ANNO XVI Gennaio 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 09 Aprile 2018 09:18

Cosa c'è da capire sulla carcerazione di Lula, il nostro punto di vista

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Un legame scarsamente visibile lega le continue guerre in giro per il mondo, la questione climatica e la lotta spietata tra gruppi di potere per il controllo delle fonti energetiche e il consolidamento di un modello energetico che per l’86% soddisfa una domanda primaria fondata su carbone, petrolio e metano.

La vicenda Lula in Brasile presenta elementi affogati nel cono d’ombra della corruzione, tutta fondata sulle dichiarazioni di un corruttore pentito e ancora oggi senza nessun straccio di prova. Il petrolio quindi resta un prodotto strategico, al centro della lotta geopolitica, con problemi che riguardano il controllo fisico e politico delle risorse, e quello strategico delle vie di trasporto. Tali elementi di analisi non appaiono come fantasie cospiratoriali e dietrologiche, poiché l’ex capo di Federal Reserve, Greenspan, nel suo libro “ L’era della turbolenza”, ha tranquillamente affermato che la guerra all’Iraq era “in gran parte per il petrolio”. Affermazione confermata dal presidente del Comitato Esteri della Camera dei Rappresentanti, il democratico Lantos (intervista CNN del 2007). La “ questione Lula “ è molto probabilmente legata al petrolio e secondariamente anche al disboscamento della Foresta Amazzonica. L’ausilio di un nostro referente in Brasile consente di produrre una informazione sulla questione brasiliana davvero oggettiva .

Perche’ lula l’ex presidente del brasile dal 2002 al 2010 e’ stato condannato ed incarcerato?Cosa sta veramente succedendo in Brasile?E’ solo un banale caso di corruzione, come ne sono tanti successi in Italia, oppure è qualcosa di più’? Molta stampa in italia e, non solo, ha paragonato l’operazione della magistratura brasiliana simile a quella italiana di “mani pulite” del 92; non a caso, in Brasile e’ stata chiamata “lava – jato” , lava e getta, oppure lavaggio di denaro sporco.

Il contributo del nostro referente in Brasile appare uno straordinario contributo per comprendere la vicenda Lula .

“Apparentemente i giudici brasiliani si sono ispirati ai giudici italiani di “mani pulite”, ai quali hanno chiesto anche consigli. Il confronto, però, finisce qui continuare sarebbe ingeneroso, oltraggioso, sia per il Sistema Giudiziario italiano che per i giudici di “Mani Pulite” per le profonde differenze giuridiche, organizzative, amministrative e persino morali. In definitiva: in Italia Lula, non sarebbe mai stato inquisito ne tantomeno condannato. La magistratura italiana, sino a prove contrarie, non condanna un imputato solo in base alla delazione di “pentiti” interessati senza prove oggettive di riscontro, basandosi sull’opinione personale ed insindacabile del giudice.

Prima di arrivare alla successione dei fatti che hanno portato alla condanna di Lula + bene descrivere, brevemente, il Potere Giudiziario brasiliano e la sua composizione, che è abbastanza complicata.

Struttura piramidale, a base pentagonale: al cui vertici ci sono Supremo Tribunale Federale (STF), Tribunale Superiore di Giustizia (STJ), Tribunale Superiore del Lavoro (TST), Tribunale Superiore Elettorale (TSE) e Superiore Tribunale Militare (STM) ognuno con proprie funzioni specifiche costituzionali. Tutti e cinque sono insediati nella capitale: Brasilia, che amministrano e gestiscono il potere giudiziario su tutto il territorio nazionale, tramite le varie istanze periferiche statali e territoriali LoSTF, il massimo organo giuridico è formato da 11 membri, chiamati Ministri, nominate dal Presidente della Repubblica, ed approvati dal Senato è il garante della Costituzione, promulgata nel 1988, dopo la fine della dittatura, avvenuta nel 84.

Dalla fonte di Da Ros, Luciano. 2015. “O custo da Justiça no Brasil: uma análise comparativa exploratória. Newsletter. Observatório de elites políticas e sociais do Brasil.” NUSP/UFPR, v.2, n. 9, julho. p. 1-15. ISSN 2359-2826, resulta che: nel 2013, il sistema giuridico brasiliano assorbe l’1,3% del PIL nazionale, pari a 62, 3 miliardi di R$ (all’epoca, oltre 19 miliardi di euro), per un totale di circa 16.500 magistrati, equivalenti a circa 8,2 magistrati ogni 100.000 abitanti in Italia, per fare un esempio di comparazione, nel 2013 erano 10, 6 magistrati ogni 100.000 abitanti), inoltre, al servizio della magistratura lavorano, circa 412.500 funzionari, pari a 205 impiegati ogni 100.000 abitanti; (in Italia il rapporto era di 40,1 ogni 100.000, in Germania, c’è il rapporto più alto d’Europa: 150 ogni 100.000))Un processo civile, per arrivare al primo grado, ha una media di 4 anni, mentre quello penale, di oltre il doppio. La forbice di remunerazione mensile tra un giudice di bassa gerarchia, rispetto ad uno di alto livello,è molto stretta; mediamente un giudice di medio livello, considerando stipendio, indennità varie, sussidi di residenza (per chi non ha casa propria) si aggira tra i 65.000 a 80,000 R$ al mese, equivalente a circa 16.000 – 20.000 euro. Pari a 210.000 – 260.000 euro l’anno, compresa la tredicesima; quasi il doppio di un membro del Consiglio Superiore della Magistratura Italiana, senza contare che il salario minimo di un lavoratore brasiliano e di circa 250 euro.

Da una ricerca effettuata nel 2014, dal Dipartimento di Ricerca Giudiziaria, organo del Consiglio Nazionale di Giustizia (CNJ), emerge che su un totale di 18,812 magistrati, hanno una età media di 44,7 anni, l’82,8% sono di razza bianca e solo 18,2% sono di colore, divisi nelle diverse etnie, quali india, negra, giallo o meticcia. Tutto questo indica che, dato nella quasi totalità, l’accesso all’istruzione se la può permettere solo chi proviene da medio ed alto reddito, significa che molti dei futuri magistrati, nel periodo della loro formazione, non hanno mai incontrato poveri, lavoratori o conosciuto abitanti di una favela, che sono il la maggioranza del popolo brasiliano.

Nella popolazione il potere giudiziario non gode di grande prestigio perché è molto lento ad arrivare ad una conclusione di una causa (tempi lunghissimi), il popolo è convinto che esiste nella magistratura una grande corruzione e di fronte al ricco, è sempre il povero a soccombere, da qui la convinzione popolare ( non senza ragioni) che il magistrato è conservatore reazionario e sempre dalla parte del più forte questo accade perché il magistrato gode dei privilegi che lo rendono intoccabile, impunibile e irremovibile. Quali:

vitaliciedade  dopo due anni di esercizio nella funzione, si ha diritto al “Vitalizio” a vita e può essere rimosso dall’incarico, solo dopo essere giudicato e condannato, sino alla conclusione dell’ultima istanza (10 .15 anni)

irredutibilidade de vencimentos- la funzione della carica di giudice non ha limite  anche se viene trasferito ad altro tribunale—

inamovibilidade — Il giudice non può essere rimosso dal suo incarico per nessuna ragione salvo in caso di espressa volontà del popolo o per decisione del tribunale

Da qui il comportamento di molti giudici, di sentirsi al di sopra della legge”

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