ANNO XIV Gennaio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 02 Luglio 2018 03:07

La Colombia fra narcotraffico e difficili rapporti col Venezuela

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L'elezione del nuovo presidente Ivan Duque solleva dubbi in Colombia circa la tenuta degli accordi di pace con le Farc. Abbiamo parlato con il generale Ricardo Gomez Nieto, capo delle forze armate colombiane, circa la situazione nel paese e la guerra al narcotraffico.

Generale, quella con le Farc è vera pace?

Esiste un buon numero di membri delle Farc che non accettano il processo di pace e formano una dissidenza che noi chiamiamo gruppi residuali e che continuano a compiere atti di delinquenza nel paese. Sono dappertutto, al nord, sulla costa pacifica e al sud della nazione.

Nella lotta al narcotraffico la Colombia ha collaborazioni internazionali?

Certo, non abbiamo solo collaborazioni con paesi sudamericani come Perù, Brasile o Argentina. In questo momento abbiamo una straordinaria collaborazione con l'Ecuador. Ma andiamo anche oltre. Abbiamo relazioni con gli Stati Uniti, con l'America Centrale, con il Messico e persino con l'Europa. Cosa che ci ha permesso di condurre grosse operazioni come in Spagna contro il narcottraffico . Questa nostra capacità ci ha permesso di allearci con molti paesi che soffrono il flagello del narcotraffico e combattere questa criminalità transnazionale.

Quali sono i rapporti con il Venezuela con cui condividete migliaia di chilometri di frontiera?

I rapporti sono difficili e non a causa dell'estensione della frontiera. I limiti sono definiti dall'intenzione o meno dell'altro governo di combattere il narcotraffico. Se un governo vuole aggredire il crimine transanazionale le frontiere non sono un problema. (

 

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