ANNO XIII Settembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 25 Aprile 2018 10:45

Ambiente- L'AIA quello che c'è da sapere per le criticità ambientali

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Il principale strumento di politica ambientale finalizzato alla riduzione degli impatti ambientali e quindi a tutelare la salute è l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

L’AIA è un procedimento di analisi del ciclo di produzione che mette in evidenza le criticità ambientali ovvero le emissioni di sostanze nocive in atmosfera, aria e acqua. Chiariamo subito che tutta l’attenzione è prevalentemente concentrata sulle emissioni in atmosfera mente altrettanto importanti sono le emissioni sulle acque superficiali e sotterranee tanto che il grande Pasteur diceva che il 90 % delle malattie le beviamo. Dell’Aia sono importanti per il contenimento delle emissioni le migliori tecnologia disponibili e due strumenti di pianificazione ambientale, il Piano di Risanamento dell’Aria e delle Acque. Rilevanti infine sono il monitoraggio e controllo nell’attuazione delle “cose da fare “(prescrizioni) e le verifiche periodiche ordinarie e straordinarie.

L’Istituto per le Protezione dell’Ambiente (ISPRA) ha presentato il Rapporto 2017 sui controlli che riguardano l’AIA e il rispetto delle norme “Seveso” che disciplinano i rischi d’incidenti rilevanti. Rapporto Sepa sui Controlli Ambientali Aia-Seveso 2017, presentato a Roma nella sede del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri. In totale le ispezioni sono state 2400 e hanno riguardato impianti industriali soggetti ad AIA. Il 96% dei controlli ha riguardato gli impianti di competenza regionale. Nell’ambito di questi controlli sono stati fatti 6500 campionamenti ovvero prelievi d’inquinanti atmosferici e idrici. La cosa che colpisce moltissimo sono le cosiddette “non conformità” che al di fuori del linguaggio esoterico del burocratese riguardano o sforamenti nei limiti di emissione e/o mancate o parziali attuazioni delle prescrizioni. Quali gli impianti controllatii? Il 49% delle centrali termoelettriche, il 58% degli impianti chimici, l'86% delle raffinerie e il 27% degli impianti di compressione dei gas Snam. Questo è il secondo Rapporto di ISPRA e riguarda l’attività di controllo di tutto il Sistema ISPRA -ARPA negli impianti soggetti ad AIA. La Regione con più impianti soggetti ad AIA? La Sicilia. All’Ilva di Taranto nel 2016 effettuate 4 visite ispettive periodiche e tre straordinarie. Resta la realtà amara e per nulla una novità di una classe dirigente che storicamente si è dimostrata la più anti ecologista e contro la tutela della vita di aver tagliato risorse agli organi di controllo e di aver legiferato quasi sempre trattando l’ambiente come un costo da comprimere. D’altro canto non potevamo aspettarci qualcosa di diverso se solo si pensa che appena 3 anni fa l’illustre neuro scienziato Lamberto Maffei presidente dell’Accademia dei Lincei andando a verificare le competenze presenti nel Parlamento scriveva sul Supplemento Culturale del Sole 24 Ore “ Il buon senso suggerirebbe che i cittadini , con le loro varie professioni e mestieri fossero ugualmente rappresentati nel Parlamento , affinché tutte le istanze , richieste, esigenze fossero sostenute con uguale impegno e competenza , sarebbe questo un Principio di Democrazia” Invece su “ 630 parlamentari i laureati sono il 68,41% , il 25,71% con diploma , e restante parte con licenza media”. In riferimento alle aree disciplinari “in prevalenza avvocati (128), scienze politiche, economia, lingue, scienze della comunicazione.

Il 22,3% ovvero 96 ha la laurea in discipline scientifiche, prevale ingegneria, medicina e con peso decrescente architettura, chimica, fisica, informatica, scienze agrarie, scienze geologiche farmacia”. Inevitabile la identità: scienza poco rappresentata in Parlamento = bassa considerazione per la scienza = scarsi finanziamenti alla ricerca e leggi sbagliate su temi scientifici. I 10 decreti Ilva docet! Nulla di nuovo negli ultimi 25 anni! Lo spiega benissimo un ex magistrato paladino della tutela ambientale Gianfranco Amendola “nel novembre del 1993, quando il Governo Ciampi inizia una serie lunghissima di decreti legge reiterati, basati sulla concezione che, per aiutare la ripresa economica, occorre ELIMINARE il più possibile i vincoli e le sanzioni penali previsti dalle leggi di tutela ambientale”. Tra il 1995 e il 2015 la ricchezza pro capite italiana (PIL/pro capite) è aumentata complessivamente dell’1,9% !! Nello stesso periodo Germania 28,7%, Francia 20,7%, Spagna 23,9%, Regno Unito 33,8%. Il morbo iperliberista che informava le politiche pubbliche ha saccheggiato l’ambiente svuotando le leggi di tutela, trasferito ricchezza verso i ceti già ricchi fatto aumentare le disuguaglianze, trasformato il lavoro in precariato e sfruttamento e infine promette a giovani una vita peggiore di quella dei loro padri. La fallimentare presa iperliberista di cui è portatrice la maggioranza della classe dirigente italiana, sta definitivamente liquidando il Paese e attendando alla vita attraverso il peggioramento dell’ambiente.

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