ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 01 Ottobre 2018 04:46

Mascio in Wu Way al Parco della Musica

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Roma - Dita da chitarrista per una musica al sapore orientale che frizza sulle corde vibranti. Francesco Mascio presenta “Wu Way”, domenica 7 ottobre 2018 (data unica) alle ore 18:00 nell’Auditorium Parco della Musica (Sala Teatro Studio Borgna), il nuovo album del compositore tra radici jazz, influenze world e sperimentazione.

L’artista è da tempo alla ricerca dell’equilibrio musicale perfetto. Lui che da soli sei anni ha cominciato a suonare e ad approcciare a svariati generi. Afferma: “amo le filosofie, le regioni e le dottrine in genere. Infatti, ne ho attraversate un po’ e continuo a farlo. È bello scoprire che poi, oltre le differenze, c’è un’universalità in tutte e credo che ognuno di noi possa svilupparne una propria”. Già in passato sedotto dalle filosofie orientali che gli hanno permesso di comporre “Ganga’s Spirit”. È adesso il turno di “Wu Way” un simpatico e profondo gioco di parole tra il Wu di Wei e Way anglofono di via, il suo titolo. Qui prende piede la dottrina taoista e la non azione. Si tocca con l’acustica il tempo dedicato a se stessi nella ricerca dell’equilibrio psichico che favorisce quello vitale e il concetto di vuoto si fa spazio nell’ordine prioritario delle idee del chitarrista: “il pensiero è un po’ quello di libera la mente, fai vuoto, per far spazio al nuovo”. Un eccellente esempio filosofico di ciò che, banalmente, potrebbe essere definito come surplus dell’integrazione. Ecco il titolo, Wu Way o Via del vuoto.

Tempo e vicinanza hanno dato spazio all’interiorizzazione, fondendo le passioni più intime e il musicista come l’acqua che nel suo scorrere non teme ostacoli. “Anzi li fa propri!” Mascio ha così replicato con la sua creatività. Analizzata, destrutturata e discussa ha trovato il modo di fortificarla con i percorsi intrapresi e le contaminazioni subite inventando nove composizioni meticce: dalle derive Jazz e occidentali alla tradizione asiatica.

Perfettamente modulato l’utilizzo tra la chitarra e la singing bowl o le wind chimes, i dialoghi armoniosi tra Indian bells e Indian cymbals. Francesco, però, vuole esagerare e mette in scena le chitarre elettrica acustics e classica che possono contare sugli incantevoli intarsi di Sanjay Kansa Banik alla Tabla in "Balla Con Buddha", Gabriele Coen al Sax in "Tiziano Terzani" e Susanna Stivali alla voce in "Arpeggio Elementale".

Una musica che invita alla meditazione e al cammino, utilizzando onde morbide e movimenti ciclici, diretti al punto di equilibrio che passando per la preghiera e l’incanto portano miracolosamente all’ascolto. Nella via del vuoto, secondo l’artista, il disco dovrebbe comunicare l’ascolto di se stessi e degli altri, lasciandosi semplicemente andare. Il suo abbinare l’elegante prossemica scenica agli strumenti e alla melodia, abitando lo spazio e interagendo nell’ambiente circostante, permette di restituire allo spettatore un’esperienza completa che fonde habitat e mente.

Francesco avrà con sé le sue chitarre con relativi effetti (loop station) e darà Mu Way ai suoni: singing bowl, indian bells, cymbals, dan moi, wind chimes, shaker, clapping e altri oggetti sonori. Lui, che da quella Cassino, ricca di storia di ricostruzione, ha composto una carriera concertistica che lo vede in molte e importanti piazze d’Italia: da Torino a Caltanissetta senza dimenticarsi di passare per Milano, Bologna, Roma, Napoli e altre cittadine. Presente in Europa e negli Stati Uniti per numerosi album, tra cui: “Europa Jazz Quartet” (2012), “Mantra for a New Era” (2013), “Ganga’s Spirit” (2015), Jaggae” (2017) e ora sarà nuovamente all’Auditorium Parco della Musica con “Mu Way”.

Per chi volesse saperne di più sull’aspetto web social di Mascio potrà andare a sbirciare fra i suoi Link: https://www.facebook.com/FrancescoMascioArtist/

https://www.instagram.com/francesco_mascio/

https://twitter.com/francescomasc10

https://www.youtube.com/user/sarasvatrio

La sua vocazione è la sperimentazione, da oriente a occidente, senza confini per tradurla in musica e regalarla al resto del mondo.

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