intelligence arriva sempre dopo l’accadimento della tragedia, il prelievo fiscale è oppressivo dei piccini ed assente coi grandi, la circolazione viene sempre più ostacolata da muri barbarici, i rapporti col resto del mondo: inesistenti come europei, vivi come staterelli piccini ed irrilevanti.

C’è stato un errore strategico decennale nel progettare un mercato unico che avrebbe portato inevitabilmente all’unione politica se, nel momento dell’unione necessaria i pezzi frantumano. Vogliamo procedere ad una rapida correzione, cari leaders?

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Il canone del Sessantotto.

Il canone del Sessantotto di Gregorio Botta in la Repubblica –domenica 8.10.17 Robinson 28- è da occasione ‘A Roma la prima mostra sul movimento che scosse l’Occidente mezzo secolo fa: così l’arte della sovversione è diventata classica’.

Io ho la fortuna-grazia di esser vivo a raccontare che fu solo l’inizio.

Mi iscrissi a Trento-sociologia.- La più piccola università d’Europa la più grande-  ci telegrafarono dalla Sorbona quelli di Ce ne qu’un début continue le combat.

Nell’università occupata ero addetto a ritagliare i pezzi dei giornali che parlavano di noi per attaccarli in bacheca. Questa operazione fu una scuola che mi istruì sui diversi punti di vista presenti in Trento, in Italia e nel mondo. Potevo osservare ed essere osservato. Classificare e venir classificato nel cuore della società ovvero nel fuoco meraviglioso del conflitto politico-sociale. Cosa può desiderare di più un sociologo nascente?

Destrutturammo tutto: Dio, patria, autorità, famiglia, etica, estetica, amore, amicizia, sapere, tradizione, morale, e via elencando con una crescente consapevolezza che denotare un tratto può far mancarne un altro altrettanto importante. Il risultato dell’occupazione fu Università critica del rettore Francesco Alberoni: allargò la platea del personale docente facendo convergere a Trento le più belle menti d’Italia. Di giorno correvamo ai corsi-seminari per catturare quel che non sapevamo, la sera ci aggiornavamo per esser in grado di ribattere-contestare il risaputo, convintissimi che nessuno sa mai abbastanza ed anzi ha appena iniziato a riconoscere qualcosa di buono che già deve averlo digerito defecando il superfluo.

Avevamo occupato l’università tra i primi atenei nei primi mesi del 1968. In gennaio. Col finire della primavera avevamo ottenuto tutto.

Ricordo Beniamino Andreatta salito in piedi sopra la cattedra a mo’ di sfida per narrare all’assemblea i termini del patto di chiusura dell’occupazione con la nomina a rettore di Francesco Alberoni, l’autore di Statu nascenti, ovvero dell’innamoramento base della società che si rinnova. Una guerra finita con l’amore. [Ed è subito Praga. La primavera di Praga].

Fu solo l’inizio dell’archeologia del linguaggio, il mio karma.

Dunque, canto, lat. cano, zum. ka.nu, il canone, lat. canone (abl.), zum. ka.nu.ne.

Già questa stringa dovrebbe destrutturare la sumerologia ufficiale. Lo specifico:

ka(-g)

mouth; opening, branching (of a canal) [KA archaic frequency] .

KA-nun…di/e

  (cf., gu3-nun…di/e).

espone l’identità ‘impossibile’ sia in via diretta, in nominativo:

canon = KA-nun

sia in modo proprio, nel caso ablativo ovvero dell’etimo per eccellenza:

canone = KA-nun…di/e, dove di = Dio, e = cuore/casa/parlante/preghiera.

Il confronto suggerito:

gu3-nun…di/e

to make a pleasant/loud sound; to low loudly (muggire fortemente) (‘sound’ + ‘fine, great, deep’ + ‘to say, do’).

Esalta quanto sopra: in un’epoca in cui il senso prevalente era quello uditivo [il nostro è visivo] far un forte rumore segnalava la regola da avvertire. Un tuono! Od un forte muggito di un toro selvaggio, uro.

 

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