ANNO XIII  Giugno 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 14 Ottobre 2017 13:34

Taranto - La Regione Puglia candida la città a zona economica speciale, il rallegramento di Gianni Liviano

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente comunicato stampa pervenuto da Gianni Liviano Coordinatore gruppo di lavoro Zes Taranto: "La candidatura ufficiale di Taranto da parte della Regione Puglia quale zona economica speciale non può che rallegrarmi.

Questa partita, infatti, è troppo importante perché venga lasciata giocare ad altri territori.

E il provvedimento licenziato dalla giunta per me riveste un significato importante perché testimonia come l’intuizione di utilizzare la Zes come uno dei punti cardine della legge regionale speciale per Taranto, di cui sono coordinatore del tavolo tecnico, era giusta. Quando ipotizzavo, infatti, di individuare una zona economica speciale (e organizzavo iniziative pubbliche per parlarne invitando esperti del settore) quale attrattrice di nuovi e importanti investimenti per l’area di Taranto, le Zes erano ancora chiuse nei cassetti del ministero che, in un primo momento, aveva in mente un progetto più ridimensionato rispetto a quello messo in campo con il decreto “Resto al Sud”.

Ma la candidatura di Taranto è solo il punto di partenza. Adesso occorrerà cominciare a ragionare sul piano strategico che è il vero core business della Zes, lo strumento senza il quale la Zes rimarrebbe soltanto sulla carta.

Piano strategico che, vista il concomitante percorso che porterà presto la legge per Taranto ad essere discussa in Consiglio regionale, dovrà avere molti punti di contatto con quello che darà gambe alla stessa legge Taranto.

Ma perché le zone economiche speciali sono importanti? Le Zes, infatti, per la maggiore capacità di catalizzare investimenti diretti esteri grazie alla concessione di agevolazioni fiscali, finanziarie, amministrative ed infrastrutturali, si sono rivelate, riprendendo quanto scrive nel suo ebook, dal titolo “Le zone economiche speciali una straordinaria opportunità per il rilancio dell’economia in Italia". Vincenzo D’Amico (segretario generale segretario generale dell’Advisory Board della Federazione mondiale della Zone franche e delle Zone economiche speciali), “un efficace strumento di accelerazione economica, rispetto al modello classico di zona franca doganale, risultando più attraenti per la business community. L'introduzione di questi formidabili strumenti di accelerazione economica in Italia, cambierebbe il ruolo del Paese nel Mediterraneo: non più solo «porta dell’Europa» ma fulcro e volàno dell’economia euro-mediterranea”.

In virtù di ciò, con la Zes Taranto potrebbe svolgere un ruolo cardine nell’ambizioso progetto cinese One Belt One Road (la riedizione dell’antica Via della Seta) che prefigura interessanti opportunità di aumento degli interscambi commerciali fra l’Estremo Oriente e l’Italia attraverso il diretto coinvolgimento del suo apparato logistico-portuale.

Ma Zes significa anche fisco e strutture logistiche. In Italia la pressione  fiscale è pesante per cui le zone economiche speciali hanno nella loro mission quello di abbattere, attraverso una finanza agevolata, questa pressione. Ma serve anche lo sportello unico doganale e lo sportello unico amministrativo il cui compito deve essere quello di accelerare tutte le procedure in grado di allettare gli investitori.

Per quanto riguarda, poi, le strutture logistiche, Taranto con il suo porto può svolgere un ruolo importantissimo. Ma il tessuto economico locale o si attrezza o muore visto l’attivismo di altre realtà frontaliera. E la Zes deve imprimere un’accelerazione anche su questo versante. Ma le nuove imprese non si attirano se non si curano le ferite ambientali altrimenti non siamo attrattivi.

Occorre, però, far presto. Le Zes già esistenti o i progetti di nuova realizzazione negli Stati della sponda meridionale del Mediterraneo (come ad esempio la Zes del Nuovo Canale di Suez), rischiano di produrre conseguenze dirompenti rispetto ad importanti scali euro-mediterranei, in particolare quelli italiani.

Lo scenario internazionale, come è emerso nel recente convegno da me organizzato lo scorso fine settembre, rivela una dinamica propensione di molti Governi di Stati terzi all’utilizzo delle zone economiche speciali, e delle zone franche in generale, avvantaggiati dall’incomparabile libertà di poter decidere sull’opportunità o meno di ricorrervi per contribuire a risollevare la situazione economica, commerciale e sociale, dei propri Paesi avvalendosi esclusivamente di ragioni di carattere economico e politico, e senza l’obbligo di osservare la regolamentazione dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato.

Ma quello che è veramente importante  è la posizione strategica di Taranto nonché le infrastrutture. Per cui, il quadro di riferimento delle Zes deve partire dalla città e dalla collaborazione tra gli enti locali. Serve un lavoro sinergico, da questo non si può prescindere". 

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