ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 24 Maggio 2019 18:17

Carlos Gullì (Cosmo de la Fuente): "Come italo-venezuelano ho sentito il dovere di schierarmi"

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Riceviamo e pubblichiamo l'articolo di Carlos Gulli (Cosmo de La Fuente) candidato di Forza Italia al Consiglio Regione Piemonte dove si vota il 26 maggio 2019.

Gli italo-venezuelani e i venezuelani residenti in Italia formano una comunità che, sebbene non sempre coesa nelle iniziative, bisogna riconoscere il lavoro dei suoi integranti; dal nord al sud dell’Italia, si sono dati da fare molto affinché la tragedia del nostro Paese venisse a conoscenza. Sì, è vero, gli italo-venezuelani siamo un po’ divisi, ma ci accomuna un unico obiettivo: la caduta di Maduro e la rinascita del Venezuela. Quando, nel lontano 2002, smisi i panni di artista e cominciai a scrivere e a criticare le malefatte di Chávez, non pochi intellettuali di sinistra mi attaccarono, ma il tempo ha dato ragione a quanti avevamo già capito che il futuro del Venezuela sarebbe stato tutt’altro che roseo.

Oggi il Venezuela versa in pessime condizioni. Una catastrofe umanitaria senza fine. Il governo giallo-verde non ci ha aiutato non riconoscendo quella che rappresenta per noi la speranza di recuperare la democrazia del nostro paese, mentre la situazione di stallo comincia a pesare. L’Italia dei governanti ci ha tradito e ne sospettiamo le ragioni e gli interessi, il tutto peggiorato dalle notizie fuorvianti di alcuni giornalisti compiacenti. Non credo di sbagliare se dico che non ci accontentiamo più di semplici parole e promesse da marinai.

Anni di lotta, di delusioni, di speranza non possono essere cancellati. Non è comprensibile come possano ancora esistere opinioni per “partito preso”, di individui che chiudono gli occhi di fronte a una crisi senza precedenti tentando, addirittura, di sostenere la dittatura di Nicolás Maduro. I rappresentanti diplomatici del dittatore del Venezuela in Italia, hanno un motivo “comprensibile” di mentire e di nascondere la verità, quello di essere stipendiati e “coccolati” dal regime, ma gli altri che motivi hanno? Che dire poi di alcuni italiani che oltre a recitare la solita cantilena dell’America colonizzatrice non sono in grado di giustificare la vera invasione del Venezuela perpetrata da un ventennio dal castrismo, trasformatosi poi in castro-chavismo e quella più attuale della Cina e della Russia? È chiaro che le intenzioni non sono delle migliori. Temo che i “veri” invasori stiano programmando la spartizione del territorio venezuelano ricco di risorse

Mi domando quale sia il criterio di dichiararsi pro diritti umani per poi sorvolare sui morti che il regime di Maduro ha causato e sui numerosi crimini da lui commessi. Oltre 3 milioni di venezuelani hanno abbandonato il Paese dando origine alla più grande diaspora dell’America Latina. La repressione, le morti per denutrizione, le torture e i circa 1000 prigionieri politici sequestrati dallo Stato passano in secondo piano pur di difendere ideali che vorrebbero essere di sinistra ma che non hanno nulla a che fare con ideologie politiche. Quello che accade in Venezuela è pura criminalità di un potere dittatoriale e mafioso. Secondo il New York Times, il Venezuela vive il peggior collasso economico di un paese non in guerra.

“Risulta difficile pensare a una tale tragedia umana che non sia il prodotto di una guerra civile”, ha dichiarato Kenneh Rogoff, professore di economia dell’Università di Harvard, economista del Fondo Monetario Internazionale. “Questo è l’esempio più eclatante, in decenni, di politica fallimentare” ha pure ribadito.

L’attivista per i Diritti Umani Alfonzo Bolívar ha dichiarato che le taglie e il peso dei bambini venezuelani sono diminuiti molto per la cattiva nutrizione e la denutrizione severa, poiché le loro famiglia non possono acquistare i prodotti basici per un’alimentazione bilanciata.

Le morti per mancanza di medicine negli ospedali privi di attrezzature, la mancanza di acqua, i black-out continui non sono prove del dramma che si vive in Venezuela? Per alcuni sembra proprio di no. Non possiamo accettare che il governo italiano resti neutrale di fronte a questo disastro e come italo-venezuelano denuncio, mi ribello e continuerò a farlo.

Alcuni mesi fa alcuni parlamentari dell’opposizione italiana hanno iniziato ad accorgersene, bisogna ringraziare questi interventi in Parlamento che sono stati il prodotto di un lavoro di informazione e d’inchiesta da loro richiesto. Se da una parte ha aperto gli occhi di molti italiani, dall’altro non ha dato i frutti sperati, riconoscendo Juan Guaidó presidente ad interim del Venezuela.

La collaborazione con l’On Mara Carfagna, vicepresidente del Parlamento, la ricerca di informazioni, evidenze, dati e statistiche è riuscita a far breccia tra le fila di molti rappresentanti della politica italiana. Chi può negarlo? Chi può dimenticare gli interventi del Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani in favore della libertà del Venezuela? Non sono soltanto parole e ho avuto le prove dell’interessamento del partito che presiede Silvio Berlusconi.

Quando mi è stata proposta la candidatura a Forza Italia, come consigliere della Regione Piemonte, regione dove vivo da quasi quarant’anni, in cui ho studiato e mi sono laureato, in cui ho lavorato e dove, molti anni fa, ho cominciato a organizzare le manifestazioni per il Venezuela molti anni fa, sono rimasto sorpreso. Non sono un politico, ma provare a dare un contributo più incisivo in favore della causa venezuelana e, soprattutto in aiuto ai venezuelani che vivono in Italia, mi ha convinto che dovevo almeno provarci. La proposta è arrivata dal partito che considero il più vicino ai miei ideali di giustizia, libertà, meritocrazia e rispetto del lavoro. Certo è un cammino duro e difficile riuscirci ma, comunque vada, continuerò la mia lotta. Come giornalista freelance continuerò a scrivere, come mediatore interculturale mi occuperò dei miei fratelli venezuelani e offrirò il mio aiuto alle diverse comunità e, come venezuelano, seguiterò a sperare di rivedere il mio paese di nascita nuovamente libero.

Carlos Gullì (Cosmo de la Fuente)

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