ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 19 Gennaio 2019 04:24

Alessandria – "Rete ambientalista in Procura per l’inquinamento" resoconto convegno di ieri

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La trascrizione della relazione di Lino Balza  "Carta canta" . Questa che ho in mano è la denuncia presentata ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ALESSANDRIA. Convegno svoltosi Venerdi 18 gennaio. 

 

E’ l’ultimo ESPOSTO, del 2017, firmato da Barbara Tartaglione e Lino Balza. Il primo è del 2008.

Denunciamo (testuale): gli estremi di reato in cui incorrono le Autorità di Alessandria e del Piemonte preposte alla tutela della salute pubblica per i loro comportamenti difformi dalle Omologhe del Veneto, pur in presenza di condizioni ambientali e sanitarie del tutto coincidenti. Provocate cioè dagli inquinamenti PFOA di Miteni a Trissino e da Solvay a Spinetta Marengo.

Da notare che Miteni (fornitrice di Solvay) e Solvay (utilizzatrice) si sono scambiati lo stesso direttore (Luigi Guarracino)  e lo stesso medico specialista di fabbrica (Giovanni Costa).

Dello scandalo Miteni e dell’emergenza Veneto hanno già relazionato chi mi ha preceduto. Ad Alessandria noi l’allarme l’avevamo lanciato anni prima: nel 2008. Eppure nel 2017 siamo ancora a denunciare con codesto esposto. (E ancora nel…2019).

Nel 2008 l’allarme fu urbi et orbi, locale e nazionale. Prima con esposti individuali di nostri tre Soci e poi con una campagna nazionale. (Per inciso. I tre lavoratori saranno colpiti da rappresaglie e costretti a lasciare lo stabilimento di Spinetta. Chi vi parla era già stato licenziato anni prima da Montedison per aver ripetutamente denunciato, fra l’altro, proprio le schiume di Pfoa in Bormida). 

Nel 2008 la Sezione di Medicina democratica di Alessandria condusseuna campagna nazionale per la messa al bando del PFOA scaricato in Bormida fino alla foce del Po, denunciando anche ai massimi livelli sanitari la presenza del veleno nel sangue dei lavoratori, a loro volta addirittura donatori di sangue. Sul nostro Blog della Rete Ambientalista sono archiviati 150 interventi sulle questioni PFAS PFOA. Il nostro libro “Ambiente Delitto Perfetto” ne parla diffusamente.

Vi ripropongo alcuni minuti tratti da una lunga intervista televisiva rilasciata 10 anni fa davanti allo scarico Solvay in Bormida (lo scarico è sempre lì, potete andare a vederlo).

VIDEO. Questa parte dell’intervista insiste sulla denuncia della presenza di PFOA nel sangue: “L’ASL ha la responsabilità di provvedere direttamente alle analisi del sangue dei lavoratori, di verificare quelle fornite ai lavoratori da Solvay, la quale non può essere controllata e controllore di se stessa, nonché di procedere ai referti della popolazione a rischio, in merito particolare alla presenza di queste sostanze pericolose, fornendo delle stesse completi parametri tossicologici e sanitari di concerto con ARPA. Sottolineiamo che per Medicina democratica i valori limite devono essere zero. Chiediamo nuovamente che i risultati delle rilevazioni siano portati a conoscenza individuale degli interessati e della collettività tutta: tale riteniamo sia l’obbligo della Sindaco di Alessandria (Rita Rossa), peraltro già insolvente del Referto epidemiologico e dell’Indagine epidemiologica della Fraschetta. Chiediamo inoltre al direttore generale ASL Alessandria Paolo Marforio, all’assessore Regione Piemonte alla Sanità Antonino Saitta e al Ministro della salute Beatrice Lorenzin, di impedire su tutto il territorio nazionale trasfusioni di sangue contenenti tali veleni. Il documento è stato inviato alla Procura, a tutti i sindaci della provincia, a tutti gli ospedali, Arpa, Avis ecc.”

Carta canta. Dieci anni dopo (e ancora oggi) con codesto esposto, ma anche con  lettere aperte raccomandate a Regione Arpa Asl sindaco assessori, denunciamo  che nel territorio alessandrino non hanno riscontro in ambito Asl e Arpa analisi e interventi ispettivi che invece si stanno svolgendo in Veneto.Che - oggi possiamo commentare - sono criticabili e criticati, ma che almeno sono stati realizzati, mentre ad Alessandria neppure quelli.

