ANNO XV Gennaio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 12 Marzo 2019 14:51

Il Venezuela è in ginocchio, colpito dal più grande blackout della storia. Le mie 72 ore al buio totale

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Il Venezuela è in ginocchio, colpito dal più grande blackout della storia. Nel reparto neonatale dell'ospedale universitario di Maracaibo sarebbero morti almeno 80 bambini.

Io da stammani sono rientrato nel 2019 ho luce, internet e acqua. Non tutto il Venezuela però è nella mia stessa condizione. Risulta che ancora in molte zone di Caracas e del Paese si è senza luce, acqua e internet da oltre 110 ore. Da Giovedi 7 marzo alle 16.50 ad oggi 12 marzo la morte di neonati in incubatrice o di persone in reparti intensivi da fonti giornalistiche internazionali e nazionali, supera i 300 morti. Si registrano saccheggi a Caracas, Maracaibo ecc... Il danno economico di Industrie, imprese, artigiani ecc... è enorme, il regime di Maduro ha dichiarato non lavorativi ieri e oggi, la emergenza ora è l'acqua, che soprattutto nei quartieri più poveri non c'è, qui a Caracas pur di avere acqua i poveri dei Barrios (Favelle in brasiliano) la stanno prendendo dal fiume Guaire, una vera fogna a cielo aperto dove defluiscono le fogne di 7 milioni di abitanti di Caracas.

72 ore vissute peggio degli indigeni prima dell' arrivo di Cristoforo Colombo, peggio perché loro erano: 1) abituati 2) erano organizzati 3) era la loro normalità 4) oggi gli indigeni Pemones hanno visuto male insieme a tutto il Popolo del Venezuela queste 72 ore di mancanza di luce, acqua e servizi e a 110 ore il 30% del Venezuela continua ad essere al buio.

Tramite cellulare e a consumo dati scrivevo su Facebook: raccolto legna fatta brace per il secondo giorno, cucinato la carne scongelata ...fatto il caffè sulla brace se continua assenza di luce siamo a 48 ore senza, mi costruisco arco e frecce e vado a caccia per la montagna...

Ma ripeto almeno il 30 % del Venezuela, comprese alcune zone di Caracas, sono da 110 ore senza luce e pensare che nel 2013 dopo una serie di interruzione di energia elettrico Maduro fece un decreto che dava alla Guardia Nazionale, con la assistenza di militari e tecnici cubani, il controllo di tutte le Centrali elettriche del Venezuela.

 

Il Venezuela è in ginocchio, colpito dal più grande blackout della storia. Nel reparto neonatale dell'ospedale universitario di Maracaibo sarebbero morti almeno 80 bambini.

 

Ottanta bimbi morti in nel reparto neonatale di un ospedale paralizzato dal blackout in Venezuela. È la notizia shock twittata dal senatore repubblicano Marco Rubio, mentre da Caracas il governo Maduro annuncia la decisione di chiudere scuole e uffici e il leader dell'opposizione Juan Guaidò quella di chiedere lo stato emergenza in un paese ormai a pezzi. A quasi 110 ore dall'inizio del più grande blackout della storia, il Venezuela è in ginocchio, completamente bloccato, senza mezzi di trasporto e provviste. Ma le notizie più drammatiche arrivano proprio dagli ospedali, che non possono utilizzare i macchinari salvavita.

“Secondo alcune informazioni almeno 80 sono i morti nel reparto neonatale dell'ospedale universitario di Maracaibo, Zulia, da quando è iniziato il blackout giovedì”, twitta Rubio, postando la notizia della tv venezuelana VPItv. E aggiunge: «” ingenti aiuti non saranno consegnati presto, il timore è che ci sarà una catastrofe senza precedenti”. Timore condiviso da Guaidò che ha deciso, ieri, di chiedere al Parlamento di dichiarare lo Stato di emergenza nazionale e ha fornito una serie di dati in grado di delineare plasticamente la drammatica situazione nel paese: il blackout continua a lasciare al buio completo 16 stati del Venezuela, mentre altri sei hanno solo parzialmente l'energia elettrica.

La totale assenza di elettricità è costato finora al settore privato, in un paese già economicamente in ginocchio, 400 milioni di dollari. Una situazione insostenibile che non sembra però preoccupare Maduro e i suoi, che continuano a postare tweet rassicuranti, pur correndo ai ripari. “Il governo bolivariano ha deciso di sospendere le lezioni e le attività lavorative lunedì 11 marzo e marted' 12 marzo - ha scritto il ministro della Comunicazione Jorge Rodriguez - per sconfiggere, con la forza della verità e della vita il brutale attacco terroristico contro il popolo. Insieme vinceremo”. E poco dopo ha twittato Maduro, postando un video che lo riprende tranquillo e sicuro di sé, mentre dà indicazioni ai governatori e li invita a mantenere la calma: “Continuiamo a lavorare per recuperare il sistema elettrico nazionale», scrive, assicurando che "la macabra strategia di portarci ad uno scontro fallirà. Vinceremo!”. In una riunione ieri Maduro ha incitato i Collettivi Armati della Rivoluzione, formazione paramilitare, a difendere a ogni costo la Rivoluzione!

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