ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 23 Agosto 2015 10:26

Il Gesù di Scalfari non è risorto

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Dice sorprendente perché Pascal, citato senza commenti da Galantino, descrive Gesù non come Dio ma come un uomo, ‘santo di Dio, ma terribile con i demoni e senza peccato’. Un uomo con qualità ammirevoli, proprio perché uomo.

Così come lo concepiscono i non credenti che proprio perché uomo lo ammirano. Così lo considera ormai gran parte dell’Occidente moderno e secolarizzato. Fa parte di quell’incontro con la modernità che Francesco si propone di realizzare. [infra Quando un papa cita Ulisse e si oppone al potere temporale, re.: la Repubblica, domenica 23 agosto 2015: 27].

Questi sono pensieri espressi oggi dal fondatore de la Repubblica.

Io mi oppongo in amicizia a questa perversione del pensiero e dei propositi di papa Francesco. Noi non ci conosciamo, faccia a faccia, ma ho citato l’avvertimento di Scalfari otto giorni fa, con La Resistenza[1].

I moderni che non vanno in chiesa non hanno l’occasione di osservare le parole di Pietro del vangelo di oggi:

Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?».
Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna;
noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Il santo di Dio è colui che ha parole di vita eterna. L’opposto dell’uomo buono che muore.

Profondamente uomo, certo; lo dimostra la sua azione da dodicenne in predica tra i dottori del tempio, 18 anni dal tempo previsto dal Padre. Umile, lo dimostra il silenzio successivo. Ma figlio di Dio. A me lo prova il suo nome, in sumero Ges.ub, ‘albero. cielo’, che leggo si Ges. Bu, ‘albero. conoscenza’.

Ma, io non sono un religioso, pur essendo un credente praticante. Sono un monaco laico.

Dunque, ringrazio Scalfari per aver alzato il suo achtung di Ferragosto, e resisto con lui al cambiamento del ‘premierato’.

Tuttavia, il limite da esplorare sta anche nel pensiero liberale, come deve aver detto mons. Nunzio Galantino, che non ho avuto il piacere di sentire in diretta al meeting di Comunione e Liberazione.

Tocca specificamente a noi laici il compito di suggerire azioni politiche concrete da anteporre ai propositi dichiarati dal premier Matteo Renzi e dalla sua maggioranza, ossessionati dall’idea di offrire il lunedì sera delle elezioni il vincitore: il diritto di associazione – capace di impedire eventi come il funerale solenne in chiesa di Vittorio Santamonica- che ha alzato oggi l’ira del Vaticano-, il sindacato pubblico ed il partito disciplinato dalla legge che tolga ai politici l’idea di essere superiori alla legge.

Tali leggi discendono da

L’articolo 49 della Costituzione (Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.) che non ha ancora una legge che lo renda attivo!

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