ANNO XIII  Maggio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 11 Febbraio 2018 15:06

Morte di Pamela: tre nigeriani accusati di omicidio di gruppo

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Tre nigeriani sono stati arrestati a Macerata per la morte di Pamela Mastropietro. L’accusa è di omicidio, sembra con l’aggravante dall’avere agito in gruppo. Con in più lo squartamento e l’occultamento del cadavere. E potrebbero esserci altre aggravanti, cioè stupro di gruppo e, dopo la morte, la pratica di riti tribali, abituali, se non tradizionali, nella nazione di provenienza dei tre.


Insomma, la verità sulla morte della povera Pamela sta venendo a galla. Era affiorata l’altro ieri, con l’ammissione da parte dei magistrati che un colpo alla nuca e una coltellata al fegato erano stati individuati dopo la seconda autopsia, si sta concretizzando ora, cominciando a dare corpo ai tanti sospetti della vigilia, con l’arresto dei tre sotto la prima accusa di omicidio di gruppo.
Omicidio di gruppo. Com’è avvenuto? Perché la povera Pamela non è più uscita viva dall’incontro col gruppetto dei nigeriani? Sono solo tre o ce ne sono ancora? I tre arrestati ancora non hanno aperto bocca malgrado gli interrogatori stringenti. E per non far loro concordare qualsiasi versione (sono stati rintracciati e arrestati in posti diversi, uno era in procinto di lasciare l’Italia) sono stati trasferiti nel carcere di Ancona e isolati per non lasciarli in balìa degli altri detenuti, in balìa della ferrea legge dei reclusi.
E in mancanza di una qualsiasi confessione, per ora si va avanti a furia di ipotesi. La povera Pamela è stata “agganciata” da uno dei tre, il pusher, al quale si potrebbe essere “offerta” in cambio di droga? Il pusher avrebbe poi “interessato” gli altri due per un’orgia nel corso della quale sarebbe accaduto l’imprevisto con la conseguente necessità di cercare di cancellare tutte le prove con litri di candeggina per poi sezionarne il cadavere e abbandonarlo rinchiuso nei due trolley? Oppure, una volta soddisfatti nei loro istinti, i tre avrebbero “usato” Pamela per mettere in pratica il rito tribale in voga in Nigeria e col quale ricattano le tante ragazze nigeriane costrette a prostituirsi in Italia? L’hanno “agganciata” tutti e tre insieme?
Sono ancora tutte ipotesi. Di certo ancora c’è la sola accusa di omicidio di gruppo. Imputazione scaturita nello stesso momento in cui i magistrati hanno deciso di ricordare che indossano la toga, quasi a contrapporsi alla manifestazione indetta a Macerata “contro il fascismo” dopo la sparatoria di Traini contro sei neri, in seguito alla notizia del ritrovamento del cadavere squartato di Pamela. “Contro il fascismo”, poco contro il razzismo. O gli omicidi. O contro (ancora, non è mai troppo manifestare per questo) la violenza sulle donne. Ma dagli slogans di quanti hanno sfilato per le vie di Macerata emerge il dubbio su chi sono i veri fascisti. Improperi e minacce, infatti, hanno scandito ogni passo di quanti sfilavano e per fortuna (anche perché i maceratesi avevano provveduto a far trovare ogni esercizio con la serranda abbassata) non si sono verificati incidenti di rilievo

 

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