ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 24 Giugno 2019 10:26

Adiós Venezuela La fine del chavismo da Maduro a Guaidó: la situazione dei diritti violati nel libro di Maurizio Stefanini

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Il primo libro che racconta tutto quello che c’è da sapere sulla crisi politica, economica e sociale che sta attraversando il Venezuela e che trae le radici dalla storia recente del paese latinoamericano. Non mancano i profili di Hugo Chavez, Nicolas Maduro e Juan Guaidó; i rapporti del Venezuela col narcotraffico; la questione petrolifera; l’agenda politico-istituzionale e le incognite internazionali sul dopo Maduro.

Adiós Venezuela è il titolo del saggio di Maurizio Stefanini, giornalista che ama definirsi "free lance nell’anima e partigiano nel cuore", da sempre appassionato di America Latina.

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica), così si presenta sul Il Foglio.

 

Stefanini ripercorre nel suo libro le tappe del Paese partendo da un’accurata analisi del “fenomeno Chavez”. Si legge nella prefazione al libro, a cura di Luciano Tirinnazzi, direttore responsabile della rivista Babilon:

"Quella che state per leggere è una storia vera, il cui finale è ancora lungi dall’essere scritto e dove tuttavia ogni pagina gronda del sangue di migliaia di innocenti, versato lungo un cammino tortuoso, verso un ideale di democrazia mai davvero inverato che ha fatto del Venezuela il luogo forse più paradossale della terra. Ricchissimo grazie al petrolio è stato trasfigurato in poche decadi da generazioni di militari collusi a una classe politica inadeguata. Costoro hanno trasformato il paese in un narcostato dominato dalla violenza, dalla corruzione e dalla povertà più assoluta, valorizzando poco o niente le risorse di cui dispongono e sperperando invece la credibilità internazionale in favore di un’ideologia ormai favolistica".

I diritti umani in Venezuela non esistono più. Si muore improvvisamente durante perquisizioni farsa, dove quelle che dovrebbero essere le forze dell’ordine agiscono come commandos, sequestrano e chiedono riscatti altissimi. Quando non ammazzano in nome di una legittima difesa senza alcuna prova.

Venezuela: misure d’emergenza per un’economia allo stremo

Per tamponare una situazione ormai ingestibile, il Banco Centrale del Venezuela ha annunciato l’entrata in circolazione di nuovi tagli di banconote da 10, 20 e 50 mila bolivares, equivalenti al cambio in dollari a 1,6, 3,2 e 7,9. Provvedimento giudicato del tutto inutile da gran parte degli economisti mondiali.

Il paese con il tasso di inflazione più alto al mondo affonda nella violenza e nella povertà assoluta, in una situazione paradossale, dove il presidente in carica, Nicolàs Maduro, non molla le redini del potere e un presidente costituzionale da gennaio tenta il riordino costituzionale, riconosciuto da 54 nazioni al mondo (non dall’Italia), sconosciuto fino a un anno fa,  Juan Guaidò, tenta di risollevarne le sorti.

Oggi in Venezuela 53 omicidi ogni 100 mila abitanti

 

La violenza dilaga al punto che ci si ammazza per un pugno di fagioli. Si contano 53 omicidi ogni 100 mila abitanti al giorno. E a causa della crisi le famiglie non possono neanche più permettersi di comprare casse da morto, tanto che il rito della cremazione si sta diffondendo.

La nazione che ha sfornato e lanciato più Miss Mondo di qualunque altra è tra le 15 con il tasso di femminicidi più alto.

Neanche il petrolio funziona più. I migliori tecnici sono stati assoldati nei giacimenti dell’Arabia Saudita. Chi se lo può permettere cerca rifugio in Stati confinanti. Chi invece resta è stanco di scendere in piazza, costruire barricate e protestare. Negli ultimi dodici mesi, secondo stime Onu, più di 3 milioni di persone hanno abbandonato il paese.

Un libro assolutamente da leggere se si vuole comprendere il Venezuela di oggi.

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