ANNO XIV Aprile 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 24 Maggio 2018 00:00

Esser per noi, insieme, con discernimento

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Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. 


Chi non è contro di noi è per noi[1]

Nella vita bisogna distinguere chi è insieme con noi e chi non è con noi.

Io sto con chi sta con Gesù usando il discernimento.

Papa Francesco ce l’ha spiegato con precisione nel Gaudete et exsultate.

IL DISCERNIMENTO

166. Come sapere se una cosa viene dallo Spirito Santo o se deriva dallo spirito del mondo o dallo spirito del diavolo? L’unico modo è il discernimento che non richiede solo una buona capacità di ragionare e di senso comune, è anche un dono che bisogna chiedere. Se lo chiediamo con fiducia allo Spirito Santo, e allo stesso tempo ci sforziamo do coltivarlo con la preghiera, la riflessione, la lettura ed il buon consiglio, sicuramente potremo crescere in questa capacità spirituale. Papa Francesco, Gaudete et exsultate.

Occorre senso comune, buona capacità di ragionare ed un dono. In zumero dun u è: Padrone tutto. Il padrone di tutto è Dio. Si tratta di riconoscersi bisognosi di questo dono e di accoglierlo quando arriva stando aperti. Consapevoli che esiste uno spirito del mondo ed uno spirito del diavolo capaci di adattarci e di confonderci.

Un bisogno urgente

167. Al giorno d‘oggi l’attitudine al discernimento è diventata particolarmente necessaria. Infatti la vita attuale offre enormi possibilità di azione e di distrazione e il mondo le presenta come se fossero tutte valide e buone. Tutti, ma specialmente i giovani, sono esposti a uno zapping costante. È possibile navigare su due o tre schermi simultaneamente e interagire nello stesso tempo in diversi scenari virtuali. Senza la sapienza del discernimento possiamo trasformarci facilmente in burattini alla mercè delle tendenze del momento. Papa Francesco, Gaudete et exsultate.

Senza la pratica e la sapienza del discernimento siamo nella babele dei linguaggi. E diventiamo burattini. Ogni riferimento specifico alla situazione specifica politica italiana è appropriato.

168. Questo risulta particolarmente importante quando compare una novità nella propria vita, e dunque bisogna discernere se sia il vino nuovo che viene da Dio o una novità ingannatrice dello spirito del mondo o dello spirto del diavolo. In altre occasioni succede il contrario perché le forze del male ci inducono a non cambiare, a lasciare le cose come stanno, a scegliere l’immobilismo e la rigidità, e allora impediamo che agisca il soffio dello Spirito. Siamo liberi con la libertà di Gesù, ma Egli ci chiama a esaminare quello che c’è dentro di noi –desideri, angustie, timori, attese- e quello che accade fuori di noi- i “segni dei tempi” – per riconoscere le vie della libertà piena: -Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono- (! Ts 5,21). Papa Francesco, Gaudete et exsultate.  

Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Chi scrive non ha nulla da aggiungere.

Vuol solo confrontarsi con voi insieme, con discernimento.

UN DONO SOPRANNATURALE

170. E’ vero che il discernimento spirituale non esclude gli apporti delle sapienze umane, esistenziali, psicologiche, sociologiche o morali. Però le trascende. E neppure gli bastano le sagge norme della Chiesa. Ricordiamo sempre che il discernimento è una grazia. Anche se include la ragione e la prudenza, le supera, perché si tratta di vedere il mistero del progetto unico e irripetibile che Dio ha per ciascuno di noi e che si realizza in mezzo ai più svariati contesti e limiti. Non è in gioco solo un benessere temporale; né la soddisfazione di fare qualcosa di utile, e nemmeno il desiderio di avere la coscienza tranquilla. E’ in gioco il senso della mia vita davanti al Padre che mi conosce e mi ama, quello vero, per il quale io possa dare la mia esistenza, e che nessuno conosce meglio di Lui. Il discernimento, insomma, conduce alla fonte stessa della vita che non muore, cioè che conosciamo te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo (Gv 17,3). Non richiede capacità speciali né è riservato ai più intelligenti ed istruiti, e il Padre si manifesta con piacere agli umili (cfr., Mt 11,25).

 


[1] Mercoledì della VII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Lettera di san Giacomo 4,13-17. 
Eccomi ora a voi, che dite: "Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni", 
mentre non sapete cosa sarà domani! Ma che è mai la vostra vita? Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare. 
Dovreste dire invece: Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello. 
Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo. 
Chi dunque sa fare il bene e non lo compie, commette peccato. 




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 9,38-40. 
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri». 
Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. 
Chi non è contro di noi è per noi. 

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