ANNO XVIII Febbraio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 29 Marzo 2018 00:00

Belladonna e Bellomo Francesco: caso umano o prototipo?

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Il caso raccontato da Liana Milella “Processate Bellomo” La caduta del giudice che osava l’indicibile a pag. 19 di la Repubblica di mercoledì 28 marzo 2018 merita di venir osservato come un prototipo.

Francesco Bellomo è un ex magistrato con dieci anni di abusi su numerose donne.

Insegnava Diritto e Scienza[1]. Il web è pieno del caso Bellomo.

Io, che sono un sociologo ed economista, posso esser considerato un pubblico ministero, ovvero la parte avversa (in scienza) nel processo all’imputato di Diritto.

L’accusa è di abuso di potere con stalking[2] e di vincolo al dress code[3]. Come potete accertare, l’imputazione viene esattamente codificata dal diritto. Il popolo traduce: uso estremo del potere finalizzato alla schiavizzazione delle perseguitate.

Siamo di fronte ad una aporìa oppure, al contrario, al prototipo del giurista italiano?

L’Italia è posizionata intorno al 150° posto nel mondo come livello giuridico.

Ha una Costituzione meravigliosa completamente ignorata dalla legislazione nel suo cuore (Art.: 49 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale) che chiede una legge sui fondamenti pubblici del diritto di associazione, una sul sindacato basato sull’associazione pubblica ed una sulla disciplina del partito che introduca il delitto politico, finalmente.

Il Parlamento italiano è affollato di giuristi, sia come rappresentanti del popolo che come funzionari addetti a formulare le leggi.

Michele Ainis, oggi[4], narra: “Nello zoo delle nostre istituzioni è riapparso un animale che sembrava estinto: il Parlamento. Soffocato a lungo dalla dittatura dei governi”.

Io considero il suo pensiero politico come magistrale. Mi rallegro sinceramente del quadro idilliaco emerso col voto del 4 marzo con la rottamazione dell’impianto governativo; meno degli elementi animaleschi. Infatti continuo a lamentare lo stato comatoso della corruzione discendente dall’assenza del delitto politico.

Il nuovo presidente della Camera può esibire una laurea in Comunicazione, che sembra renderlo meglio accetto della ipotesi votata in alternativa (del ministro dell’istruzione senza titolo); ma sul coma che denuncio non ha comunicato nulla.

Il presidente del Senato è una matrimonialista (e sostenitrice dalla prima ora dell’espulso dal Parlamento per elusione fiscale) che si è specializzata a formulare leggi ad personam nelle legislature precedenti (care all’indegno di Parlamento).

Dunque, la prima donna a ricoprire la seconda carica dello Stato è protagonista delle leggi di cui possiamo dolerci.

Una Belladonna pari al Bellomo.

 


[1] http://www.corriere.it/cronache/18_gennaio_28/sentenza-bellomo-concorsola-protesta-aspiranti-magistrati-588026fe-03dd-11e8-a380-b73a51b76dad.shtml

[2] http://www.diritto24.ilsole24ore.com/penale/primiPiani/2012/10/stalking-cose-i-comportamenti-per-individuare-il-reato-la-condanna.php

[3] https://www.msn.com/es-xl/noticias/fotos/il-dress-code-dei-corsi-tenuti-da-francesco-bellomo-12-01-2018/vp-AAuM7SJ

[4] Re.: la Repubblica, 28.03.18: 29 Il Parlamento torna a pesare.

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