ANNO XII  Novembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 03 Novembre 2018 08:58

Nel nuovo comunicato Anonymous attacca la Lega, «5 novembre fuochi d'artifici»

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Il collettivo di hacker assume una connotazione più politica e annuncia per il 5 novembre "qualcosa che non dimenticherete"  

Mentre la notizia di oggi mostra gli attivisti anonplus attaccare la home page della Siae (società italiana autori ed editori) - gruppo, diverso da Anonymous Italia, da LulzSec e dagli altri gruppi della galassia hacktivista italiana -  con un cambio di programma inatteso gli hacker attivisti di Anonymous hanno deciso di non rilasciare nuovi dati oggi, ma di spiegare con esattezza i motivi delle loro azioni con un comunicato che interloquisce direttamente con gli articoli che Agi sta pubblicando.

Gli hacker, che nei giorni scorsi avevano divulgato una gran messe di dati personali – nome, cognome, email, password – di individui appartenenti a enti e organizzazioni del mondo dell’università, dell’industria, della sanità e del giornalismo, chiariscono nel comunicato che non sono né criminali né terroristi.

Ribadiscono che Anonymous Italia, LulzSecITA e AntiSecIT sono “solamente un gruppo di Umani che si è stancato di ascoltare sempre le stesse identiche frasi dalle persone che cercano di governare un Paese di inestimato valore, che non merita questa fine.” E che il loro interesse è di “ridare i diritti ad un Popolo privato della propria privacy da ormai molto tempo.”

Come avevamo intuito dall’inizio dell’operazione Black Week, la “Settimana Nera”, il loro obiettivo rimane il governo Conte e le ipocrisie di chi, secondo loro, lo sostiene, media inclusi.

Nel comunicato ci sono due cose che è importante riportare.

La prima è che gli Anonymous hanno deciso di rivolgersi a distanza agli universitari da noi intervistati e che avevano criticato il loro modo di agire. Squarcina e Coppa, ricercatori in cybersecurity e allenatori della nazionale italiana dei cyberdefender del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), avevano sottolineato nelle nostre interviste il carattere non etico della divulgazione dei dati personali di studenti e lavoratori chiedendo agli Anon di mettersi al posto loro.

Per tutta risposta nel comunicato gli Anon si rivolgono a loro e gli dicono: “Sig.ri Marco Squarcina e Emilio Coppa, conosciamo benissimo la situazione delle università, e forse siamo anche noi studenti che non riescono a pagarsi le rette.” Lasciando persino insinuare il dubbio di essere essi stessi studenti che partecipano alle gare di cybersecurity universitarie come le gare di informatica Capture The Flag, una sorta di “rubabandiera digitale” tipico delle competizioni tra hacker.

La seconda è che il discorso degli Anonymous diventa ancora più esplicitamente politico. Gli “hacktivisti” (crasi di hacker e attivisti), attaccando “chi non fa crescere il Paese” e “si prende lo stipendio” si riferiscono proprio ai politici che siedono in Parlamento, i cui stipendi andrebbe usati meglio e attaccano la Lega di Salvini: “Ricordate quella "piccola" somma rubata dalla Lega? Una parte di quei ‘miseri’, 49 milioni di euro, che si dice vengano restituiti ad un tasso molto più basso del mutuo per una persona che compra casa, magari sarebbero potuti servire alle Università, come molti altri fondi sparsi per l'Italia senza uno scopo preciso, intascati dai Ladri seduti sulle loro poltrone.”

Il comunicato si conclude con un avvertimento che suona come una minaccia: “La settimana nera riprenderà come da piano, domani alla solita ora. Fino a quando non Vi sarà mostrato qualcosa che non dimenticherete, in una data che ricorderete per sempre, quella del 5 Novembre.”

Questo è il punto di vista di Anonymous. Noi come giornalisti non possiamo ignorarlo, a rischio di fargli da megafono, soprattutto dopo che il 2 novembre si è celebrata la Giornata mondiale per mettere fine all'impunità per i crimini contro i giornalisti, un giorno in cui ogni operatore dell’informazione rivendica chiaro e forte il dovere di fare informazione e il diritto dei cittadini di essere informati.

Le azioni di Anonymous hanno delle conseguenze per le persone e, nell’era dei social in cui sono sotto gli occhi di tutti, indipendentemente dagli scopi di Anonymous, noi giornalisti non possiamo non far sapere all’opinione pubblica dei pericoli che ognuno di noi corre quando non protegge i propri dati online.

D’altra parte la dottoressa Nunzia Ciardi, capo della Polizia Postale, che sta seguendo le indagini sulle intrusioni informatiche e la divulgazione non autorizzata dei dati presenti nei database violati dagli hacker ci ha detto: “Abbiamo allertato tutti i potenziali obbiettivi. Seguiamo le tracce di Anonymous da tempo e quando avremo delle novità investigative le renderemo note.”

Adesso non resta che aspettare il 5 Novembre, data in cui gli attivisti hanno promesso “fuochi d’artificio” sotto forma di nuove rivelazioni. (Agi Arturo Di Corinto) 

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