ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 17 Ottobre 2017 00:00

Rassegna Stampa Forin - Storie di un partito che non cambia - il mio Karma

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Storia di un partito che deve rinnovarsi nella legge sui partiti. Narra Cazzullo: Pare una delle vecchie foto di inizio Novecento, che ritraggono famiglie numerose destinate a essere disperse dalla vita e dalla storia.

Per il momento sono ancora tutti insieme, ma tra poco lo zio emigrerà in America, il cugino in Australia, il nipote andrà in guerra, il figlio passerà al clan rivale… Allo stesso modo, a soli dieci anni dalla fondazione, molti padri e madri del Pd hanno disconosciuto il figlioletto. Il progetto ambizioso che doveva unire i discendenti di Moro e di Berlinguer non ha avuto una sorte tanto diversa da quello che sull’altro fronte doveva mescolare liberali e postmissini; e se l’Italia oggi non ha una destra moderna, ma un’alleanza forse provvisoria tra europeisti moderati e sovranisti radicali, anche la sinistra riformista è debole e divisa come e forse più che in passato.

Una saggia riflessione di un giornalista saggio. Ovvero di uno capace di osservare, ma non competente a proporre. Badate! Osserva e riassume molto bene:

Il bambino compiva dieci anni, ma la festa è andata maluccio. Prodi, il papà del Partito democratico, aveva altro da fare: un convegno all’Aspen. Per il padrino, Parisi, è stato «un giorno di lutto». Enrico Letta è nella commissione che deve riscrivere l’architettura dello Stato, ma non il nostro, un altro, la Francia; e l’uomo con cui girava in tandem i distretti industriali del Nord, Pier Luigi Bersani, ha fondato un partito concorrente, il cui leader-ombra è considerato un altro transfuga, Massimo D’Alema, accanto a mediani faticatori come l’emiliano Migliavacca e portatori di voti come il romagnolo Errani. Cofferati si è rifatto una vita a Genova, Del Turco ha avuto i suoi guai in Abruzzo, Rosy Bindi è sul piede d’uscita, Bassolino ci sta pensando, Rutelli è fuori da tempo, Dini è tornato a destra, Gad Lerner consiglia Pisapia. Il gigante buono Angelo Rovati, l’economista Marcello De Cecco e la grande Tullia Zevi sono morti. Rosa Russo Iervolino è stata condannata dalla Corte dei conti a una punizione da girone dantesco: versare 560.893 euro al Comune di Napoli, di cui è stata sindaca, per le centinaia di lavoratori socialmente utili chiamati per la raccolta differenziata dei rifiuti, rimasti inattivi con i noti risultati. Carlin Petrini è tornato al lardo di Colonnata e alla cipolla di Tropea. Anna Finocchiaro ha annunciato che non si ricandiderà, il poligrafo Follini scrive libri, Amato boccia leggi elettorali alla Consulta, Soru si è dimesso da tutto pure dalla segreteria del Pd sardo (gli è rimasta solo la tessera), Soro vigila sulla privacy degli italiani anche se noi non ce ne siamo accorti.

Bravo anche a riassumere l’ambiente:

Si fa prima a dire quelli che sono rimasti. Franceschini, sempre in maggioranza (al mesto compleanno di sabato girava una battuta: «Trovato l’accordo con l’Isis, Dario resta ministro»). Gentiloni, che ha il suo da fare. Fassino, sia pure ammaccato, anche lui fresco di pubblicazione («Pd davvero» il titolo del saggio). E Veltroni, l’unico tra i padri fondatori a essere venuto e ad aver preso la parola per difendere la fragile creatura.

Bravissimo a fotografare il capo, quello che si ripropone.