E allora possiamo ripetere ciò che scrivemmo allora: l’inerzia e il silenzio di Comune Asl e Arpa alessandrini ai nostri esposti rappresentano uno scandalo che colpisce la salute della cittadinanza.

Si tratta si gravi reati di omissione. Sono enormi le responsabilità, nel corso degli anni, delle amministrazioni (di ogni colore), comunali, regionali, asl, arpa, perché gravi sono gli effetti del PFOA che permangono per decenni nell’acqua e nel sangue dei lavoratori e dei cittadini.

Ce ne parlerà Claudio Lombardi, assessore all’Ambiente della passata Giunta.  

Il risultato della nostra campagna nazionale fu l’eliminazione del PFOA (proveniente da Miteni) dalle lavorazioni della Solvay di Spinetta.Però è stato sostituito  con il uiQC6O4: sale ammonico inodore, scarsamente biodegradabile, corrosivo, tossico per ingestione inalazione e contatto, principale organo bersaglio il fegatosospettocancerogeno, mutageno e teratogeno.

Allora anche per il C6O4 (e anche per l’ADV) abbiamo chiesto all’ARPA campionamenti: silenzio.  E anche abbiamo coinvolto Asl, Sindaco e Assessore all’ambiente: silenzio. E abbiamo denunciato per l’ennesima volta le relative omissioni nell’esposto alla magistratura. Carta canta.

Anche le responsabilità della Magistratura alessandrina, dunque, sono enormi. Finalmente, come effetto di una lotta condotta per quasi mezzo secolo, anche pagando salati prezzi personali, finalmente nel 2008 è stato avviato un procedimento penale contro Montedison/Solvay. Il quale si è concluso, anche in Appello, con una sentenza scandalosa. Le motivazioni, nella sentenza,  si gonfiano con esclamazioni catastrofiche, corrispondenti alla realtà: “un evento distruttivo di proporzioni straordinarie”, “ un avvelenamento delle falde difficilmente reversibile”, “sprezzo assoluto degli imputati all’incolumità pubblica”.  Poi, nella condanna, la sentenza si sgonfia come un palloncino: assolve praticamente tutti gli imputati, a cominciare dagli amministratori; non riconosce risarcimenti alle centinaia di Vittime morte e ammalate, se non indecenti mance ad alcune;  e la bonifica –checchè ne scrive la propaganda Solvay sui giornali- è una balla: quella vera non è mai stata avviata e dunque non sarà mai conclusa, altro che “entro il 2029”. Compreso il Pfoa.   Ripeto:  una sentenza scandalosa che ben merita il posto d’onore nel nostro libro “Ambiente delitto perfetto”, una sentenza che ha anche prodotto il mio abbandono a Medicina democratica dopo 40 anni dalla fondazione, a causa del rifiuto della presidenza a tutelare le Vittime (morti e ammalati) in un processo in sede civile.

In Veneto per il Pfoa la Procura ha rinviato a giudizio 13 indagati. Ad Alessandria fino ad oggi nessuno.

Nel 2008,  nel processo penale non era stato preso in considerazione il Pfoa tra i 21 cancerogeni che (ancora oggi) stanno scendendo nella falda acquifera. Perché? Perché il pubblico ministero non aveva inserito il Pfoa tra i 21 del cocktail. Perché? Perché l’Arpa non l’aveva trovato nelle analisi. Perché? Perché non l’aveva cercato. Se non lo cerchi, non lo trovi! Come l’Asl che non lo cerca nel sangue. Perché? Perché il sindaco, massima autorità sanitaria locale, non glielo ordina. Perché? Perché i sindacati se ne fregano. E anche i giornalisti…

Tutte queste responsabilità sono enormi. Le ribadisco per l’ennesima volta, l’ultima volta, presumo, ad Alessandria, visto che a breve mi trasferirò lontano: da questa classe dirigente di fatto e di diritto storica connivente con il suo maggiore inquinatore. Resterà il “Movimento di lotta per la salute Giulio Alfredo Maccacaro” a contribuire alla spinta propulsiva generata da questo Convegno, della quale tratterà Godio. 

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