ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 03 Agosto 2018 07:19

La Casartigiani spiega il divorzio dalla Camera di Commercio di Taranto

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Camera di Commercio di Taranto Annicchiarico: “Si vuole sminuire l’importanza di quello che sta accadendo, nessuna campagna elettorale, ci stiamo solo ribellando ad un sistema che ha paralizzato l’economia locale.”

Lettera Aperta del Presidente di Casartigiani Taranto e Brindisi: Domenica Annicchiarico spiega le motivazioni per le proprie dimissioni dal Consiglio Camerale di Taranto.

“Sono anni che non condividiamo la visione e la gestione dell’attuale governace guidata dal Presidente Sportelli e dei suoi fedelissimi, che abbiamo sempre pubblicamente enunciato.
Dissenso che ho espresso anche nella funzione di Consigliere Camerale esprimendo sempre la non condivisione dei piani programmatici della Camera.
 Quello che è avvenuto ed avviene all’interno della Camera di Commercio di Taranto è aberrante ed è contro ogni logica democratica, si è spogliato del ruolo il Consiglio Camerale Organo Statutario di Governo, che rappresenta la volontà delle imprese che rappresentiamo, che non si riconoscono e non traggono di fatto benefici dalla politica perpetuata dall’attuale governo Camerale”.


L’Ente Camerale che dovrebbe essere il punto d’ incontro e di confronto delle rappresentanze delle Imprese, dei Lavoratori, dei professionisti, delle Banche e dei Consumatori doveva svolgere un ruolo importante nella nostra realtà economica visto la crisi industriale che da oltre dieci anni vive la stessa.


Doveva essere catalizzatore di progetti di dibattiti tra punti di vista differenti, ma si è dimostrato invece una oligarchia ove i maggiori vertici hanno imposto la loro visione antiquata e obsoleta a tutti i componenti camerali a vantaggio della sola visione industriale.

Voglio ricordare, infatti che l’Agenzia dello sviluppo, Agromed e tutti quegli organi che erano stati annunciati dal Presidente Sportelli come fonte di risoluzione delle problematiche di crisi complessa del territorio si sono dimostrati contenitori vuoti ove posizionare il proprio uomo di fiducia al fine di trarre vantaggi personali, di conoscenza e lustro.


In questo periodo se ben limitato, non ho assistito mai e non ho mai ricevuto invito a partecipare a tavoli di confronto nell’Agenzia per lo sviluppo o nel Consiglio o nelle commissioni della Camera di Commercio di Taranto, ne si è avuta la possibilità di confrontarsi su temi quali “il CIS”, il futuro dello sviluppo economico di Taranto e della sua provincia, sui temi dell’Artigianato, dell’Agricoltura o del Commercio.
Dimostrazione della mia affermazione è che nello stesso CIS dove la Camera di Commercio è componente, o negli eventi promossi, non si è mai parlato dei suddetti settori.

Sfido chi sicuramente ci attaccherà per conto di qualcuno, a sfogliare i social dell’Ente e le Carte dei programmi pluriennale Camerale ove si parli di azioni concrete per lo sviluppo delle imprese Locali.


Sicuramente alla mia lettera ci sarà una risposta del Presidente Sportelli ove ci contesterà di non  aver proposto niente, di non  aver contribuito attivamente alla vita camerale, a tal proposito gli consiglio di farsi un esame di coscienza del lavoro svolto  e dal lavoro  svolto dai  rappresentanti di in Giunta del settore Artigianato che vivono in letargo, e  che hanno ignorato le molteplici proposte inviate da Casartigiani all’Ente Camerale per citarne alcuni: Progetto Scuola bottega, Progetto Festival del Cioccolato e l’elenco è ancora lungo.

Il rammarico più grande di certo rimane la complicità delle Associazioni dell’Artigianato che continuano a sottostare in silenzio a questa desertificazione di un Ente che doveva essere fucina di rimedi per l’economia locale, accontentandosi di essere in Giunta o nell’Amministrazione di Enti Camerali.


E’ d’apprezzare di certo l’azione svolta dai colleghi dell’agricoltura del settore bancario che hanno scelto con coraggio di dimettersi anche da ruoli in Giunta e dalle partecipate dell’ente Camerale a difesa del futuro delle categorie da essi rappresentante dimostrando di non essere attaccati alle poltrone.


Come ho sempre detto non abbiamo mai avuto ambizioni di potere, non abbiamo mai voluto sottostare a logiche di potere di pochi alle spalle della collettività, per tale motivo mi sono dimessa e attenderemo alla finestra di vedere, che quello che abbiamo sempre denunciato sia chiaro alla luce dell’opinione pubblica: “Il Fallimento di una ristretta classe dirigente camerale, che deve ammettere che la sua visone di sviluppo basata solo sull’industria è utopia allo stato attuale”.

Voglio spiegare al Presidente Sportelli che ha dichiarato:” che non si candiderà più alla guida dell’Ente” che la nostra posizione è contro il Passato, Presente e Futuro della sua Gestione e dei suoi successori di emanazione Confindustriale che interpretano il futuro con il suo stesso punto di vista “Sportelliano.”


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