ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 31 Marzo 2019 10:53

Ferrara - Riaperture Festival di Fotografia

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Riaperture, il Festival di fotografia a Ferrara, sta per tornare. Il tema della terza edizione è ‘Futuro’. Il futuro che germoglia nelle indagini sociali, il potenziale sommerso che la fotografia fa emergere, superando il suo limite, congelare l’istante, per diventare liquida, in divenire, elettrica.

Nuovi sviluppi, promesse da cogliere, indagini per far accadere quello che ancora non è compiuto.

La fotografia è l’essenza della realtà e la sua negazione. Quanto di più vero possa essere prodotto, perché la fotografia è la riproduzione della realtà, senza alterazioni. Quanto di più falso possa essere realizzato, perché la fotografia è anche immobile, artificiale, filtrata, riproducibile. Riaperture riparte dal Reale: la seconda edizione del festival di fotografia a Ferrara indagherà tutte le contraddizioni dell’esistente. Reale è la cruda e onesta raffigurazione di ciò che accade nelle nostre vite. Reale è il falso progettato dall’autore che diventa tangibile, vivo e dunque realtà nel momento dello scatto. Reale è la sensazione che la fotografia scaturisce in chi la guarda, e dalle pareti non escono alieni ma domande, reazioni sottocutanee e cerebrali, emotive: l’indagine costante dell’osservare, l’ossessione meticolosa di assorbire tutte le possibilità di un’immagine, ridandole ulteriore vita dopo che l’autore ha congelato l’istante. Reale è la visione del fotografo, che può decidere di costruire interamente la scena, ma implementando un mondo tutto suo, dunque autentico nella sua onestà artistica. Reale è il saper prendere posizione: la fotografia illumina le nostre identità, a seconda di come reagiamo.
 
 
 
Riaperture è il festival della fotografia che riapre gli spazi chiusi di Ferrara: luoghi comuni perché appartengono alla comunità, siano essi privati o pubblici, legati dal destino di far parte della storia comune di una città. Spazi che hanno un vissuto alle loro spalle, che hanno avuto mille usi e scopi diversi, che assumono durante il festival la stessa funzione: diffondere immagini. Non sono musei, non sono luoghi pensati per diventare sedi espositive: sono spazi terribilmente reali nel ricordarci le nostre inadempienze da cittadini, il loro abbandono, e nel saperci infondere proprio nel reale una nuova linfa, quando sappiamo rigenerarli e rilanciarli. Lontano da ogni retorica della rappresentazione, Riaperture è il festival che porta storie “vere” in luoghi “veri”. Reali. Porta la realtà tra le mani di chi guarda, senza spiegarla, sussurandola o sognandola o sbattendola in faccia allo spettatore. Tutto è reale: gli spazi del festival, che non sono cartoline ma circostanze intimamente correlate alle nostre vite, passate, presenti o future. Tutto è reale: le intenzioni dell’autore, i risultati dell’opera, le nostre reazioni emotive.
 
 
Reale è l’indagine costante della fotografia: profonda, costante e meticolosa ricerca di tutte le possibilità della vita. La seconda edizione di Riaperture inizia con un dubbio: abbiamo esplorato davvero tutte le possibilità di un elemento, una situazione, un problema? Conosciamo tutte le possibili reali soluzioni? Ogni mezzo di indagine è lecito: la surrealtà non nega la realtà ma anzi la sostituisce, la rispecchia, la ricrea ancora più vera. La realtà smette di essere reale se distogliamo lo sguardo: luoghi chiusi diventano miti, leggende e poi oblio. Riaprirli significa riportarli alla realtà. La realtà è liquida, è lo spazio circostante che si modifica nel dialogo con gli allestimenti, assumendo nuove forme che ne rendono, ora sì, viva la sua percezione. Dietro una foto appesa o una porta chiusa, alla fine di un progetto fotografico o di due weekend di un festival, ci sono state e ci saranno sempre e solo domande. Da portare con sé nella realtà di tutti i santi giorni: ma che cosa stiamo guardando?

Programma

In programma mostre, workshop, letture portfolio, incontri e tanto altro. Ferrara aprirà alla fotografia luoghi nascosti, dimenticati, segreti. Per finire dietro casa, in giro per il mondo, per perdersi dentro e fuori di sé.

Le mostre saranno ospitate nei luoghi di Ferrara riaperti per l’occasione e saranno tutte visibili con il biglietto unico di ingresso, acquistabile in prevendita anche online sul nostro sito.
Gli autori saranno presenti a Ferrara nei weekend del festival e saranno organizzate visite guidate per spiegare direttamente con la loro voce le proprie opere.

Vedi sito per il programma dettagliato.

Il tema della terza edizione è il 'Futuro', che sarà sviscerato in molteplici direzioni grazie alle storie di autori nazionali e internazionali.

Saranno presenti in mostra al festival: Gianni Berengo Gardin, Francesco Cito, Elinor Carucci, Simon Lehner, Claudia Gori, Mattia Balsamini, Fabio Sgroi, Eugenio Grosso, Tania Franco Klein, Ettore Moni, Claudio Majorana, Zoe Paterniani, Marika Puicher e Giovanni Cocco. Annichilito da prospettive curve su sé stesse, riposto in un asintoto irraggiungibile, ignorato da una realtà concentrata solo su ciò che è, atrofizzato da una narrazione contemporanea dove "il peggio" deve ancora venire, Riaperture ha scelto di (ri)portare al centro della scena il tempo che deve ancora arrivare.

La manifestazione sarà dislocata a Factory Grisù, ex caserma dei Vigili del Fuoco ora consorzio di imprese innovative e oggetto di un percorso di rigenerazione, a Palazzo Prosperi Sacrati, uno degli edifici storici più belli della Ferrara estense, situato al centro dell'Addizione Erculea e chiuso da anni. Riaperture riaprirà ancora una volta, la seconda dopo il terremoto del 2012, Palazzo Massari, storico edificio ferrarese in fase di restauro, che quest'anno potrà essere visitabile anche all'interno senza impalcature. Altri luoghi del festival saranno la "Salumaia" dell'Hotel Duchessa Isabella, uno spazio solitamente inaccessibile ai clienti dell'albergo, e il negozio di via Garibaldi 3, attualmente chiuso, come simbolo per le attività commerciali del centro storico da riqualificare. Pochi giorni prima del via al festival sarà annunciata l'ultima sede espositiva, una vera prima volta sia per cittadini ferraresi che per i turisti. Tutti i luoghi del festival saranno accessibili anche alle persone con disabilità.
Riaperture Photofestival Ferrara 2019 indaga il futuro, e per iniziare il suo viaggio, parte da 10 anni fa con 'Displacement', il progetto di Giovanni Cocco e Caterina Serra che indaga le conseguenze sugli abitanti de L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009. La mostra è allestita 'a cielo aperto', sospesa lungo l'intera via Mazzini e visitabile quindi gratuitamente.

ASSOCIAZIONE RIAPERTURE
Via Ortigara, 13 +39 335 7571281; 348 9211531.

 

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