ANNO XII  Dicembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 02 Dicembre 2018 11:06

Copa Libertadores: il River Plate dice no alla finale di ritorno a Madrid

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Il River Plate non vuole giocare la finale di ritorno della Copa Libertadores a Madrid. E la societá argentina torna all'attacco con una nota pubblicata in cui rivendica la propria estraneitá agli incidenti del 24 novembre, di cui si sono assunti le colpe le autoritá che dovevano preoccuparsi dell'ordine pubblico.

calcio

Giocare a Madrid sarebbe una punizione "ingiustificata" per i 66.000 tifosi che erano ordinatamente allo stadio. Infine, se il River non ha responsabilitá degli incidenti, sottolinea la societá, non si capisce perché debba perdere il diritto a giocare nel proprio stadio come aveva fatto il Boca Juniors nella partita d'andata.

"Il club - si legge in una nota - comprende che la decisione della Federazione distorce la concorrenza, danneggia coloro che hanno acquistato il biglietto e incide sull'uguaglianza delle condizioni sportive, vista la perdita della possibilitá di disputare la partita nello stadio di casa".

I tre motivi del no a Madrid

In dettaglio, ecco i tre argomenti chiave. "In primo luogo la responsabilitá del fallimento delle operazioni di sicurezza relative a sabato 24 novembre è stata pubblica, apertamente assunta dalle più alte autoritá dello Stato. Ciò equivale a dire che gli eventi di cui River Plate si rammarica non sono in alcun modo responsabilitá del club".

Secondo: "Più di 66.000 persone presenti allo stadio hanno aspettato pazientemente per circa otto ore sabato e sono tornate allo stadio per la seconda volta domenica. A quegli stessi spettatori viene ora negata, in modo ingiustificato, la possibilitá di assistere allo spettacolo, in virtù dell'evidente differenza di costi e della distanza propria del luogo prescelto".

Terzo: "È incomprensibile che il più importante match del calcio argentino non possa svilupparsi normalmente nello stesso paese, nei giorni in cui si svolge un G20. Il calcio argentino nel suo insieme e l'Associazione calcistica argentina (AFA) non possono e non devono permettere a un pugno di violenti di ostacolare lo sviluppo del Superclasico nel nostro paese". 

 
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