Poi c’è l’uomo al comando. Matteo Renzi dieci anni fa non c’era. Faceva il presidente della Provincia di Firenze, e non lo chiamarono in un gruppo in cui avrebbe se non altro abbassato l’età media. La sua ascesa è avvenuta non nella scia dei capi, ma contro. Lui comprese che il segno del tempo era la rivolta contro le élites, l’establishment, il sistema. La rottamazione — parola appena più gentile di quella che Grillo andava urlando nelle piazze — l’ha messo in sintonia con un elettorato e un’opinione pubblica che chiedevano un profondo rinnovamento della politica e della classe dirigente. Ma se oggi siamo qui a parlare degli assenti, degli oppositori e dei distratti è anche perché il ricambio non c’è stato, o almeno non abbastanza. E quando il ricambio manca, la colpa non è mai dei vecchi che non vogliono ritirarsi; è sempre dei nuovi che non riescono ad avanzare.

Qua, un applauso a chi riassume l’epopea del rottamatore da rottamare. Ma, è proprio necessario il punto di vista dell’archeologo della lingua per denunciare lo sbocco inevitabile?:

il partito legale consente il rinnovamento della politica e della classe dirigente.

È previsto il partito dalla Costituzione:

Art.: 49 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Il partito legale, quello che dà ai giudici la possibilità di sanzionare i criminali politici ed ai politici la possibilità di far emergere ed attuare i progetti necessari socialmente, manca da 69 anni.

Vuoi vedere che questa è l’unica risoluzione da praticare?

 

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Oggi, avrei un’esplosione da raccontare. Privilegio me stesso!

Sono arrivato al 16° giorno di meditazione sulla parola karma nel 25° anno di meditazione su Anthares. Solo ora ho l’esplosione di luce.

Badate, ho preso karma dalla canzone vincitrice di San Remo: occidentalis karma.

Al primo giorno è apparso subito:

Sono le 9,27 di venerdì 29 settembre 2017.

Vivo legato alla forza della lingua.

Ho 69 anni compiuti. Medito da venticinque anni ANTHARIS[1].

-La stella?-.

La stella-teonimo che sta col nome del monte Altare, al centro di Vittorio Veneto.

Scrivo in Ceneda (Vittorio Veneto sud),

 Zeneda in veneto, e.zen.da in zumero: ‘immagineda cuoree illuminatozen[2], in via Leopardi 8, int. 6.

Nacqui in Serravalle (Vittorio Veneto nord[3]) il 1 giugno 1948 in Bacologia Mozzi.

Ore 11,44.

Oggi, la Chiesa festeggia gli arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele[4].

Dante Alighieri si ispirò all’Apocalisse di Giovanni e agli angeli per scrivere la Commedia.

Nel mezzo del cammin di nostra vita

Mi ritovai per una selva oscura

Chè la diritta via era smarrita.

Io potrei dar seguito al vate, entrando nell’etimo e vivendo più indietro:

anne novum tardis sidus te mensibus addas     P.Verg. Maro, Georgiche, I, 32

[tr.:se mai ti aggiungerai ai mesi tardi…]

Se a me è data la facoltà di rimeditare il cammino fatto nei mesi tardi sarà perché questo è il mio Karma[5]: assemblare [ma…gar in zumero[6]] quanto ho visto e narrarlo.

ma…gar

  to assemble; to make silent; to pay attention; to conscious of, remember; to celebrate (‘silence’ + ‘to set’)[7].

Magari[8]!

Se qualche sapiente vi dicesse che –magari- non c’entra. Non badatelo e sarà cosa del carma nostro.

Il carme come componimento lirico è cosa troppo elevata per me.

L’etimo, zum. e.ti.mu, ‘casa. vita. nome nominante’ è la mia vita. 

Ieri sera la luce.

Domenica 15 ottobre.

Ho pensato karma senza vocali: krm.

Ho trovato: https://books.google.it/books?id=8EzPxZSq2TcC&pg=PA58&lpg=PA58&dq=krm+ugaritico&source=bl&ots=PNJn96oCcC&sig=L7T6ThgUB0F7QtQ33Rq8zELw9IM&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjMtKCJiPLWAhUCyRQKHX4pCeAQ6AEILDAB#v=onepage&q=krm%20ugaritico&f=false

In spagnolo: “le vigne appaiono menzionate con frequenza nei testi ugaritici, sia alfabetici che sillabici, nei primi la vigna è designata mediante la parola krm. Nei secondi, mediante il logogramma gestin convenientemente determinato”.

