ANNO XIII  Maggio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 03 Gennaio 2019 16:09

Diplomatico nordcoreano in Italia chiede asilo

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Jo Song-gil, ambasciatore della Corea del Nord di stanza a Roma, ha presentato domanda di asilo in un paese occidentale non identificato con la sua famiglia. Lo ha reso noto il quotidiano sudcoreano Joongang Ilbo, citando fonti diplomatiche anonime di Seul, secondo le quali la richiesta è stata presentata "all'inizio del mese scorso". Le autorità italiane stanno "studiando" cosa fare, ha detto il funzionario, aggiungendo che Jo è ora "protetto in un luogo sicuro".

 

Secondo l'agenzia sudcoreana Yonhap, Jo Song-gil avrebbe presentato richiesta di protezione personale al governo italiano all'inizio di dicembre, una procedura diplomatica volta a garantire che non verrà rimpatriato mentre aspetta che sia accolta la richiesta di asilo in un paese terzo. Secondo quanto riferito, quindi, le autorità italiane starebbero proteggendo Jo e la sua famiglia, in un luogo sicuro.

Tuttavia fonti del ministero degli Esteri hanno sostenuto che alla Farnesina "non risulta una richiesta di asilo" all'Italia dell'ex ambasciatore nordcoreano a Roma. Stando a quanto rivelato dalle fonti, infatti, alla Farnesina "risulta solo una richiesta di avvicendamento alla guida dell'ambasciata, cosa poi avvenuta".

Jo, 48 anni, è stato ambasciatore a Roma dall'ottobre 2017, dopo che l'Italia aveva espulso l'ambasciatore Mun Jong-nam in segno di protesta contro un test nucleare della Corea del Nord avvenuto un mese prima in violazione delle risoluzioni dell'Onu. Secondo il quotidiano JoongAng, è "noto per essere un figlio o un genero di uno dei più alti funzionari del regime del Nord".

INTELLIGENCE - Anche l'intelligence sudcoreana ha confermato che Jo Song Gil ha disertato e ha chiesto asilo mentre era di stanza a Roma. "Il mandato dell'ambasciatore facente funzione, Jo Song Gil, scadeva alla fine di novembre ed egli è fuggito dall'ambasciata ai primi di novembre" con la famiglia, ha riferito il parlamentare Kim Min-ki ai giornalisti al termine di un incontro a porte chiuse con i servizi segreti sudcoreani. Kim non ha fornito dettagli sul luogo in cui Jo si trova e non ha detto se intende chiedere asilo in Corea del Sud. L'intelligence sudcoreana "non ha tentato di contattare Jo nè è stata contattata da parte sua negli ultimi due mesi", ha affermato il parlamentare sudcoreano.

DEFEZIONI - Quella di Jo è l'ultima defezione di alto livello tra le fila dei funzionari di Pyongyang all'estero. L'ultimo alto diplomatico nordcoreano a disertare era stato Thae Yong-ho, che ha abbandonato il suo incarico di vice ambasciatore a Londra nel 2016 per - disse lui stesso - dare un futuro migliore ai suoi tre figli dopo l'ordine di tornare in patria. I diplomatici nordcoreani impiegati all'estero sono spesso tenuti a lasciare in patria diversi membri della famiglia - in genere bambini - per scoraggiare la loro defezione. Tuttavia Jo è arrivato a Roma nel maggio 2015 con moglie e figli, probabilmente perché appartiene a una famiglia privilegiata, suggerisce il quotidiano JoongAng. Sconosciuti al momento i motivi della diserzione. (Adnkronos)

 
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