ANNO XIV Gennaio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 31 Maggio 2019 09:55

Allarme ACNA a vent’anni dalla sua chiusura

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Imposta dopo dodici anni di lotta incessante delle popolazioni di Valle Bormida, che raggiunse notorietà nazionale. Il  colossale ammasso di sostanze tossiche confinate e non rimosse alla ex Acna di Cengio (oggi Syndial/ENI)  incomberà in eterno sulla Valle Bormida piemontese: per il trattamento della ineliminabile produzione di reflui causati dal dilavamento delle acque meteoriche e di falda.

Sul Sito della Rete Ambientalista   Pier Giorgio Giacchino   ripercorre le ferite rimaste aperte alla chiusura: i danni alla salute passati e presenti nascosti e negati, la pessima messa in sicurezza spacciata per bonifica, e le stesse migliorate condizioni superficiali del  Bormida  che non dicono nulla, anzi possono nascondere l'amplissima varietà delle molecole generate dall'inconfondibile DNA ACNA.  Il  più antico e noto disastro ambientale di questo Paese è altresì una costosissima occasione perduta di rinascita: spesi oltre 350/400 milioni di euro e con risarcimento ancora a zero. Si direbbe un fallimento senza precedenti.  “E' d’obbligo per tutti una exit strategy da questa storia infinita” conclude Giacchino. “Ci stiamo riorganizzando” sul Sito commenta Roberto Meneghini. Sul Sito della Rete Ambientalista trovi anche:

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