La vite è tema chiave nella Bibbia: Gen., 49, 11; Gdc 9,12; Os 10, 1; Zac., 3, 10; Macc 14,12; Gio 15, 1,5.

Dunque, gestin, qua detto accado, corrisponde a krm. In zumero [quello che non c’entra secondo i sumerologhi]:

gestin

  grapevin; bunch of grapes (measured wich dry capacity measures in most earlier Pre Sargonic and Ur III texts; wine; grape juice (gis, ‘tree’, + tin, ‘life, wine’; cf., Emesal mu-ti-in/mu-tin) [GESTIN archaic frequency][9].

Poiché il testo procede a segnalare krm in testi alfabetici semitico-occidentale ed anche meridionale quasi suggerendo la sua unicità, riferisco Creta = krt, segnalato da Semerano[10]. Cambia solo l’ultima lettera: t pro m.

Concludo, se kar.ma = ‘legato alla forza’ in zumero, krm = vigna in ugaritico, il senso oggettivo di vigna è compresente nel soggettivo: legato alla forza. Inoltre, lo stato finale uguale a quello iniziale, il destino e l’origine, convivono fuori dall’attore nella vigna, da seminare, piantare, curare, mietere.

L’isolamento delle consonanti aiuta a vedere ciò che le vocali celano:

kurum6, kur6

  a basket of food-rations; share(s). (Akkadian loan from kurummatu(m), especially if followed by ra(2), read as shuku)[11].

kurum7 gurum2, kuru7, kur7 [IGI.ERIM or older IGI.NIG2/GAR]

 n., lookust, spy; review, inspection, exsamination, supervision; delivery (ki, ‘place’, + uru3 (-m), to watch to guard’).

  v., to watch; to chech, take stock; to review; to allocate, entrust; to place in crucible or dyeing vat[12].

Frazionate kur.um, leggete a circolo kur.mu. Avrete kur+ mu, la divinità luogo.presenza kur + sua parola creativa:

kur

  n., mountain; highland; (foreign) land or country; the netherworld; the east; short side; of rectangular field inscribed on round tablet (ki, ‘place’, + ur3, ‘roof, mountain pass’/ur2, ‘root, base’; cf., Orel & Stolbova #1504, *kur- “mountain”, #1552, *kar- ‘mountain’ [KUR archaic frequency].

 v., to reach, attain; to kindle; to rise (sun)[13].

mu

n., name; word; year – where the words that follow could be a year formula; line of a tablet, entry; oath; renown, reputation, fame (cf., gu10  -kin, kig2, message) [MU, archaic frequency].

 v., to name, to speak (cf., mug –chisel-).

Prep., because; to; toward; in.

 Emesal dialect for gis/ges. Also with additional Emesal meanings: sky; instructions; fire; house; great. Also Emesal dialect form for gis2,3/ges2,3/us, man, male, penis[14].

mu2-mu2

  always being reborn (such as the moon) (reduplicated ‘to ignite; to sprout, appear’)[15].

 Krm cela kar.mur, Capodanno zumero, vel zag.mu, fegato divinatorio:

kar [TE.A –connetto.seme- nds]

  n., embankment; qway-wall; morning-place; wharf; harbor; marketplace; port authority; rescued (people) (place+ water + to flow, send, take, drive away; cf., kur9, ‘entrance’) [KAR archaic frequency][16].

mur , ur [HAR]

     n., lungs; liver, fodder for fattening; lattice, grate (cf., ur5, muru12, and HAR-ha-da) (mu7,  ‘to shout/mud6, mu2, ‘to sing; to blow’ + ur3, ‘root, base’).

     v., to surround, enclose; to guard, preserve; to shout; to fatten; to grind, mill; to destroy; to spoil.

  demonstrative, thus; so; in this way[17].

mar; mur

  worm; earthworm[18].

