ANNO XIII Settembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 19 Aprile 2018 05:31

Rottura in Medicina Democratica al Congresso nazionale di Napoli 20 aprile

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Riceviamo e pubblichiamo - Egr. Piergiorgio Duca presidente. Nella inusuale forma di una newsletter datata 16 aprile 2018, non firmata e dunque attribuibile al presidente, si apprende che le Mozioni approvate dai Congressi di Alessandria e Livorno, nonché dai Soci di Ferrara, Padova, Genova, Firenze, anche convenuti in assemblea a Rosignano, non saranno trattate in assemblea straordinaria il 22 aprile p.v. in quanto non sarebbero… all’ordine del giorno.

 E’ inaccettabile. Ci hai escluso dal Congresso.

Forse non ti stai rendendo conto che stiamo parlando del Congresso di Medicina democratica Movimento di lotta per la salute, il quale si svolge ogni tre anni, il quale appunto è il momento deputato proprio per assumere le determinazioni fondamentali per la vita dell’Associazione.

Il Congresso è sovrano e non può essere un presidente, per di più uscente, a determinare cosa un Congresso possa discutere, anzi non debba discutere e votare. A maggior ragione quando le Mozioni di Modifica dello Statuto sono state votate dai Soci, addirittura da due grosse Sezioni.

Queste Modifiche allo Statuto riguardano la composizione del Consiglio Direttivo, modificano radicalmente la struttura e l’essenza politica del Direttivo.  Dunque vanno discusse, approvate o respinte, prima di eleggere il Direttivo. Non solo, ma, qualora approvate, influenzano direttamente la scelta della Presidenza quale garante della loro corretta esecuzione. Dunque vanno discusse, approvate o respinte, prima di eleggere presidente e vicepresidenti.

Procedere incuranti alle elezioni di presidenza e direttivo: assumerebbe i connotati di un golpe. Non tanto e non solo perché siamo per legge una Onlus e abbiamo uno Statuto da rispettare, ma soprattutto perché Medicina democratica Movimento di lotta per la salute alle sue fondamenta ha come pilastri “partecipazione”  e “democrazia”.  Sarebbero partecipazione e democrazia votare presidenza e direttivo con una “maggioranza del cinquanta per cento più uno dei presenti” (art. 32) “quando sia presente  almeno un decimo degli aderenti ammessi al voto” (art. 29)? Fatto 200 il totale dei Soci, 11 presenti potrebbero deliberare a Napoli! Paradossale! Ignorando che noi non saremo presenti a Napoli perché abbiamo ricevuto preciso mandato dei Soci nei nostri rispettivi Congressi a porre in votazione le Modifiche allo Statuto.  Con noi  inoltre non sarà presente un numero considerevole di Soci.

Duca si trova presidente in una situazione delicata per l’esistenza dell’associazione e ad assumersi una responsabilità pesante. Imporre organigrammi in termini burocratici e autoritari (leggi Caldiroli) dimostrerebbe  un attaccamento a interessi e vantaggi  che per una Associazione come la nostra –fondata sul volontariato- è inammissibile. Soprattutto sarebbe un segnale di rottura storica, anziché dialogo.

Se ci è concesso chiamiamolo un suggerimento piuttosto che una istanza, il presidente Duca avrebbe l’opportunità di congelare Direttivo e Presidenza esistenti, e di avviare –soggetto a  Garanti- un Referendum  di tutti i Soci tra  alternative: una delle quali è rappresentata dalle Modifiche contenute nei Verbali dei Congressi delle Sezioni che noi rappresentiamo.

Maurizio Marchi  e Barbara Tartaglione.

Allegati clicca qui: Verbale Congresso provinciale Alessandria

                                 Verbale Congresso sovra-provinciale di Livorno e Val di Cecina (Pisa)

                                 Verbale Assemblea Soci a Rosignano.

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