ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 17 Luglio 2019 12:15

Addio Andrea Camilleri il grande scrittore siciliano padre del Commissario Moltalbano

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Andrea Camilleri è morto all'ospedale Santo Spirito di Roma dove era da tempo ricoverato. Il grande scrittore siciliano, grande scrittore italiano era il padre del Commissario Montalbano inventore di Vicata una Sicilia e una lingua siciliana amata dal pubblico italiano che riconobbero la loro lingua madre.

Andrea Camilleri era l'ultimo erede della scuola dei “Poeti siciliani” che nel 1200 inventarono l'italiano, nato in un fazzoletto di terra siciliana che ha dato i natali a Luigi Pirandello (Agrigento), Leonardo Sciascia (Recalmuto) Andrea Camilleri (Porto Empedocle ) tutti della Provincia di Agrigento.

Andrea Camilleri inventa la città immaginaria Vicata che ha i panorami di Porto Empedocle e dell'Antica Contea di Modica (Ibla, Modica, ecc...) e il Vicatese una lingua mista fra siciliano e italiano.

E se la Sicilia è certamente nota per la sua millenaria storia e soprattutto nella letteratura che da i maggiori contributi all'umanità.

Gli scritti dei grandi letterati siciliani hanno dato un contributo fondamentale alle più importanti correnti di pensiero italiane ed europee. Le opere della letteratura siciliana offrono uno spaccato eloquente e per molti versi ancora attuale su ciò che la Sicilia rappresenta per un siciliano.

Giovanni Verga, divenuto in seguito Senatore della Repubblica, indaga molto nelle sue opere circa le problematiche siciliane del post unità d’Italia. La voglia di cambiare, non sempre seguita dalla spregiudicatezza, la fugacità della vita, e l’orgoglio siciliano rimangono i messaggi più limpidi rintracciabili all’interno della sua produzione letteraria.

Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura, divenne famoso per l’ilarità delle sue opere, mista ad un sentimento di malinconia che le caratterizzava. Scrisse molte opere teatrali oltre a numerosissimi e in seguito celebri romanzi. L’indefinita essenza della personalità umana rimane una delle problematiche più famose analizzate da Pirandello.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, anch’egli insignito del Nobel per la letteratura, descrive in maniera limpida le contraddizioni in Sicilia, tra i poteri borghesi che misti alla politica nazionale, fanno della Sicilia una terra in cui le speranze di cambiamento del popolo vengono sistematicamente soffocate: è il Gattopardo, reso ancor più celebre dall’opera cinematografica omonima di Luigino Visconti.

Leonardo Sciascia, Elio Vittorini e Salvatore Quasimodo raccontano la Sicilia del secondo dopoguerra, ancora dilaniata da problematiche di mancate politiche e dal fenomeno mafioso.

Gli scrittori siciliani possono a tutti gli effetti coincidere con un movimento letterario importante è che è stato il verismo. Ebbe vita nella seconda metà dell’ottocento e si legò ad una narrativa piuttosto attenta ai problemi umani e sociali, del tutto dedita ad una rappresentazione impersonale e fedele della realtà. I maggiori esponenti del verismo furono Luigi Capuana (Mineo 1839 – Catania 1915), Giovanni Verga (Catania 1840 – 1922) e Federico de Roberto (di madre catanese).

Sono pochissimi gli scrittori veri che, oltre a diventare popolari per i loro libri, riescono ad essere amati anche come personaggi. Andrea Camilleri, morto a 93 anni, era uno di questi e ha usato questa sua forza mediatica per raccontare di sé e del suo amato commissario Montalbano, ma soprattutto per intervenire sul sociale, per cercar di far arrivare ai suoi lettori, che sono tantissimi, alcune idee base di democrazia e eguaglianza e dignità che sapeva bene oggi purtroppo non sono più da dare per scontate.

La sua importanza come artista e intellettuale è stata proprio in questo costante impegno nella scrittura legata alle idee (si vedano un libro quale 'Come la penso' del 2013 o le sue prese di posizione sul governo Berlusconi e oggi verso Salvini), proposte con la sua aria bonaria ma anche con un preciso vigore, con quel guizzo negli occhi che rende vero e vitale quel che si sta dicendo, senza perdere forza nemmeno ora che gli occhi gli si erano spenti. E i modi per dirlo, oltre a quelli diretti delle interviste su temi caldi del momento, sono anche quelli dei romanzi, in particolare quelli costruiti su influenza di Sciascia partendo da un avvenimento storico del passato più o meno recente, ma tutti alla fine incentrati sul nodo dei rapporti tra potere e malavita organizzata.

Orgoglio per noi siciliani sparsi nel mondo che quando dici: Sono siciliano, ti rispondono come il Commissario Moltabano di Andrea Camilleri? Si rispondi con vero orgoglio!

Quella sua capacità narrativa che riusciva a far uscire dalle pagine dei suoi libri o dalla pellicola della serie Il Commissario Moltalbano l'odore e persino i sapori dei cannoli siciliani o degli arancini!

Questa nuova lingua il “vicatese” un misto di siciliano e italiano, che non solo ha fatto riscoprire a tutti l'italiani la madre lingua, ma ha innamorato gli europei e persino la lontana Svezia ha comprato tutte le serie del Commissario Montalbano.

E fra una passeggiata ad Ibla, una nuotata sotto la terrazza di Punta Secca, il Comissario Montalbano ghiotto come il suo padre scrittore Andrea Camilleri risolve i suoi gialli al tavola fra una pasta a la Norma, e un tonno in un letto di cipolle, bevendo il Calabrese Nero, comercialmente conosciuto come Nero d'Avola, sempre che non arrivi qualcuno a scassare i cabbasisi!

Già ci manchi Maestro con la tua perpetua sigaretta fra le dita a rancontarci la tua nostra Sicilia!

Addio Andrea Camilleri e grazie!

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