ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 25 Luglio 2018 00:00

Aspettando la nuova curia…vediamo quant’è antica l’espressione kuria

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Osservo, in Francesco e lo Stato della Chiesa, n. 6 mensile Limes:

Aspettando la nuova curia Francesco cambia i curiali e accentra il suo potere, di Gianni Cardinale. La riforma dell’esecutivo vaticano è abbozzata in un progetto di costituzione apostolica che richiederà molto tempo. Intanto il papa indebolisce la segreteria di Stato e il potere dei cardinali curiali in vista del conclave. Gli italiani restano rilevanti.

*

Cardinale fa un’analisi interessante del potere (nel circolo di un decennio) nel Vaticano; con l’archeologia del linguaggio, propongo di analizzare lo stesso ambito sociale di diversi popoli nei millenni.

Aspettando la nuova curia vaticana osserviamo come ‘curia fu curia e fu stata kuria’.

Un filo ininterrotto multiculturale col significato di ‘governo del Regno’. Così è ora nel Vaticano, così è stata nel medioevo nelle corti, così fu nell’impero romano e prima in Roma repubblicana e regia, così nel Medio-Oriente fino ai zumeri.

La curia fu stata zum. kur.ia, ‘luogo del kur, (diremo in prima approssimazione: kur = regno)’ esattamente con lo stesso significato di assemblea consultiva del sovrano.

Vogliamo osservare la voce ‘curia’ italiana de lo Zingarelli 2018?

Curia [vc. Dotta, lat. curia (m), di etim. Incerta s.f. 1 nel diritto romano, ripartizione territoriale e amministrativa della tribù [luogo di riunione del senato e delle assemblee municipali] assemblea nel suo insieme 2 (stor.) nel Medioevo, organo amministrativo con funzioni giudiziarie [adunanza e assemblea popolare 3 (raro) tribunale [complesso dei magistrati di un luogo] 4 (romana) complesso dei dicasteri di cui si vale il Papa per trattare gli affari che riguardano la Chiesa [C. vescovile, dicesana, organo ausiliario del vescovo nel governo della diocesi che lo coadiuva nelle sue funzioni amministrative, disciplinarie e contenziose 5. Corte.

L’etimologia è incerta perché manca della materia dell’archeologia del linguaggio.

Guardiamo alla voce latina in Semerano.

Curia, -ae curia, nome di una delle più antiche ripartizioni del popolo in Roma; il luogo dove si radunava la curia per celebrare il suo culto; ‘curio’ sarebbe il sacerdote della curia. Fu accostato a ‘cura’, ‘curare’, a curoz autorità, al volsco couchriu inteso come co-vir. Etimologia ritenuta oscura. Curia, col significato specifico di “parte di territorio amministrato” scopre il ricalco della base di cur-tu-s: accad. kurru, aggettivo derivato da karu: kurru (suddividere, ‘to reduce in side or numbers’, cfr., karu (‘to be short’) e v. caro, carnis [osservo il circolo che unisce e suddivide nel kar mur, Capodanno zumero]. Ma, stando a Festo, curia designava anche il luogo, generalmente sacro, dove si riuniva la curia per celebrare il suo culto, e così il luogo dove si riuniva il senato, un tempio; perciò in ‘curia’ la base originaria si è incrociata con quella corrispondente ad accad. ekurru (‘temple as a building’; officials connected with the temple) che meglio chiarisce ‘curio’ sacerdote della curia.  

La tribù è l’insieme sociale assembleare che ci aiuta a scavalcare tutte le ripartizioni amministrative. La curia è la dimensione organizzativa stabile che collega le assemblee, insiemi variabili.

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