Non basta. La teoria circolare del zumero mi impone di osservare, con calma, il reciproco di krm: mrk:

mah

n., (large) quantity, wealth, abundance (ama, ‘mother of’, + numerous; cf., ab2-mah2) [MAH archaic frequency].

v., to be or make large.

Adj., high; adult; exalted, supreme, great, lofty, foremost, sublime, splendid[19].

mah-bi

adv., powerfully (‘great’ + ‘adverbial force suffix’)[20].

gar3, kar3

  knob, pommel; peak; hair lock on the back of the head (sign of a slave = Akk. abbuttu(m); cf., kisi4…aka); cultivated area, field; cake; filled sack (of silver?) = purse; used for round and high objects (‘circular’ + ‘to send forth; to protect’)[21].

kara2, kar2, guru6 [GAN2-tenu]

  to encircle, besiege; to impute, accuse; to (make) shine, illuminate; to be bright (of light, day) (reduplication class) (sometimes written for kur2) (place + ur, ‘to surround’, + a, nominative ending, and ara4, ‘to shine’) [? KAR2 archaic frequency][22].

gar [NIG2] (-ra)

  n., storeroom, form, appearance, setting (to be, + to send) [GAR archaic frequency: 409].

  v., to store, accumulate; to deliver, deposit; to put, place, lay, set down upon; to settle down; to prepare; to make, establish, organize, restore (with –si-), to change; to set the mode of a song; to remove and elsewere, set aside (with –ta-); to expel, put aside (with –da-); to expel, put aside (with –da-) (ga2-ga2 in maru)[23].

L’espressione zumera mrk è reale, storica:

https://github.com/zumero/wiki/blob/master/Zumero%20Wiki/ZWMasterViewController.m

https://github.com/zumero/ZumeroSyncPod/blob/master/Classes/ZumeroSync.m

https://github.com/zumero/wiki/blob/master/Zumero%20Wiki/ZWAppDelegate.m

Osservare l’intreccio 1234 da svolgere in 1324, come in accado:

ma2-a-gar-ra

  loaded on a ship (cf., ma2 (-a)…gar; Akk. maga®rum, ‘travel provisions on a ship’)[24].

La lettura ma-gar-a-ra dei grafi sopra secondo lcz.

Ovvero:

ma…gar

  to assemble; to make silent; to pay attention; to conscious of, remember; to celebrate (‘silence’ + ‘to set’)[25].

Si coniuga con:

a…ra

  to ejaculate semen (‘seminal fluid’ + ‘to strike, overflow’)[26].

Assemblare l’eiaculazione del seme nel circolo del destino finale è tutto. in krm-mrk!


[1] ANTARES, dagli dèi di Babele alle lingue d’Europa, Vittorio Veneto, Tipografia Tipse, febbraio 2005, in 500 copie.

[2] Si noti la prima proposta di grafi da leggere in modo circolare.

[3] La semplificazione sud + nord di Vittorio riassume 900 anni di divisione in due podesterie dell’unico ducato longobardo del Cenedese del Vi-VIII sec. d.C..

[5] 223.000.000 frequenze oggi. https://it.wikipedia.org/wiki/Karma

[6] I grafi ma…gar letti gar…ma danno il secondo esempio di lettura circolare. Gar.ma è prossimo a karma.

[7] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 172.

[8] Gr. Makarie. Esprime forte desiderio o speranza. Re.: lo Zingarelli ’98. Zum.: ‘legatoma (alla) forzakar sentieroi cuoree’.

[9] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 98.

[10] Le origini…, I: 29.

[11] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 152.

[12] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 152.

[13] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 151.

[14] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 176.

[15] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 179.

[16] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 135.

[17] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 183.

[18] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 168.

[19] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 168.

[20] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 168.

[21] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 75.

[22] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 135.

[23] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 96.

[24] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 166.

[25] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 172.

[26] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 6.

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