ANNO XII  Maggio 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 16 Maggio 2018 00:00

La fonte del potere

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Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse:  «Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo

 In quei giorni, da Mileto Paolo mandò a chiamare subito ad Efeso gli anziani della Chiesa. 
Quando essi giunsero disse loro: "Voi sapete come mi sono comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per tutto questo tempo: 
ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e tra le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei. 
Sapete come non mi sono mai sottratto a ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi in pubblico e nelle vostre case, 
scongiurando Giudei e Greci di convertirsi a Dio e di credere nel Signore nostro Gesù. 
Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme senza sapere ciò che là mi accadrà. 
So soltanto che lo Spirito Santo in ogni città mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni. 
Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio. 
Ecco, ora so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono passato annunziando il regno di Dio. 
Per questo dichiaro solennemente oggi davanti a voi che io sono senza colpa riguardo a coloro che si perdessero, 
perché non mi sono sottratto al compito di annunziarvi tutta la volontà di Dio." 

Salmi 68(67),10-11.20-21. 
Pioggia abbondante riversavi, o Dio, 
rinvigorivi la tua eredità esausta. 
E il tuo popolo abitò il paese 
che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero. 

Benedetto il Signore sempre; 
ha cura di noi il Dio della salvezza. 
Il nostro Dio è un Dio che salva; 
il Signore Dio libera dalla morte. 


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 17,1-11a. 
In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: 
«Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. 
Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. 
Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. 
E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. 
Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 
perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. 
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. 
Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. 
Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te

Siamo nel 2018 (due. zero. uno. otto). Siamo in maggio, maia, ma.ia (legame ‘u’ /cielo. sentiero, ‘i’, terra, a.), mese del Rosario (ru.sha, sacro. Utero).

Oggi, hodie, (cuoree fusohu.(con) Diodi) è il quindici.

15 è numero di histar = 7 + 5 + 3, 753 è l’anno di nascita di Roma la gran puttana, responsabile del contesto storico della morte di Gesù Cristo, per il monaco medievale che fissò lo zero, ze.ru, ‘follìa del sacro’ in zumero.

Oggi, leggeremo durante la mes-sha, ‘uterosha dei memesh’ il capitolo 17 dell’evangelista Giovanni, il più importante sul potere. Vorrei redivivo Niccolò Machiavelli perché comproverebbe quanto vi dico: il potere assoluto sta nelle mani di chi controlla la vita e la morte in modo indubitabile, dal momento che gusta la vita in pienezza solo chi sa che ogni attimo cela la morte e Dio fa vivere.

4000 anni fa era nelle mani del signore della città che agiva come dio.

Io riconosco il potere di Dio padre, dun zumero (padrone).

Ringrazio la Trinità di aver risposto alla domanda che levai a quindici anni: che cos’è il potere? Ho viaggiato in 27 anni con ANTHARES, dalle origini della parola scritta (III millennio a.C.) al Cristo, per Costantino il grande (IV secolo) in mezzo al cesaro-papismo, all’umanesimo-rinascimento fino all’epoca moderna. L’intreccio di consenso-dissenso mostra un’apparenza molto più complessa di una realtà semplice dell’amore di Dio padre nella convivenza degli uomini e delle donne.

Il potere è la possibilità di far le cose insieme in armonia; con l’altra faccia in chi ha l’iniziativa di far le cose (auctor) con autorità (auctoritas), insiste nella resistenza dell’altra parte (ed è il potere classico dove chi agisce usa ogni mezzo), fino alla violenza della sopraffazione nella violenza. Il globo mostra tutte le facce del potere.

Ringrazio Dio di star con me.

Ieri, i miei fratelli sono venuti a trovarmi provandomi quanto si occupino di me. Sono invalido Inps al 100%. Attenti! Non vi chiedo di commiserarmi. Saremmo comici. Dio ha creato la situazione del Carletto bisognoso di tutti per rivelare la sua potenza.

Pioggia abbondante riversavi, o Dio, rinvigorivi la tua eredità esausta. 

Io sento il conforto ed il vigore che mi viene da Colui che sta con me. Vivo gioiosamente la contraddizione di non aver potere e di averlo tutto. Osservo, negli atti, san Paolo, da Mileto, agli Efesini. Sa di aver fatto il suo dovere. Conosce le sue tribolazioni, quelle che anche noi abbiamo. Non chiede riconoscimenti. Solo che si faccia ciò che Gesù gli comanda di fare.

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