ANNO XIII Novembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 27 Luglio 2019 08:40

Oggi siamo a lutto per questa morte, bando allo sciacallaggio

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Le urla strazianti della moglie e della madre del giovane carabiniere devono aver riempito l'obitorio del nosocomio di Roma, potessero riempire le sinapsi del popolo italiano che non merita questa deriva razzista. 

Una morte dolorosa merita il cordoglio del Paese, il lutto nazionale, la piena condivisione dello strazio di una famiglia, di una parte dello Stato che ci difende, di un Arma, di una città.

Non può essere tollerato lo sciacallaggio, occorre trattare con indifferenza i cialtroni sdoganati dai social forum che parlano di barconi e migranti e Pd, quando a compiere l'omicidio sarebbero, il condizionale è sempre d'obbligo nei fatti di cronaca, ma uno ha già confessato, americani già diretti all'aeroporto per tornare in Usa.  In questo paese la stessa informazione deve fare un passo indietro e cogliere il nesso profondo dell'etica del giornalismo.

La notizia deve mettere in primo piano i fatti certi, ladri, pusher, carabiniere. Mettere nei titoli le caratteristiche razziali "due nordafricani" che andrebbero inserite magari nel corpo dell'articolo, dopo la cronaca e come ulteriore ricerca identitaria dei soggetti in campo, è sbagliatissimo e noi non lo facciamo. Spesso anche quando i comunicati stampa ce lo propongono. Questi i fatti. 

L'omicidio è avvenuto poco dopo le 3, quando un equipaggio della stazione di piazza Farnese è intervenuto in via Pietro Cossa, nel quartiere Pariti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due 'americani' volevano comprare droga da un pusher a piazza Mastai,

Quando si sono accorti che gli aveva dato semplice aspirina, lo hanno seguito e gli hanno rubato il borsello per riavere i soldi. Sarebbe stato lo stesso spacciatore, ora ai domiciliari, a contattare i carabinieri, dicendo di aver preso appuntamento con i due statunitensi per la restituzione della borsa. I due militari si sono quindi presentati all'appuntamento in borghese. Al momento dell'incontro però è scoppiata una colluttazione e uno dei due americani ha pugnalato il carabiniere colpendolo otto volte, una al cuore. Trasportato d'urgenza al Santo Spirito, è morto intorno alle 4 dopo un tentativo di rianimazione. A quanto apprende l'Adnkronos, nel borsello non sarebbe stata trovata droga. Quindi siamo di fronte a un balordo pusher che vendeva finta droga e due americani, peraltro danarosi, tossici.

Il nostro pensiero è legato a questo povero carabiniere morto a soli 35 anni, dopo 40 giorni dal matrimonio, a una giovanissima vedova, a una madre, al suo paese sotto il Vesuvio, che piange questo figlio meridionale. Questa morte ci appartiene, oggi siamo a lutto.

 

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