ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 16 Giugno 2019 09:07

L'OMS in 7 punti vara un piano globale di azione per la demenza 2017-2025

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Ci siamo, l'abbiamo anticipato più volte, ora è ufficiale, il 29 maggio u.s l'Organizzazione mondiale della Sanità ha varato un piano di azione per invitare i governi, le autorità locali a muoversi per adottare nuovi interventi allo scopo di aumentare la consapevolezza della demenza.

Abbiamo cercato più volte di sollecitare il pubblico servizio sul fatto che, nella logica che prevenire è sempre meglio di curare, stante il percorso indicato dall'OMS di un periodo di 8 anni, va fatto ora qualcosa prima che arrivi un tornado di problemi sul Welfare comunale e sulle famiglie. Il piano dell'OMS, che ci arriva via email dall'Associazione Falantrha Onlus - Alzheimer più di Taranto e  che pubblichiamo, è davvero ineccepibile; esso prevede azioni atte in linea di principio a:

 

qridurre i rischi associati al declino cognitivo;

qmigliorare la ricerca e i servizi preposti alla diagnosi e all’assistenza;

qpotenziare il supporto ai familiari e caregiver;

qinvestire nuove risorse nella ricerca scientifica

 

Il Piano illustra sette aree specifiche di intervento:

1. Demenza come Priorità di Salute Pubblica


2. Consapevolezza e Comunità amiche della Demenza
I governi e le associazioni Alzheimer dovrebbero lavorare insieme per aumentare la consapevolezza della demenza, che è la vera chiave per poter progredire.

3. Riduzione del Rischio
Il rischio di sviluppare la demenza sarà di certo minore se entro il 2025 tutti i Paesi raggiungeranno gli obiettivi previsti dal Piano.

4. Diagnosi, Trattamento e Assistenza della Demenza
Lo scorso anno il Rapporto Mondiale Alzheimer 2016, redatto da Adie intitolato “Migliorare l’assistenza sanitaria ai soggetti con demenza”, invitava a un’azione comune per estendere l’assistenza sanitaria a tutte le persone con demenza nel mondo.
Tra le azioni necessarie, il Piano suggerisce agli Stati l’importanza di misurare la qualità e i risultati dell’assistenza, di assicurare al malato che riceve la diagnosi di demenza almeno un anno di assistenza, gestita da un operatore specializzato, di sostenere le cure palliative.

5. Sostegno ai familiari e ai caregiver
Suggerendo programmi mirati, che prevedono per esempio l’assistenza in casa o il miglioramento dei trasporti, il Piano sottolinea l’importanza di far vivere i malati il più a lungo possibile nella comunità e l’urgenza di sostenere i familiari nella vita quotidiana.

6. Sistemi Informativi per la Demenza
Per poter migliorare i servizi, tra gli indicatori della demenza è necessario inserire sia la qualità dell’assistenza sia l’esperienza di persone con demenza.

7. Ricerca e Innovazione per la Demenza
In tutto il mondo ricerca e innovazione nelle terapie farmacologiche e non farmacologiche, riferite alla demenza, sono seriamente sotto finanziate, soprattutto se si guarda al numero delle persone colpite e al costo che deve sostenere la comunità e le famiglie. È necessario che ogni Stato investa di più.

Questi sette punti sono la strategia di medio e lungo tempo, ma è soprattutto il secondo punto che deve essere osservato dal Comune, quale organo di governo della comunità urbana.

 

Perchè deve aprirsi al nuovo affrontando il tema delle comunità amiche della Demenza, come si va facendo in varie parti di Italia ed è facile trovare qualche deliberazione comunale.

 

Non si tratta di riversare soldi, si sa in questo momento i Comuni sono tartassati dal Governo, ma attenzione, apertura mentale, far agire i cittadini organizzati nelle associazioni di settore dando sostegno morale, patrocini, risolvendo problemi organizzativi e di propaganda sui temi che coinvolgano le famiglie, insomma fare e non chiudersi nel calendario delle solite cose in agenda...sempre le stesse. Un consiglio ai naviganti. 

 

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