ANNO XIV Giugno 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 29 Giugno 2018 06:28

Cuore ireneo in Korea

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52 anni fa, l’Italia di Fabbri veniva buttata fuori da un gol di Pak do ik, un dentista giocatore nel team della Korea del nord; lo sfottò dei villeggianti tedeschi: -Korea-Italia- mi bruciò il cuore diciottenne, già ardente d’amore azzurro, e fu furore.

 

Ieri, la Korea del sud ha buttato fuori dal mundial la campione del mondo Germania, che quattro anni fa aveva battuto il Brasile 7-1; il pendolo ha finito la sua oscillazione; posso star in pace col cuore ireneo.

In cinquant’anni [L lat. lil zum, ‘vento], il ciclo si è completato, prima con l’esclusione dell’Italia dal mundial, per lo stesso motivo di allora (un ct forte coi giocatori medi ed incapace di governare giocatori forti ma giovani [gli abatini]) poi con l’esclusione dei migliori nell’ultimo quadriennio.

Gli eroi son stanchi? Il ciclo si è accorciato?

Oggi, festeggiamo il vescovo Ireneo, che Joseph Ratzinger ha celebrato così: “Ai suoi tempi Ireneo riconobbe che il principio del cristianesimo dell’adattamento e dell’illuminazione (la cosiddetta gnosi), che allora minacciava la Chiesa alle fondamenta, fu la divisione sulla Bibbia come separazione tra Bibbia e Chiesa.” [p.102, servitori della vostra gioia, Milano, Ancora, 2002).

In duemila anni, ogni operatore di pace godrà nel leggere il nome sacerdotale del fu eretico ir-en-eu come ‘camminoir (del) Signoreen e2u4 (‘luna piena’: dubbio: se così è, difficilmente Ireneo consentirebbe. Piuttosto: ue = ‘tutto. Cuore’ via lcz). Il ‘cammino del Signore’ basta al mio cuoree per allargarsi su tuttou mascherato nel circolo O.

Sono felice di aver costruito la mia casa sulla roccia di GESH.UB, Albero. Cielo.  

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia[1].

 


[1] Giovedì della XII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Secondo libro dei Re 24,8-17. 
Ioiachìn aveva diciotto anni, quando divenne re; regnò tre mesi in Gerusalemme. Sua madre, di Gerusalemme, si chiamava Necusta, figlia di Elnatàn. 
Fece ciò che è male agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto suo padre. 
In quel tempo gli ufficiali di Nabucodònosor re di Babilonia marciarono contro Gerusalemme; la città subì l'assedio. 
Nabucodònosor re di Babilonia giunse presso la città, mentre i suoi ufficiali l'assediavano. 
Ioiachìn re di Giuda si presentò con sua madre, i suoi ministri, i suoi capi e i suoi eunuchi, al re di Babilonia; questi, nell'anno ottavo del suo regno, lo fece prigioniero. 
Il re di Babilonia portò via di là tutti i tesori del tempio e i tesori della reggia; fece a pezzi tutti gli oggetti d'oro, che Salomone re di Israele aveva posti nel tempio. Così si adempì la parola del Signore. 
Deportò tutta Gerusalemme, cioè tutti i capi, tutti i prodi, in numero di diecimila, tutti i falegnami e i fabbri; rimase solo la gente povera del paese. 
Deportò in Babilonia Ioiachìn, la madre del re, le mogli del re, i suoi eunuchi e le guide del paese, conducendoli in esilio da Gerusalemme in Babilonia. 
Tutti gli uomini di valore, in numero di settemila, i falegnami e i fabbri, in numero di mille, e tutti i guerrieri più prodi furono condotti in esilio a Babilonia dal re di Babilonia. 
Il re di Babilonia nominò re, al posto di Ioiachìn, Mattania suo zio, cambiandogli il nome in Sedecìa. 

Salmi 79(78),1-2.3-5.8.9. 
O Dio, nella tua eredità sono entrate le nazioni, 
hanno profanato il tuo santo tempio, 
hanno ridotto in macerie Gerusalemme. 
Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi 
in pasto agli uccelli del cielo, 
la carne dei tuoi fedeli agli animali selvaggi. 

Hanno versato il loro sangue come acqua 
intorno a Gerusalemme, e nessuno seppelliva. 
Siamo divenuti l'obbrobrio dei nostri vicini, 
scherno e ludibrio di chi ci sta intorno. 
Fino a quando, Signore, sarai adirato: per sempre? 
Arderà come fuoco la tua gelosia? 

Non imputare a noi le colpe dei nostri padri, 
presto ci venga incontro la tua misericordia, 
poiché siamo troppo infelici. 

Aiutaci, Dio, nostra salvezza, 
per la gloria del tuo nome, 
salvaci e perdona i nostri peccati 
per amore del tuo nome.



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,21-29. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 
Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? 
Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. 
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. 
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. 
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande». 
Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: 
egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi. 

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