ANNO XII  Dicembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 20 Luglio 2018 06:24

ARCANGELO - uno spettacolo di e con Franco Ferrante

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Abbiamo visto questo spettacolo a conclusione della seconda giornata dei «4 giorni d’estate 2018» giovedì 19 luglio alle 21.30, presso Villa Vetusta a Taranto, la rassegna 'AMIAMO CIO' CHE FACCIAMO', organizzata dall'Associazione 'LA CITTA' CHE VOGLIAMO' .

Franco Ferrante s’impegna in quel formidabile teatro del monologhista che affabula il pubblico quasi a toccarlo in quell’empatico rapporto che cresce mano a mano prosperi il pathos, quello che i greci usavano per preludere alla tragedia.

Ma Ferrante comincia con l’ethos commediante, accattivante, per far entrare la vita a teatro, renderla teatrale, una reale che si specchia nel virtuale di Facebook, due piani sui quali si divide un padre ossessionato dal problema di un neonato malformato con una stranissima patologia, e problematizzato dal lavoro di attore.

Il pubblico viene coinvolto, per una storia, un avvenimento realmente accaduto e da subito si capisce che non c’è più finzione. Anzi il paradosso è proprio questo, la vita reale entra in scena, e diventa come il racconto di un padre a un amico al bar, pieno di scene, aneddoti divertenti dove il virtuale serve solo come rifugio.

E noi tutti diventiamo amici, si ride e ci si commuove. Ieri lo scrivente parlava di cuore e mestiere. Vivaddio quando un attore, che fa questo lavoro, entra in scena si vede se attiri il pubblico, lo fagociti nel suo monologo, lo faccia entrare nella storia. Una terribile storia che si consuma in pochissimo tempo. Quante persone possono raccontare tre mesi di passione per un evento sanitario che arriva su di noi come una ghigliottina? Devastante se si tratta di un neonato inerme del quale nei primi giorni non si capisce nulla. E i genitori quasi tendono a non voler vedere per non rinunciare alla gioia di godersi un bambino. Per fortuna - e questo l’attore lo dice fuori scena -, il bambino ora sta bene, ma quante altre storie si possono raccontare con lo stesso pathos? Una la propone lo scrivente per una storia di tumore risolta - e siamo nel cammino di Dio -, con il racconto lungo: “Il mio amore col fiore in bocca” che si può scaricare gratis. In conclusione possiamo davvero dire che Franco Ferrante ci ha mostrato un cammeo del suo mestiere di attore, classe 1966, di cinema e di teatro. Qui di seguito una sua scheda biografica.


SCHEDA 


Nato a Modugno, si forma con l’esperienza sulla scena già dall’età di 18 anni. In oltre trent’anni di attività artistica, Ferrante ha preso parte a numerose produzioni teatrali e cinematografiche. 
Spaziando da un repertorio classico con testi di Molière, Shakespeare e Pirandello, alle scritture contemporanee, Ferrante ha incontrato e lavorato con registi importanti del panorama teatrale italiano quali, Michele Bia, Carlo Bruni, Giorgio Barbiero Corsetti, Tonio De Nitto, Mimmo Mongelli, Franco Damascelli, Armando Pugliese.
Altrettanto altisonanti i nomi dei registi che Ferrante ha incontrato e con i quali ha lavorato per diverse produzioni cinematografiche, dai cortometraggi ai film per il grande schermo: Paolo e Vittorio Taviani, Edoardo Winspeare, Pippo Mezzapesa, Vito Palmieri, Sportelli, Marisa Vallone.
Nel 2006 Franco Ferrante produce e partecipa in qualità di attore protagonista al cortometraggio Meridionali senza filtro, di Michele Bia e premiato con il David di Donatello.
Nel 2017, diretto da Davide Barletti e Lorenzo Conte, Ferrante è nel cast del film La Guerra dei Cafoni che ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento e 1 candidatura a David di Donatello. 
Nello stesso anno, è protagonista del cortometraggio La Giornata di Pippo Mezzapesa . Il film, dedicato a Paola Clemente, bracciante pugliese morta di fatica nell'estate del 2015, ha ottenuto la candidatura ai David di Donatello, è stato insignito di un Premio speciale nella sezione dedicata ai film di impegno sociale ai Nastri d’Argento e ha ottenuto la nomination ai Globi d’Oro, premio conferito dall’Associazione della Stampa Estera. 

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