ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 24 Luglio 2018 05:44

Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono

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Lo Spirito mi ha fatto scegliere questo titolo, dal vangelo odierno, che parte dalla parola ‘beati’.

Leggo in zumero: ‘vitati (del) semea (dell’) Esserebe’, comprovato dalla prima parola della Bibbia: Bereshit: ‘luna-soleshit cammino ‘circolare’ere dell’Esserebe.

Be comprovato da be.ne:

Bene (fam.) be’ [lat. bene, da bonus, di etim. Incerta avv. (tronc. in ben avv. forma tronca di bene [1]).

L’etimologia è incerta proprio perché il zumero propone due sillabe separate: be ne. Inoltre:

Be = essere aperto. bad, be, ba9

   to open; to let out; to go away; to be at a distance (in space or time); to drive away; to separate, remove (regularly followed by ra2; cf. bara4 (to spread out, open wide; released; separated)[2] and semantics of bar; there were originally four separate signs: BAD; IDIM; TIL; USH2) (open container with motion away from) [BAD archaic frequency: 23][3].

Ben = essere apertibe al Signore En.

Essere beati = ‘viviti semia aperti’.

Beati i vostri –di voi che avete scelto di guardare qui- occhi, oculos vel igi.

Ukulus vel ugulus vel ighi-lus = sul-ighi vel sul-igi = sol-igi.

Qua emerge il sole, lat. sol solis; era più frequente syl, ed igi.

igi

n., eye(s); glance; face; aspect, looks; front (reduplicated ig, ‘door’ –no: giro di –ig-) [IGI archaic frequency].

v., to see.

adj., the main component of many stones names.

prep., before, in front of; in the presence of (with …-a(k)-se)[4].

Il sole del Padre ci guarda dall’alto, con forza kar e ci illumina:

igi-KAR2 (guru6?)

to look upon; to examine; inspect; to select (often with –si-) (‘eyes’ + ‘to illuminate’)[5].

I vostri occhi vedono perché sono illuminati nel contesto di questo sintagma.

Beati i vostri ‘orecchi’, auricula vel aures.

Au-ri-kula, au-resh: au-cammino-ku-la:

ku 3 …la2

   to settle an account; to pay (‘silver’ + ‘to weigh’)[6].

Aures:

Resh Rash = profumo, ribaltabile in sher, shar:

ser 2, sir2 [BU]

n., radiance; daylight (cf., sir2; se-er/ se(-er)-se-er) (Akkadian loan from seru(m) II, ‘morning’).

v., to shine brightly[7].

shar

(cf., sar, shar)[8].

shar2, sar2

n., totality, all; world; horizon; ball, counter, token; the number 3600 = 602; an area measure (many + ar3, ‘ring, coil’)[9].

sir, sir4

testicle(s); scrotum; bulb (many + to go out + to flow; cf., hir, nir, and gis2,3) [SIR archaic frequency][10].

sir2 [BU]

n., density (cf., ser2).

v., to accumulate; to monitor, check; to have the harvest/event/season approach, arrive.

adj., dense; weak, feverish (si; su3; sa5, ‘to be full; to grow weak’, + ir10, ‘swear’)[11].

sir-dili

(man with a) single testicle (‘testicle’ + ‘single’)[12].

sir3 [EZEN]; sur

n., song; lament (Orel & Stolbova #2258 *sir-/*sur ‘sing’)[13].

In au c’è un passaggio ‘terraa-cielou’ fondamentale.

Lat. audio ‘ascolto’, ‘udisco’ mostra sia udire, inusuale ‘udisco’, sia ascolto, che coniuga direttamente ash (Uno d’origine in zumero) + culto, kul-tu zum. ‘maneggio-Vento/Spirito’.

kul

   n., handle (base + ul, ‘pleasure; ornament’).

   v., to bring toghether, unite; to collect, glean; to roam, run.

   adj., heavy; thick; sexuality mature[14].

tu 15

(cf., tumu –wind-).[15]

Noi vediamo e possiamo ricostruire l’ascolto correttamente sui 4.000 anni. Non potevano farlo anche gli altri? Sì, se prendevano la fonte che fa vedere e si affidavano completamente ad essa.

È lo Spirito di Dio padre mediato da GESH.BU, ‘Albero (di) conoscenza’.

Sopra abbiamo visto la densità = BU = conoscenza in: sir2 [BU]

Lo ripropongo con l’Albero GESH di ‘conoscenza’ BU, conoscenza buona BWN.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?». 

Perché papa Francesco ha proposto il suo Gaudete et exsultate ad euro 1,5 e pochi lo leggono?

 


[1] Lo Zingarelli 2018.

[2] Halloran: 31.

[3] Halloran:27.

[4]John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 120.

[5] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 122.

[6] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 148.

[7]John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 257.

[8]John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 249.

[9] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 249.

[10]John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 261.

[11] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 235-236.

[12] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 261.

[13] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 261.

[14] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 150.

[15]John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 278.

 

Al terzo mese dall'uscita degli Israeliti dal paese di Egitto, proprio in quel giorno, essi arrivarono al deserto del Sinai. 
Levato l'accampamento da Refidim, arrivarono al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte. 
Il Signore disse a Mosè: "Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano sempre anche a te". 
Il Signore disse a Mosè: "Và dal popolo e purificalo oggi e domani: lavino le loro vesti 
e si tengano pronti per il terzo giorno, perché nel terzo giorno il Signore scenderà sul monte Sinai alla vista di tutto il popolo. 
Appunto al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell'accampamento fu scosso da tremore. 
Allora Mosè fece uscire il popolo dall'accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. 
Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. 
Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono. 
Il Signore scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. Mosè salì. 





Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,10-17. 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?». 
Egli rispose: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. 
Così a chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 
Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. 
E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. 
Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani. 
Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. 
In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono!»

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