ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 03 Febbraio 2018 06:52

Taranto - Facies Passionis, sino alla mattinata di ieri già 1500 visitatori

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Comunicato stampa inerente la mostra Facies Passionis, le iniziative collaterali  ed il convegno con tema:  "L'arte veicolo di fede tra mecenatismo e pietà popolare nell'Italia meridionale dal '600 ai giorni nostri" tenutosi nella giornata odierna (ieri).

 Nella tarda mattinata di ieri, alle 13.30, la mostra "Facies Passionis" allestita nella chiesa del Carmine ha raggiunto circa 1500 visitatori. Di questi, 845 si riferiscono alla serata di giovedì, da dopo l'inaugurazione sino alla chiusura delle 22. Sebbene la mostra sia ad accesso libero e gratuito, il conteggio dei visitatori è fatto attraverso i biglietti numerati consegnati all'ingresso. La mostra, promossa dall'Arciconfraternita del Carmine e la collaborazione di Arcidiocesi e Comune di Taranto, vede esposti dieci simulacri della Passione giunti a Taranto grazie alla disponibilità di una serie di confraternite pugliesi.

Oggi, intanto, nell'ambito delle iniziative collaterali alla mostra si è svolto nella sede di Taranto dell'Università di Bari un convegno sul tema: "L'arte veicolo di fede tra mecenatismo e pietà popolare nell'Italia meridionale dal '600 ai giorni nostri". Sono intervenuti Eugenio Imbriani, docente di antropologia culturale e storia delle tradizioni popolari all'Università del Salento e Sage; Letizia Gaeta, docente di storia dell'arte all'Università del Salento; Antonio Basile, docente di arte contemporanea all'Accademia delle Belle Arti di Lecce; don Francesco Martignano, docente all'Istituto teologico di Molfetta. Ha introdotto e concluso Antonello Papalia, priore dell'Arciconfraternita del Carmine di Taranto.

Imbriani ("pietà popolare e tradizione culturale" la sua relazione) ha effettuato una comparazione tra la pietà popolare nei decenni passati ed oggi. "Tempo addietro - ha detto - la pietà popolare era espressione soprattutto dei ceti poveri della società, poveri dal punto di vista materiale e culturale, i quali si rivolgevano ai Santi chiedendo loro aiuto per questioni esistenziali molto concrete. Oggi, invece, la pietà popolare è entrata a far parte del patrimonio di una comunità e rappresenta un tratto dell'identità locale. Non a caso queste manifestazioni e l'universo della religiosità popolare sono entrati nelle politiche dell'offerta turistica e si incrociano con quelle promozionali". Riti e tradizioni fanno quindi parte, ha sottolineato Imbriani, "dei beni culturali immateriali come lo sono, per esempio, le danze, le lingue, la dieta mediterranea. Certo, l'Unesco è un po' restia ad introdurre le manifestazioni di religiosità popolare nei beni da tutelare ma questo non ci esime da ogni sforzo finalizzato alla ricerca, allo studio e alla valorizzazione di questo patrimonio".

Per Gaeta ("i Misteri e la Passione nella produzione artistica dei cartapestai leccesi tra '800 e '900" la sua relazione) "religiosità e aspetti culturali vanno coniugati. Le opere d'arte sono fondamentalmente religiose e dietro un oggetto artistico, c'è una forte spinta devozionale e religiosa. La storia delle terre di Puglia è contrassegnata da riti della Passione. Taranto e Siviglia sono due esempi di città del Sud Europa accomunate da questi riti. La devozione richiama quindi la territorialità perchè non si può prescindere dalla storia che c'è dietro". Gaeta ha poi parlato di una  mostra da lei allestita nella sede dell'Università del Salento e descritto, con le foto, una serie di simulacri dell'Addolorata, effettuando al riguardo anche una distinzione tra Desolata e Addolorata. "La prima - ha rilevato - è la donna che vive l'angoscia del presentimento, la seconda, invece, è quella che è colpita dal dolore per la morte del proprio Figlio". Gaeta ha quindi citato celebri artisti che hanno realizzato le statue della Passione - Maccagnani, Manzo, Guacci, De Pascalis - rilevando come la confraternita "volesse aggiudicarsi il Mistero più prestigioso come segno di orgoglio corale". 

Basile ("arte e religiosità popolare" il tema che ha trattato) è partito dalle edicole votive presenti in tanti luoghi di Puglia per sottolineare come oggi "la pietà popolare costituisca un patrimonio demo-etno-antropologico di indubbio spessore. Non possiamo però scindere la raffigurazione dei Santi dall'iconografia perchè questa è un chiaro elemento identificativo". Auspicando "uno studio serio sul folclore, che è cosa ben diversa dal colore", Basile ha insistito sulla necessità di preservare e valorizzare le tradizioni. "Certo, il contesto sociale complessivo è cambiato - ha rilevato - ma se arte e tradizioni sono giunte sino a noi, vuol dire che sono portatrici di messaggi positivi".

"Gerusalemme è qui, l'arte devozionale della Passione secondo la spiritualità della drammatizzazione mimetica" è stato il tema dell'ultima relazione, affidata a don Francesco Martignano. "I riti della Passione - ha dichiarato - hanno uno spirito imitativo e diverse sono le analogie tra la Terra Santa e i cristiani di Occidente. I pellegrini, per esempio, si iscrivono in questa correlazione. I crociati anche: erano pellegrini, seppure armati, che andavano in Terra Santa a difendere Cristo. Poi che accade? I mussulmani occupano Gerusalemme e allora Gerusalemme è qui, nei nostri luoghi, nelle nostre realtà urbane. Il Calvario, così presente in tanti nostri paesi, la scala santa, che è quella del pretorio, la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme di Roma. Tanti luoghi della memoria - ha affermato Martignano - che fanno città rituali". Il sacerdote ha poi detto come in passato la liturgia avesse, al suo interno, tanti momenti processionali, "che oggi invece si sono trasferiti all'esterno. E cosa sono le processioni - ha concluso - se non una comunicazione emozionale, anzi un Vangelo visivo?".

Domani, sabato 3 febbraio, la mostra al Carmine sarà aperta nel consueto orario: 9-22. Alle 19 al Carmine concerto di marce funebri della tradizione pugliese effettuato dall'orchestra di fiati "Davide Delle Cese" di Bitonto, città presente alla mostra con la statua di Gesù morto dell'Arciconfraternita del Suffragio e del Purgatorio. Il complesso, diretto dal maestro Vito Vittorio Desantis, si esibirà in una selezione di marce funebri suonate nei riti della Passione delle città presenti alla mostra.

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